THINKING ROUTINES EMOZIONALI: AIUTARE GLI ALUNNI A PENSARE LE EMOZIONI
Quando le emozioni diventano oggetto di pensiero
Le emozioni non sono nemiche del pensiero, come si credeva un tempo. Al contrario, sono alleate fondamentali per costruire significato, per comprendere il mondo e per regolare il nostro agire quotidiano. La scuola ha il compito non solo di alfabetizzare cognitivamente, ma anche emotivamente. In questo contesto si inseriscono le Thinking Routines emozionali, ovvero routine cognitive adattate per esplorare, dare nome, confrontare e riflettere sulle emozioni.
Queste routine non sono solo strumenti per “parlare di emozioni”, ma schemi mentali guidati che permettono ai bambini di imparare a pensare le emozioni con consapevolezza, a partire dalle proprie esperienze.
COSA SONO LE THINKING ROUTINES EMOZIONALI?
Le Thinking Routines (o routine di pensiero) sono strategie didattiche brevi e ripetibili che aiutano gli studenti a sviluppare abitudini mentali riflessive. Originariamente ideate nell’ambito del Project Zero dell’Università di Harvard, possono essere efficacemente adattate per lavorare sull’intelligenza emotiva.
Le routine emozionali, in particolare, si propongono di:
- Sviluppare la consapevolezza emotiva (cosa sto provando? perché?);
- Favorire la metacognizione affettiva (cosa mi ha aiutato? cosa posso fare la prossima volta?);
- Allenare l’empatia (come si sentirà l’altro? cosa può aver provato?);
- Rendere visibile il pensiero emotivo attraverso schemi, disegni, parole chiave.
PERCORSI PRATICI: ROUTINE DA PROVARE IN CLASSE
1. Vedo – Sento – Mi chiedo (versione emotiva)
Vedo: cosa sta succedendo attorno a me?
Sento: che emozione provo in questo momento? THINKING ROUTINES EMOZIONALI
Mi chiedo: da dove arriva questa emozione? Che effetto ha su di me?
Utilizzabile dopo un conflitto, un racconto o un evento rilevante.
2. Prima pensavo – Ora sento
Permette di esplorare i cambiamenti emotivi nel tempo:
- Prima pensavo che X fosse…
- Ora sento che…
Utile dopo un’attività trasformativa, un lavoro di gruppo, un’esplorazione empatica.
3. Dentro – Fuori
Dividere un foglio in due colonne:
- Dentro di me: cosa provo davvero?
- Fuori di me: cosa mostro agli altri?
Aiuta i bambini a riflettere sulla coerenza (o incoerenza) tra vissuto interno ed espressione emotiva esterna.
4. Io lo vedo così – Tu lo vedi così
Una routine per sviluppare pensiero empatico e accettazione delle differenze:
- Io ho vissuto questa emozione così… THINKING ROUTINES EMOZIONALI
- Tu come l’hai sentita?
Favorisce la comprensione reciproca e il rispetto dei diversi modi di sentire.
5. Colora la tua emozione
Una routine visiva per i più piccoli o per alunni con BES:
- Associa ogni emozione a un colore e una forma;
- Colora un paesaggio emotivo (es. “il mio cuore oggi”, “la mia giornata emotiva”).
Trasforma il pensiero in un codice visivo accessibile a tutti.
QUANDO INSERIRE LE ROUTINE EMOZIONALI? THINKING ROUTINES EMOZIONALI
Le Thinking Routines emozionali non hanno bisogno di un’ora dedicata: possono essere integrate in:
- Circle time;
- Momenti di rientro dopo la ricreazione o l’intervallo lungo;
- Riflessioni post attività o post verifica;
- Gestione di conflitti o momenti critici;
- Narrazioni, letture, film, esperienze extracurricolari.
La chiave è la costanza: più vengono proposte in modo regolare, più diventano strumenti interni degli alunni.
QUALI BENEFICI NEL TEMPO?
L’introduzione di Thinking Routines emozionali porta con sé una serie di benefici didattici e relazionali:
- Gli alunni imparano a nominare e decodificare le emozioni;
- Si sviluppa un clima di classe più sereno e rispettoso;
- Gli insegnanti hanno strumenti per leggere meglio i segnali affettivi degli alunni;
- Si crea uno spazio dove è legittimo non sentirsi sempre bene, ma parlarne.
EDUCARE IL PENSIERO A PARTIRE DAL CUORE
Non possiamo chiedere ai bambini di imparare a riflettere davvero, se prima non li aiutiamo a dare un nome e una forma a ciò che provano. Le Thinking Routines emozionali sono una risposta concreta e accessibile a questo bisogno. Non servono grandi strumenti, ma uno spazio, una voce calma e un’intenzione educativa chiara.
Insegnare a pensare le emozioni non è tempo sottratto ai contenuti: è tempo investito nella crescita integrale della persona. THINKING ROUTINES EMOZIONALI







