IL NUOVO PEI: UNA GUIDA AGGIORNATA PER L’INCLUSIONE SCOLASTICA
Un pilastro per l’equità educativa IL NUOVO PEI
In un’epoca in cui l’inclusione scolastica è al centro del dibattito pedagogico e normativo, il Piano Educativo Individualizzato (PEI) continua a essere uno strumento imprescindibile per garantire il diritto all’istruzione degli alunni con disabilità. La sua funzione non è solo quella di certificare bisogni o assegnare risorse, ma di costruire un percorso educativo autenticamente personalizzato, che tenga conto della persona nella sua globalità. Recentemente, l’assetto normativo e operativo del PEI ha subito trasformazioni significative: comprenderle è fondamentale per tutti gli attori del processo educativo. IL NUOVO PEI
EVOLUZIONE NORMATIVA DEL PEI: DAL 2015 AL DIGITALE
La storia recente del PEI è segnata da tappe importanti:
- 2015 – L. 107/2015 (La Buona Scuola): avvia un processo di riforma del sistema scolastico italiano, ponendo le basi per un cambiamento profondo anche sul fronte dell’inclusione.
- 2017 – DLgs 66/2017: introduce disposizioni specifiche per l’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, delineando un sistema integrato che coinvolge scuole, famiglie e servizi territoriali.
- 2019 – DLgs 96/2019: riformula il decreto precedente, istituisce ufficialmente il Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione (GLO) e prevede l’adozione di un modello nazionale di PEI, superando le disparità territoriali.
- 2020-2022: anni cruciali in cui il nuovo PEI viene contestato in alcune sue parti, portando a ricorsi e sentenze. Il dibattito giuridico non frena però l’evoluzione verso un modello più chiaro, definito e condiviso.
- 2023: viene introdotto il formato digitale del PEI, rendendo la documentazione più accessibile, tracciabile e integrata con le piattaforme scolastiche.
UN CAMBIAMENTO DI PROSPETTIVA: COSA C’È DI NUOVO?
Molte delle presunte “novità” del PEI non sono affatto recenti. La partecipazione della famiglia, ad esempio, è prevista dalla normativa sin dal 1992. Tuttavia, negli ultimi anni alcune trasformazioni hanno effettivamente modificato in profondità l’architettura del PEI:
1. La responsabilità della scuola IL NUOVO PEI
Il nuovo impianto normativo affida esclusivamente alla scuola la redazione del PEI. Questo segna un cambiamento netto rispetto al passato, in cui l’ASL contribuiva alla stesura. Il ruolo dei servizi sanitari resta importante, ma in fase consultiva e valutativa, non più redazionale.
2. Il GLO come soggetto attivo e formale
Il Gruppo di Lavoro Operativo non è un semplice momento di confronto, ma un organismo ufficiale previsto dalla legge, con il compito di:
- elaborare il PEI
- verificarne periodicamente l’attuazione
- proporre adattamenti o risorse aggiuntive
Tutti i docenti curricolari, il docente di sostegno, gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, gli educatori, i referenti ASL e i genitori sono parte attiva di questo processo, con responsabilità condivise.
3. Il modello unico nazionale
L’introduzione di un modello PEI standardizzato per tutto il territorio nazionale mira a garantire equità e coerenza tra le diverse regioni. Questo modello, tuttavia, non è rigido: permette la personalizzazione del percorso educativo e si basa sull’analisi dei contesti, in linea con il modello ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute). IL NUOVO PEI
Ciò implica un focus non solo sulla disabilità in sé, ma anche sulle barriere ambientali e sui facilitatori presenti nel contesto scolastico, familiare e sociale.
VERSO UN PEI CONDIVISO E CENTRATO SULL’ALUNNO
Il PEI, per essere davvero efficace, deve essere:
- condiviso, ovvero frutto della collaborazione tra tutti gli attori coinvolti;
- centrato sull’alunno, quindi costruito non su stereotipi diagnostici ma su osservazioni funzionali, bisogni educativi reali e potenzialità;
- dinamico, aggiornato in corso d’anno ogni qualvolta sia necessario intervenire sul percorso.
Un buon PEI non si limita a pianificare interventi, ma li armonizza con la quotidianità della classe, propone strategie didattiche inclusive e definisce con precisione le modalità di valutazione personalizzate, anche nei casi in cui il percorso differisca dagli obiettivi della classe.
STRUMENTO DI GIUSTIZIA EDUCATIVA
Al centro della riforma del PEI c’è un’idea forte: non esiste inclusione senza progettazione, e non esiste progettazione senza responsabilità. Il PEI è molto più di un documento: è l’espressione concreta di un diritto costituzionale, quello all’istruzione, declinato per chi, senza supporti adeguati, rischierebbe l’esclusione.
Il suo valore si misura nella coerenza tra teoria e prassi, tra quanto viene scritto nel documento e quanto viene realizzato quotidianamente in classe. Ecco perché è essenziale che ogni docente, ogni educatore e ogni dirigente scolastico si assuma il proprio ruolo all’interno del GLO con consapevolezza e impegno. IL NUOVO PEI
UN NUOVO INIZIO PER L’INCLUSIONE
Il nuovo PEI rappresenta non solo un aggiornamento normativo, ma un cambio di paradigma: da una logica centrata sulla disabilità a una centrata sull’ambiente e sulla relazione educativa. È una sfida, ma anche una straordinaria occasione per rendere la scuola un luogo realmente aperto, accogliente e giusto.
Investire tempo nella redazione del PEI, curarne i dettagli, monitorarne l’attuazione, non è un compito burocratico, ma un atto pedagogico. Perché ogni riga di quel documento racconta un bambino, una bambina, il loro diritto di crescere, imparare e realizzarsi.
Perfetto, d’ora in poi inserirò sempre link utili esterni alla fine degli articoli. Ecco l’integrazione finale per l’articolo già scritto:







