CHE COSA SONO I DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO

CHE COSA SONO I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO?

CHE COSA SONO I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO?

Una definizione semplice che dovresti ricordare: i DSA sono ufficialmente definiti come disturbi specifici evolutivi  dell’apprendimento di origine neurobiologica.

 

L’uso del termine DSA si riferisce a difficoltà specifiche di:

– lettura- DISLESSIA

– scrittura – DISGRAFIA e DISORTOGRAFIA

– calcolo – DISCALCULIA 

CHE COSA SONO I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO?

La dislessia ostacola la capacità di rendere automatica la corrispondenza fra segni e suoni (attività di decodifica) in un individuo dotato di una normale intelligenza, senza problemi fisici e psicologici, che ha avuto adeguate opportunità di apprendimento.

Essa è caratterizzata da un deficit nella velocità e nell’accuratezza della scrittura.

Il soggetto dislessico può leggere e scrivere, ma lo fa in modo non automatico, impiegando al massimo le sue capacità ed energie. Perciò si stanca rapidamente, rimane indietro e commette molti errori.

CHE COSA SONO I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO?

Ma cosa sono i disturbi specifici dell’apprendimento, una difficoltà o un disturbo?

Mattia fa la 2^ elementare, odia la scuola “perchè bisogna leggere e scrivere..”. Quando torna a casa scoppiano continue liti con la mamma che cerca di fargli fare i compiti. E’ molto difficile farlo stare seduto per più di qualche minuto e anche mentre legge o scrive si agita sulla sedia.

Dopo un po’  la mamma perde la pazienza poichè sembra sempre distratto e ripete errori che sono appena stati  corretti. Mattia non vuole studiare perchè dice che “…tanto il giorno  dopo le tabelline non me le ricordo”.

CHE COSA SONO I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO?

Prova a leggere il seguente testo!

Quanti pi voi riexscomo al eggere bue staprevetesto: Tu, fnio adora, ber me, non sei ceh un razzigano ugulae a cemintola ragaizzni. E noon ho pisongo dite. E nepupre tu hai bixogno dime. Io nonsono perte che unna vople uaugle a cetmonila vlpoi. Ma setumi appomestichi, noi arevmo bigosno l’unno dellaltro.

 

Ti sei trovato sicuramente in una di queste due situazioni:

1.  Hai letto molto lentamente cercando di capire il testo;

2. Hai letto velocemente il brano commettendo molti errori. In entrambi i casi lo sforzo impiegato nella lettura ha ostacolato la tua comprensione.

 

Come pensi che avresti reagito se fosse stato un testo più lungo?

E come ti sentiresti se avessi dovuto svolgere questo esercizio davanti ad un gruppo di persone?

CHE COSA SONO I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO?

Una serie di malintesi…

L’Insegnante si interroga sull’impegno del bambino, sulle sue condizioni familiari, fa spesso congetture non pertinenti sulle dinamiche familiari, lamenta scarso impegno, disinteresse, rifiuto, a volte problemi di comportamento in classe.

I Genitori sono perplessi e spesso oscillano fra comportamenti severi e punitivi con inviti all’impegno e lunghi periodi di attesa impotente sperando che il tempo aggiusti ogni cosa.

 

Il bambino si accorge che non sa fare come gli altri ed elabora un’immagine di sé improntata sulla sfiducia.

 

Il risultato di questo grande malinteso che si crea fra insegnanti, genitori e specialisti è che non solo il bambino non viene aiutato proprio nella fase in cui ne avrebbe grande bisogno, ma queste errate interpretazioni delle sue difficoltà ostacolano il suo recupero e allontanano l’intrapresa di un percorso di facilitazione.

 

Le 6 cose che devi sapere sui disturbi specifici  dell’apprendimento.

CHE COSA SONO I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO? 

1. Riconoscere che quel bambino non è pigro, non è svogliato, non è poco intelligente.

2. Riconoscere che il disturbo esiste e si può nominare.

3. Segnare un confine chiaro tra ciò che dipende dall’impegno del bambino e ciò che non dipende da lui.

4. Sapere che quel disturbo ha certe caratteristiche e che si può fare qualcosa.

5. Capire ciò che è modificabile e quello che serve per modificarlo.

6. Accettare che qualcosa non si modificherà.

 

La Disortografia:  è un disturbo della scrittura dovuto a deficit  nel tradurre correttamente i suoni che compongono la parola in simboli grafici, 

 

DISORTOGRAFIA

 

l soggetto disortografico commette errori ortografici significativamente superiori per numero e caratteristiche rispetto a quelli che ci si dovrebbe aspettare, facendo riferimento al suo grado d’istruzione

(Qui di fianco un esempio). 

 

 

La Disgrafia: è un disturbo della scrittura di natura motoria, dovuto a un deficit nei processi di realizzazione grafica (grafia).

Essa comporta una grafia poco chiara, irregolare nella forma e nella dimensione, disordinata e difficilmente comprensibile.

CHE COSA SONO I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO?

 

 

La disgrafia riguarda dapprima la grafia, non le regole ortografiche e sintattiche, che possono pure essere coinvolte, se non altro come effetto della frequente impossibilità di rilettura e di autocorrezione da parte dello scrivente (qui di fianco un esempio).

 

 

 

 

 

La Discalculiaspecifica compromissione delle abilità aritmetiche

 

La difficoltà riguarda la padronanza delle capacità di calcolo fondamentali come addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione. Avrai sicuramente sentito parlare della comorbilità.

Che cosa è la commorbilità di cui si parla spesso? Una caratteristica rilevante nei disturbi specifici dell’apprendimento è la comorbilità (in alcuni casi indicato come “ disturbo associato”).

 

 

Comorbidità: questo termine significa che dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia possono comparire insieme, oltre che isolatamente. Difatti nei casi di disturbi specifici dell’apprendimento a volte sono presenti difficoltà di:

–  comprensione del testo

–  nel linguaggio orale

–  instabilità motoria e disturbi di attenzione

 

 Ma cosa c’è all’origine costituzionale dei disturbi specifici dell’apprendimento?

 

Cause:

Neurobiologica

Su base genetico ereditaria

 

È importante sapere che la Dislessia non è una malattia, perché la malattia ha un suo cursus specifico, viene attivata, ha dei momenti di acutizzazione, dei momenti di riduzione; trattandosi di un disturbo di natura neurobiologica, essa può essere considerata una caratteristica individuale del soggetto (che non lo abbandonerà mai).

 

La dislessia è un disturbo funzionale.

 

Cosa si intende per disturbo funzionale? I DSA sono disturbi funzionali che derivano da una peculiare architettura neuropsicologica del soggetto che provoca difficoltà nell’acquisizione e nella stabilizzazione di alcuni processi di identificazione e di scrittura delle parole e dei numeri.

 

La dislessia è una neurodiversità.

 

“E’ importante iniziare a riferirci ai DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO come ad una neurodiversità, ovvero come ad uno sviluppo neurologico atipico, che rappresenta però una manifestazione delle normali variazioni nello sviluppo umano.

Possiamo facilmente asserire che tutti siamo diversi, o neurodiversità.

Questa neurodiversità in alcune culture e società può determinare una disabilità ed in altre no. Quindi, una neurodiversità non determina una disabilità di per sé, ma solo ed esclusivamente all’interno della società in cui si manifesta.

Se ci pensiamo, la dislessia in una cultura orale resterebbe una neurodiversità, ma non rappresenterebbe una difficoltà, né un disturbo, né una disabilità, poiché non si manifesterebbe neanche”.

Giacomo Stella

 

Imparare con più difficoltà non significa che il bambino dislessico non è in grado di apprendere.

Difatti i disturbi specifici dell’apprendimento vengono definiti sia evolutivi che specifici evolutivi.  Si manifestano in età evolutiva e il deficit riguarda lo sviluppo di abilità mai acquisite e non perse a causa di eventi traumatici (si parla quindi di Dislessia Evolutiva, …).

Hanno un carattere evolutivo, il che significa che le abilità evolvono autonomamente nel tempo, non raggiungendo tuttavia i parametri attesi per età e classe frequentata.

 

SPECIFICI/SPECIFICITÀ, intesa come un disturbo che interessa uno specifico dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. 

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Qual è il ruolo della scuola?

Il ruolo fondamentale della scuola è il riconoscimento precoce della dislessia, poiché l’obiettivo è quello di permette una riabilitazione precoce, poiché tale riconoscimento consente un approccio corretto da parte di insegnanti e genitori, mettendo l’alunno in grado di comprendere la propria difficoltà e di conseguenza limita i danni. 

 

La scuola è l’osservatorio per eccellenza dove è possibile individuare precocemente la difficoltà di lettura.

 

Ricordiamoci che vi è una legge dedicata a tali disturbi, la legge 170/2010 legge170_10.pdf (206 download)  che entra nell’organizzazione scolastica e nell’adeguamento delle impostazioni didattiche:

 

“Gli studenti con diagnosi di DISTURBO SPECIFICO DELL’APPRENDIMENTO  hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari”. (Art. 5).

 

La legge prende in considerazione tutto il percorso formativo scolastico, dalla scuola dell’infanzia fino all’università. Non si chiede agli insegnanti di fare diagnosi ma solo di osservare e segnalare il problema. 

Le difficoltà di scrittura e lettura puoi osservarle e già dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia:

 

Puoi osservare i sintomi precoci come:

1. ritardo nel linguaggio;

2. confusione delle parole che hanno una pronuncia simile;

3. difficoltà di espressione; 

4. difficoltà di identificare le lettere; 

5. difficoltà a identificare i suoni associati alle lettere; 

6. familiarità per quanto concerne problemi di lettura e scrittura.

 

I DSA posseggono un profilo clinico caratteristico.

– Quoziente intellettivo nella norma (importante).

– Lettura ad alta voce molto stentata.

– Difficoltà ortografiche nella scrittura

– Difficoltà col sistema dei numeri e del calcolo

 

Attenzione, devi escludere dai possibili disturbi specifici dell’apprendimento i soggetti con:

 

– Deficit sensoriali, quindi se il bambino presenta dei deficit visivi, uditivi, ecc. non devono essere tali da compromettere gli apprendimenti.

 

– Deficit neurologici, il bambino non deve aver subito traumi di vario genere che gli abbiano provocato lesioni nel sistema neurologico legato ai processi di lettura, scrittura e calcolo.

 

Sei soggetti osservati hanno questo tipo di problemi non sono disturbi specifici dell’apprendimento, poiché i disturbi biologici o genetici di questo tipo faranno propendere per diagnosi differenti (ritardo mentale, disturbi dello spettro autistico, ecc.).

Questo tipo di disturbo porta con se conseguenze psicologiche da non sottovalutare e da tenere nella massima considerazione, come:

CHE COSA SONO I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO?

• Demoralizzazione

• Scarsa autostima

• Deficit nelle capacità sociali

• Il ritiro scolastico è presente nel 40% dei casi

• Devianza sociale

• Depressione

 

Attraverso il percorso appena affrontato possiamo giungere a comprendere: 

Errori da evitare…Non sono

1)  Una malattia.

2)  il risultato di un blocco psicologico.

3)  conseguenza di un blocco educativo.

4)  prodotto di un blocco relazionale.

5)  un deficit di intelligenza.

6)  dovuti a deficit sensoriali.

 

Ti lascio con uno special-report da scaricare nel caso tu voglia avere idee più chiare.

 

SCARICA L’INTERO ARTICOLO IN VERSIONE PDF DAL LINK SOTTO! 

DISTURBI-DELLAPPRENDIMENTO-ERRORI-DA-EVITARE.pdf (784 download)

SCARICA ANCHE LE SLIDE RIASSUNTIVE SUI DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO:

DIFFICOLTA-SPECIFICHE-DELLAPPRENDIMENTO-SLIDE.pdf (640 download)

CHE COSA SONO I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO?

Vi consiglio anche la visione di questo documentario di RAI NEWS sulla dislessia.

 

 

RISORSE CONSIGLIATE PER TE: COME PARLARE DI DISLESSIA IN CLASSE.

RISORSE CONSIGLIATE PER TE: 4 COSE CHE DOVRESTI ASSOLUTAMENTE SAPERE SULL’AUTOSTIMA DEI BAMBINI.

Se hai voglia di confrontarti con me, contattami pure sulla mia pagina Facebook: DIDATTICA PERSUASIVA.

 

Buon lavoro.

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2 Comments
  1. vanessa

    Nel caso abbia letto tutto il brano d’un soffio capendo ciò che è scritto?

  2. Buona sera Vanessa, mi perdoni ma davvero non ho capito cosa intende chidermi nella domanda.

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