CHE COSA È LA DISCALCULIA

CHE COSA È LA DISCALCULIA

Che cos’è la discalculia?

La discalculia (acalculia nei casi di estrema gravità) è una difficoltà specifica nell’apprendimento del calcolo che si manifesta in bambini di intelligenza normale, che non hanno subito danni neurologici. CHE COSA È LA DISCALCULIA

Le prestazioni aritmetiche di base di questi bambini (addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione) risultano significativamente al di sotto del livello atteso rispetto all’età cronologica, all’intelligenza generale e alla classe frequentata.

Tra i DSA è l’ultimo a essere stato riconosciuto e studiato probabilmente perché la matematica è una materia considerata universalmente “difficile”. A differenza di molte altre discipline, infatti, la matematica costringe l’alunno a riconoscere e a fronteggiarsi in modo quasi immediato con il proprio errore.

DISCALCULIADa ciò derivano due importanti implicazioni: una a livello emotivo, in termini di evitamento per non provare la frustrazione di sbagliare, e l’altra a livello strategico riferita all’incertezza della causa dell’errore (ad es. se si tratta di un errore di calcolo o di procedura).

Per capire di che cosa si tratta bisogna tenere presente che per affrontare adeguatamente un qualsiasi lavoro di matematica l’alunno deve possedere conoscenze e abilità che gli consentano di valutare le condizioni del compito, di comprendere il significato delle singole informazioni attraverso concetti matematici e di costruirsi una rappresentazione. Inoltre, accanto a queste attività di analisi, devono essere attivate scelte procedurali, azioni di monitoraggio e valutazione dei risultati parziali e finali delle attività compiute nelle quali vengono coinvolti diversi tipi di conoscenza che risultano in stretta relazione tra loro. 

La discalculia interessaCHE COSA È LA DISCALCULIA

• il riconoscimento e la denominazione dei simboli numerici,

• la scrittura dei numeri,

• l’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente,

• la numerazione in ordine crescente e decrescente,

• la risoluzione di situazioni problematiche.

La combinazione dei simboli numerici (10 cifre) si basa sul valore posizionale ed è molto complessa nonostante essi siano quantitativamente inferiori rispetto a quelli alfabetici (21 lettere).

Un bambino affetto da discalculia, infatti, pur essendo in grado di denominare le singole cifre, non differenzia tra 15 e 51 oppure tra 316 e 631. La sua difficoltà consiste nell’incapacità ad attribuire significato alla loro posizione all’interno dell’intero numero.

Alla base ci possono essere difficoltà di orientamento spaziale e di organizzazione sequenziale che si evidenziano sia nella lettura che nella scrittura dei numeri (il numero 9 viene confuso con il 6; il numero 21 con il 12; il 3 viene scritto al contrario così come altri numeri…). Esistono anche coppie di numeri che hanno tra loro una lieve somiglianza, come ad esempio il numero 1 e il numero 7; il 3 e l’8; il 3 e il 5.

DISCALCULIAConfondere queste cifre significa non attribuirle alla giusta quantità, per cui è facile che anche semplici esercizi vengano svolti in modo inesatto. La discalculia comporta difficoltà nella numerazione in senso regressivo: il bambino discalculico riesce a numerare in senso progressivo, cioè partendo da zero in poi (0-1- 2-3-4…) ma non riesce a compiere l’operazione inversa (10-9-8…).

Compromessa è la capacità di memorizzare la tavola pitagorica, e di conseguenza la capacità di eseguire correttamente moltiplicazioni e divisioni. I vari studi condotti hanno messo in evidenza come alla base della discalculia ci siano carenze relative alle abilità percettivo-motorie, ma non solo, le difficoltà logico-matematiche risultano essere attribuibili anche a una insufficienza di esperienze concrete. CHE COSA È LA DISCALCULIA

È indiscussa, fin dalla primissima infanzia (scuola materna e primo ciclo di scuola elementare) l’importanza che rivestono la manipolazione di oggetti e il loro raggruppamento secondo criteri: si tratta di operazioni che consentono al bambino di conoscere il mondo e di costruire strutture sempre più complesse.

L’uso dei simboli, la memorizzazione delle regole esecutive e delle cosiddette “tabelline” vengono dopo e devono essere conquiste graduali e non meccanismi superficiali che facilmente si dimenticano. CHE COSA È LA DISCALCULIA

In circa il 60% dei casi la discalculia è associata alla dislessia ma si presenta anche da sola e il suo riconoscimento è difficile nel primo ciclo delle scuole elementari.

Le difficoltà emergono invece con più evidenza quando i bambini, in terza elementare, devono utilizzare in modo rapido ed efficiente i numeri per eseguire calcoli e risolvere problemi.

Allora si osservano con frequenza alcuni errori e difficoltà:

1. difficoltà nel leggere e scrivere numeri complessi (quelli che contengono lo zero) o lunghi (come quelli composti da molte cifre);

2. difficoltà nell’esecuzione delle quattro operazioni scritte, dovuta al mancato rispetto delle regole procedurali degli algoritmi;

3. difficoltà nel memorizzare la maggior parte delle tabelline;

4. difficoltà in compiti relativi all’automazione delle procedure di conteggiocome ad esempio nel contare a salti o contare all’indietro.

Per capire meglio queste difficoltà bisogna tener presente che: nell’elaborazione dei numeri intervengono diversi fattori che coinvolgono non solo aspetti di tipo concettuale (es., quantità e ordine di grandezza), ma anche aspetti di tipo lessicale e sintattico che permettono di costruire correttamente il nome delle cifre e del numero e di regolare la relazione posizionale delle cifre.

DISCALCULIAInoltre, la codifica verbale di un numero richiede di attribuire un nome alle singole cifre in base alla loro posizione: le abilità lessicali permettono quindi di attribuire correttamente tali nomi in modo da ricostruire l’insieme del numero sia in sede di comprensione che di produzione: qui sono possibili errori di lettura delle singole cifre – 7 letto “cinque” – o di numeri – 75 letto “quarantadue”.

Nella lettura e scrittura di numeri intervengono anche meccanismi sintattici che permettono di comporre un numero gestendo correttamente la relazione tra le cifre. In questo ambito sono possibili errori con numeri maggiori di 100. Per esempio “centoquattro” viene scritto come 14 o 1004, “millecentotre” viene scritto come 113 oppure 10001003 e viceversa 126 viene letto “dieci e ventisei“, 2007 viene letto “duecentosette“.

Tali errori sono dovuti anche alla difficoltà di comprendere come il valore assoluto di un numero derivi dalla somma dei valori numerici delle singole cifre per cui 123 può essere tradotto verbalmente in 100 + 20 + 3.

CHE COSA È LA DISCALCULIA

Per quanto riguarda il sistema di calcolo, esso è organizzato su tre livelli:

  • Il primo riguarda la comprensione delle informazioni aritmetiche (es: associazione tra segno e tipo di operazione da eseguire);

 

  • Il secondo si riferisce ai fatti aritmetici, cioè ai risultati di particolari operazioni che sono stati memorizzati e che possono essere facilmente recuperati in base alle richieste del compito (es: 3×2, 10+8, 20:2, 12-4);

 

  • Il terzo riguarda le procedure di calcolo che richiedono di recuperare e di seguire le sequenze e di rispettare le regole di esecuzione.

 

In base a questa ripartizione è possibile individuare alunni che incontrano difficoltà in uno o più livelliCHE COSA È LA DISCALCULIA

Abbiamo quindi: CHE COSA È LA DISCALCULIA

errori nell’applicazione di strategie e di procedure: per esempio di quelle procedure e strategie primitive che non consentono il calcolo veloce (es: proprietà commutativa) ma anche le procedure degli algoritmi delle operazioni (es: moltiplicazione 3 cifre per 2 cifre che prevede in sequenza le moltiplicazioni e poi la somma)

errori nel recupero di fatti aritmetici: il “magazzino dei fatti aritmetici” risulta difettoso e quindi oltre ad una difficoltà e una lentezza nel recupero dei risultati si possono anche verificare errori (es: 5×5=10)

difficoltà visuo-spaziali: la difficoltà di discriminazione sinistra destra e disorientamento possono influire sulla lettura e scrittura di numeri (es: 51 è letto “quindici”) e sull’incolonnamento delle operazioni; altri problemi possono nascere dalla confusione tra i simboli “+” e “x”.

Diagnosi

DISCALCULIAPer una corretta diagnosi della discalculia è necessario tenere in considerazione il fatto che essa viene spesso associata erroneamente alla dislessia, perché si manifesta come difficoltà a riconoscere il segno grafico anche numerico e quindi viene a galla la relativa difficoltà a collegare il numero alla quantità interessata. In questi casi, molto spesso, il riconoscimento delle quantità e quindi la capacità di riconoscere i numeri e di eseguire calcoli è intatto.

La discalculia si presenta dunque come una difficoltà limitatamente all’ambito matematico; l’incidenza di tale disturbo è molto ristretta, anche se sembra che la matematica crei problemi a tantissimi bambini della scuola elementare. Una diagnosi precoce consente di mettere in pratica adeguate strategie di insegnamento che facilitino il superamento delle difficoltà che i bambini discalculici incontrano ogni giorno.

Accade però che ci si accorge che un bambino è affetto da questo genere di disturbi soltanto al suo ingresso nella scuola primaria. Il problema infatti risale ad un periodo anteriore e potrebbe essere individuato attraverso segnali che non devono essere sottovalutati.

Il disturbo discalculico può manifestarsi in forme differenti, interpretabili nei termini di deficit in una o più componenti del normale processo di comprensione numerica e calcolo.

Alcuni bambini presentano, infatti, problemi prevalentemente a carico dei processi di calcolo numerico, altri hanno difficoltà anche nella semplice manipolazione o nel riconoscimento dei simboli aritmetici, altri ancora padroneggiano le basi del calcolo ma hanno difficoltà ad eseguire calcoli a più cifre, o a risolvere problemi complessi.

Si tratta di cogliere delle discrepanze: a fronte di una intelligenza adeguata in molte materie scolastiche (spesso adeguata anche nel saper scegliere l’operazione necessaria alla soluzione del problema), si nota grande difficoltà anche nell’eseguire semplici operazioni a mente senza l’uso delle dita.

Spesso la discalculia evolutiva si manifesta solo con elevati livelli di lentezza nell’esecuzione di calcoli o di operazioni, il cui risultato è spesso corretto. In seconda elementare, sintomi precoci di un possibile disturbo discalculico sono la significativa difficoltà ad enumerare all’indietro da 20 a 0, difficoltà nella lettura e scrittura dei numeri ad una cifradifficoltà ad eseguire l’addizione di numeri in coppia ( 2+2, 3+3, 4+4, 5+5) ricorrendo al fatto aritmetico (senza dover calcolare).

Secondo quanto indicato nell’ICD-10 (decima revisione della classificazione internazionale delle malattie e dei problemi correlati, proposta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) ed in accordo con quanto descritto nel DSM-IV (quarta revisione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), i sintomi delle difficoltà aritmetiche sono:

a) incapacità di comprendere i concetti di base di particolari operazioni;

b) mancanza di comprensione dei termini o dei segni matematici;

c) mancato riconoscimento dei simboli numerici;

d) difficoltà ad attuare le manipolazioni aritmetiche standard;

e) difficoltà nel comprendere quali numeri sono pertinenti al problema aritmetico che si sta considerando;

f) difficoltà ad allineare correttamente i numeri o ad inserire decimali;

g) problemi nella comprensione e nell’uso dei simboli durante i calcoli;

h) scorretta organizzazione spaziale dei calcoli;

i) incapacità ad apprendere in modo soddisfacente le «tabelline» della moltiplicazione.

Questa classificazione comprende varie forme di disturbo, tutte accomunate da deficit nelle abilità di elaborazione numerica e di calcolo, ma con differenze considerevoli per quanto riguarda la natura del deficit e le specifiche abilità compromesse: dalla comprensione dei simboli aritmetici, alla comprensione del valore quantitativo dei numeri; dalla scelta dei dati per la soluzione di un problema, all’allineamento in colonna; dalla semplice memorizzazione di combinazioni tra numeri (come nel caso delle tabelline), alluso competente delle procedure di calcolo.

 

Spero questo articolo possa esserti stato d’aiuto. 

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2 Comments
  1. Sipontina

    Molto interessante ma non riesco ad aprire il link per ulteriori approfondimenti

  2. Buona sera Mimmo provi adesso 🙂

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