CLASSIFICAZIONE ICF

Struttura della classificazione ICF

L’ICF è una classificazione che ha una struttura gerarchica rappresentabile in forma di «albero».

Nei documenti ufficiali di presentazione dell’ICF, predisposti dall’OMS, la classificazione è divisa in due parti:

• la Parte 1 che raggruppa tutto il contenuto descrittivo di funzioni, strutture, attività e partecipazione;

• la Parte 2 che invece descrive i fattori contestuali. Le macro parti contengono le componenti con le successive articolazioni di dettaglio.

Ad ogni singola voce o item dell’ICF è associato un codice alfanumerico.

I codici relativi alle funzioni corporee iniziano con la lettera «b», quelli delle strutture corporee con la lettera «s», quelli di attività e partecipazione con la lettera «d» e da ultimo quelli dell’ambiente con la lettera «e». Alle lettere segue un codice numerico. La combinazione di lettere e numeri identifica univocamente ogni singolo item dell’ICF.

 

I qualificatori

In generale i qualificatori sono numeri aggiunti al codice e preceduti da un punto, che definiscono e specificano, su scala ordinale per ogni item di ICF, il grado di compromissione di una funzione o struttura oppure il grado di difficoltà che una persona incontra nello svolgere attività o a partecipare alla vita sociale. Gli item ICF sono infatti «assolutamente neutri» per quanto riguarda la loro formulazione linguistica, ovvero indicano soltanto la specifica dettagliata area di funzionamento.

Il numero e il tipo di qualificatori variano a seconda della componente di ICF oggetto di codifica.

Per le Funzioni corporee è definito un solo qualificatore, come indicato nell’esempio, che specifica su una scala ordinale a 5 punti, l’estensione della menomazione (0 = nessuna, 1 = lieve, 2 = moderata, 3 = grave, 4 =completa).

Per le Strutture corporee sono specificati tre qualificatori, che definiscono rispettivamente l’estensione della menomazione (con una scala da 0 a 4 come sopra), la natura della menomazione (ad esempio il fatto che una struttura abbia forma o dimensione anomale piuttosto che sia mancante del tutto o in parte) e la localizzazione della menomazione (cioè dove nel corpo è situata: a destra, a sinistra, da entrambi i lati, ecc.).

Attività e partecipazione sono individuate da due qualificatori, che indicano, sempre su 5 livelli, rispettivamente la «capacità» e la «performance» della persona. Un approfondimento di questi due concetti è riportata nel paragrafo successivo.

I Fattori ambientali hanno un solo qualificatore, che può essere definito come l’importanza che essi assumono in quanto barriere o facilitatori del funzionamento della persona.

Nella ricerca e nell’applicazione di ICF sono stati proposte diverse modifiche a questo schema base di qualificatori. Alcune semplificano i livelli di qualificazione ordinale (meno di 5 livelli). In altri casi si propone di qualificare i fattori ambientali in stretta relazione all’impatto che hanno su ciascuna specifica performance. I fattori ambientali possono poi essere meglio qualificati secondo la loro natura specifica come nel caso dell’aiuto personale, che può ad esempio essere declinato in termini di tempo dedicato.

 

I qualificatori di Attività e Partecipazione e i concetti di Performance e Capacità

Il qualificatore di performance tende a valutare il grado di difficoltà incontrato dalla persona nello svolgere attività o a partecipare alla vita sociale considerando il suo contesto di vita attuale e reale (a casa, a scuola, sul posto di lavoro).

La performance è strettamente dipendente dall’ambiente: per esempio, se una persona utilizza una stampella, misurare la sua performance nel «Camminare» significa descriverla tenendo conto di come svolge l’attività, considerando la facilitazione al funzionamento data dall’ausilio specifico.

La capacità è il secondo qualificatore della componente Attività e Partecipazione. L’idea di fondo della capacità è quella di cogliere il funzionamento della persona in un ambiente standard, studiato per «neutralizzare» gli ostacoli o i facilitatori ambientali e rendere pienamente comparabili i profili di funzionamento di persone diverse. Non si tratta di eliminare l’ambiente, ma di realizzare la valutazione in contesti controllati. Classici ambienti standard possono essere un ambulatorio medico, un reparto di riabilitazione, un laboratorio per svolgere test cognitivi.

Distinguere tra capacità e performance non significa che la capacità sia più importante della performance o viceversa. Si tratta semplicemente di due poli di riferimento per la valutazione.

Differenze tra i qualificatori di capacità e performance nella stessa persona indicano inequivocabilmente la presenza di fattori ambientali facilitanti o barriera, che incidono sui suoi funzionamenti. Attraverso le differenze tra «performance» e «capacità» è possibile, ad esempio, valutare correttamente il ruolo e l’importanza dell’aiuto personale per lo svolgimento di attività e sostegno alla partecipazione, così come il ruolo di protesi e ausili o di specifici elementi dell’ambiente costruito (ad esempio: cucina adattata, assenza di ascensore per una persona in carrozzina abitante al quinto piano di un palazzo).

 

Utilizzare ICF: il processo di codifica

Utilizzare in pratica l’ICF significa raccogliere informazioni dirette (es. intervista) o documentali (es. dati di una cartella clinica) sul funzionamento della persona e individuare per ogni singola informazione rilevante la sua corrispondenza con i codici dell’ICF. Questa operazione delicata e complessa che presuppone l’avere a disposizione buone informazioni (dati o osservazioni) e una buona conoscenza della classificazione è comunemente denominata codifica. Il formato generale dei codici dell’ICF :

CAPITOLO 1° QUALIFICATORE

d 410.22

2°QUALIFICATORE

COMPONENTE CATEGORIA DI 2°LIVELLO

 

L’uso dell’ICF

L’ICF è pensato per orientare la descrizione del funzionamento e della disabilità in tutti i contesti operativi rilevanti. ICF è stato pensato per:

– migliorare la valutazione clinica con particolare riferimento alla riabilitazione;

– favorire i processi di inclusione sociale, scolastica e lavorativa;

– strutturare le valutazioni orientate al riconoscimento di diritti e benefici;

– rendere più attendibili le statistiche sulla disabilità;

– facilitare la comunicazione tra istituzioni di cura ed assistenza e professionisti di diversa formazione;

– essere strumento di comunicazione tra persone con disabilità e servizi socio-sanitari;

– costituire la base di riferimento concettuale e linguistica per sviluppare nuove scale di misura.

 

Classificazione del Funzionamento, della Disabilità e della Salute nella versione per bambini e adolescenti – ICF-CY

Dal 2002 al 2005 un gruppo di lavoro dell’OMS, in cui era presente una consistente rappresentanza italiana, ha elaborato anche mediante una serie di convegni e sperimentazioni sul campo l’adattamento all’età evolutiva della classificazione ICF: l’ICF per bambini e giovani (ICF-CY).

Il lavoro è consistito in una revisione dei codici esistenti e nella identificazione di nuovi codici in grado di descrivere adeguatamente le caratteristiche di funzionamento di bambini e di giovani, in modo da poterne compiutamente descrivere lo stato di salute. Nell’Ottobre 2007 l’OMS ha pubblicato la Classificazione del Funzionamento, della Disabilità e della Salute nella versione per bambini e adolescenti (ICF-CY). Questa classificazione completa e arricchisce la Classificazione ICF pubblicata dall’OMS nel 2001.

La crescita e lo sviluppo del bambino costituiscono i temi centrali dell’adattamento di contenuto dell’ICF-CY. La Classificazione nella versione per bambini ed adolescenti definisce le componenti di benessere che nell’età evolutiva includono non solo le funzioni mentali di attenzione, memoria e percezione ma anche gli aspetti fisiologici e strutturali della crescita e dello sviluppo.

Non solo le attività di vita quotidiana più usuali, ma anche le attività relative al gioco, all’apprendimento, alla vita famigliare e all’educazione, espresse in differenti domini.

L’ICF-CY è un utile strumento di lavoro in quanto in grado di coadiuvare il lavoro di clinici, educatori, ricercatori, amministrativi e politici, oltre che di genitori e famiglia, nel documentare le caratteristiche di bambini e di adolescenti e le caratteristiche dell’ambiente in cui essi vivono, per promuovere la loro crescita, la loro salute e il loro sviluppo. La versione italiana di ICF CY è stata pubblicata nel novembre 2007.

 

BIBLIOGRAFIA – SITOGRAFIA

– Janes D., La diagnosi funzionale secondo l’ICF , Erickson, 2004

– www.salute.gov.it – www.educare.it – www.cesil.com – www.erickson.it

– http://it.wikipedia.org/wiki/International_Classification_of_Functioning,_Disability_and_Health

– www.reteclassificazioni.it

 

RISORSE CONSIGLIATE PER TE: LA CLASSIFICAZIONE ICF E I SUOI ASPETTI INNOVATIVI.

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