INTERVENTI A FAVORE DEGLI STUDENTI STRANIERI

INTERVENTI A FAVORE DEGLI STUDENTI STRANIERI

In presenza di alunni stranieri, appena giunti in Italia, con evidenti problemi di comprensione della lingua italiana, è bene che la scuola adotti particolari procedure e strategie per una buona integrazione.

Per poter inserire l’alunno in modo graduale e favorirne la socializzazione ogni scuola può predisporre attività di accoglienza dell’alunno nell’istituto e nella classe.

In questa fase è possibile richiedere la presenza, in classe, di un mediatore culturale/facilitatore che possa facilitare l’interazione tra tutti i soggetti presenti, permettendo all’alunno di essere coinvolto nelle attività proposte, di raccontare della propria esperienza scolastica, del proprio paese, dei propri interessi.

INTERVENTI A FAVORE DEGLI STUDENTI STRANIERI

Tutti i docenti della classe e della sezione si impegnano a:

• rilevare i bisogni specifici di apprendimento e favorire la partecipazione ai corsi di alfabetizzazione-lingua

• prestare attenzione al clima relazionale;

• favorire l’integrazione nella classe, promuovendo attività di piccolo gruppo;

• strutturare percorsi adeguati alle competenze dell’alunno , così come previsto dalla legge 53/2003 che promuove la personalizzazione dei piani di studio per la costruzione di percorsi educativi e didattici appropriati a ciascuno studente, (programmazione individualizzata, per la redazione del Piano di Studio Personalizzato o per la documentazione delle strategie di intervento personalizzato; per la scuola secondaria di primo e secondo grado, valutare se l’alunno è in grado di seguire una seconda o terza lingua straniera, progettare percorsi alternativi, ad esempio utilizzando le materie di studio per l’ampliamento delle competenze lessicali e solo successivamente per l’acquisizione dei contenuti);

• individuare modalità di semplificazione e facilitazione linguistica per ogni disciplina o campo d’esperienza.

Un’accoglienza amichevole potrebbe anche concretizzarsi, in particolare nelle classi della scuola secondaria, nell’individuazione per ogni alunno straniero di un compagno/una compagna italiano/a che svolga la funzione di tutor.

Il C.d.C. /team deve fare attenzione alla fase linguistica in cui l’alunno si trova:

 

FASE 1: l’alunno neo arrivato impiega da 3 mesi ad 1 anno per comunicare nella vita quotidiana. In questa fase

 l’alunno deve frequentare corsi intensivi di italiano L2 e possedere materiale operativo di italiano L2 da usare autonomamente;

 gli studenti con gravi difficoltà linguistiche, senza conoscenze pregresse di lingue occidentali, possono essere esonerati, nel primo anno, da alcune discipline 5 . Nella scuola secondaria, durante le ore della seconda lingua comunitaria, lo studente, se non impegnato nei corsi di italiano L2, potrà dedicarsi ad attività individuali di italiano appositamente predisposte.

 i docenti del C.d.C./team, in base alle competenze pregresse del ragazzo e agli obiettivi del percorso personalizzato, selezionano le unità didattiche che meno richiedono, per un corretto svolgimento, competenze linguistiche evolute.

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FASE 2: l’alunno conosce la lingua per comunicare nella vita quotidiana e deve acquisire la lingua astratta con terminologie tecniche, per studiare le discipline.

In questa fase, che dura all’incirca 4 anni, è importante che:

• l’alunno frequenti ancora corsi di italiano L2, anche se non in modo intensivo

• i docenti facilitino l’apprendimento di ogni disciplina attraverso:

 per glossario

 mappe concettuali

 semplificazione delle consegne

 linguaggio non verbale e uso delle immagini

 sottolineatura dei concetti base

 metodo del confronto

 modalità di apprendimento cooperativo

 valorizzazione dei saperi precedenti

 semplificazione dei testi

 supporti multimediali

 uso di libri di testo nella propria lingua o in lingua veicolare

I minori con cittadinanza non italiana presenti sul territorio nazionale, in quanto soggetti all’obbligo di istruzione, sono valutati nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani (D.P.R. 394/1999 art. 45 e D.P.R. 122/2009).

In sede di valutazione, il C.d.C./TEAM, in base all’eventuale percorso individualizzato (PSP), può:

• adottare una valutazione “di percorso” , formulando un profilo generale sulla base della progettazione individualizzata (P.S.P.), dell’impegno personale e tenendo conto delle valutazioni conseguite nei corsi di italiano L2 e/o nelle attività svolte con altri docenti.

Alla fine del primo trimestre/quadrimestre, soprattutto se l’inserimento dell’alunno è prossimo alla stesura dei documenti di valutazione, il Consiglio di Classe/ Team, dopo aver preso in esame gli elementi sopra indicati, potrà esprimere, in ogni singola disciplina, anche nel caso in cui l’alunno partecipi parzialmente alle attività didattiche, una valutazione di questo tipo:

• “La valutazione non viene espressa in quanto l’alunno si trova nella fase di alfabetizzazione in lingua italiana”

• “La valutazione espressa fa riferimento al P.S.P. (Piano di Studio Personalizzato)/al percorso personalizzato, programmato per gli apprendimenti, in quanto l’alunno si trova nella fase di alfabetizzazione in lingua italiana”

Nel caso di alunni, inseriti dopo il mese di marzo, per i quali non è stato possibile effettuare percorsi di studio individualizzati di durata significativa, si consiglia di procedere come sopra e di subordinare l’eventuale ipotesi di non ammissione alla classe successiva alla luce dei seguenti elementi:

• il grado di inserimento nel gruppo classe

• il livello di maturità fisica e psichica rispetto al gruppo in cui è inserito o dovrebbe essere inserito

• il possesso delle competenze extralinguistiche acquisite nel percorso scolastico

• i risultati del lavoro svolto con l’insegnante di italiano L2 o con eventuali docenti che hanno svolto attività con l’alunno

• la motivazione, l’impegno e, soprattutto, le potenzialità di apprendimento emerse/dimostrate.

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Esame di stato: poiché la normativa d’esame vigente non permette di differenziare formalmente le prove per gli studenti stranieri, ma solo per gli studenti con bisogni educativi speciali certificati e/o forniti di un piano didattico personalizzato, è importante dettagliare le modalità con cui sono stati svolti i percorsi di inserimento scolastico e di apprendimento per tali studenti nella relazione di presentazione della classe all’esame di stato.

Solo nel caso di notevoli difficoltà comunicative è possibile prevedere la presenza di docenti e mediatori linguistici competenti nella lingua d’origine degli studenti per facilitare la comprensione.

Nel colloquio orale possono invece essere valorizzati contenuti relativi alla lingua e alla cultura del paese di origine.

 

Spero questo articolo possa esserti stato d’aiuto.

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