LE TECNOLOGIE INFORMATICHE IN DIDATTICA

LE TECNOLOGIE INFORMATICHE IN DIDATTICA

Nell’ultimo decennio il mezzo informatico e internet hanno prodotto una vera e propria rivoluzione nel sociale, in economia, nel privato e, quindi, anche dentro la scuola. Ignorare tale rivoluzione è operazione altrettanto deleteria quanto quella di affidarsi in modo cieco alle moderne tecnologie.

Risulta utile quindi chiedersi come si prepara la scuola all’inevitabile rivoluzione digitale. Sarà questo il tema centrale della didattica contemporanea: “come costruire un nuovo alfabeto per la conoscenza?”. TECNOLOGIE  INFORMATICHE IN DIDATTICA

Lo sviluppo dell’informatizzazione della società ha coinvolto la scuola in maniera preponderante nell’utilizzo dei nuovi strumenti tecnologici. Ma è proprio vero che i giovani sono tecnologicamente alfabetizzati? E’ proprio vero che sappiano sfruttare le potenzialità dei nuovi strumenti, che ne conoscano pienamente gli aspetti più interessanti e le possibili applicazioni? E, soprattutto, che siano in grado di sfruttare internet al servizio della crescita umana, culturale? Dentro questo punto interrogativo ve ne sta un altro alquanto più preoccupante: quanti sono gli insegnanti che sanno muoversi con disinvoltura in ambienti di apprendimento ad alto livello tecnologico? Quanti sono stati formati nell’utilizzare le NT in modo cosciente, fino a scoprirne le principali potenzialità didattiche? E ancora: come la digitalizzazione del sapere sta cambiando il nostro modo di percepire il mondo, i rapporti interpersonali, il ragionamento e la struttura del pensiero?

Ci troviamo, infatti, la prima generazione della storia che sta crescendo con lo smartphone a portata di mano sin dai primi anni di vita, e che si sta convincendo che la cultura coincide con il multi- tasking o con l’avere tutto a portata di click. Salvo poi constatar e che, spesso, viene alterato il senso di ricerca, confondendola con un acritico copia-incolla da Wikipedia . Lo sconforto dilaga di fronte a situazioni anche banali quali cambiare il layout di un foglio word, formattare un computer, installare nuovi software, usare un file excel. Infatti, spesso, accade che gli studenti restano disorientati, non sono in grado di fare quanto richiesto e tuttavia Facebook è il loro migliore amico e la chat il nuovo pane quotidiano! Come uscire da tale recinto?

Essere docenti, essere allievi, oggi implica una dimensione personale, viva, simpatetica, emotiva in cui l’ambiente virtuale richiede la loro partecipazione, ma non si deve mai perdere di vista la funzione della scuola quale luogo privilegiato per apprendere a vivere con gli altri e ad essere cittadino consapevole. I nuovi linguaggi sono uno strumento interdisciplinare ed è proprio per tale motivo che compito degli insegnanti deve rendere gli studenti capaci del dominio delle NT poiché attraverso ciò gli studenti imparano a trasferire le conoscenze astratte e ideali dei mondi simulati al PC in pratiche reali e sperimentali della vita reale. Oltre alla padronanza dei mezzi e degli ambienti tecnologici, spesso acquisita fuori da ambiente scolastico, la scuola deve fornire l’atteggiamento critico e la consapevolezza rispetto agli effetti sociali e culturali, alle implicazioni relazionali e alle conseguenze psicologiche, alle ricadute ambientali e sulla salute. Uno degli aspetti più utili, forse il preponderante, dell’uso formativo della tecnologia informatica a scuola è lo sviluppo del pensiero computazionale. LE TECNOLOGIE INFORMATICHE IN DIDATTICA

Con la finalità di evidenziare alcuni aspetti relativi alle N.T. in didattica si propongono, attraverso paradigmi, le relazioni esistenti fra le moderne tecnologie e la stessa didattica tradizionale:

Paradigma dell’accrescimento: sono viste come un arricchimento delle opportunità offerte anche da canali tradizionali (filmati, animazione sulle frazioni,..).

Paradigma della valorizzazione: le tecnologie ampliano il ventaglio delle opportunità che possono valorizzare capacità-talenti degli allievi (in linea con Gardner che sostiene che esistono molteplici forme di intelligenza e che appare opportuno offrire opportunità in tal senso, per favorire il talento e le inclinazioni naturali).

Un esempio: bambini audiolesi possono trovare motivazione e autostima nella elaborazione di un giornalino costruito in aula multimediale.

Paradigma della soggettività: si lega a quello della valorizzazione ma punta di più sull’aspetto di appagamento emozionale. (esperienza degli hacker).

Paradigma dell’espressione: si ritiene che le nuove tecnologie possano accrescere capacità creative e comunicative, per superare ansie ed inibizioni. Un esempio: un semplice foglio word è un foglio vuoto, ma è anche una sorta di sonda in grado di fare uscire pensieri, emozioni e sensazioni.

Paradigma del gioco-esplorazione: secondo Visalberghi le attività ludiche ed esplorative costituiscono il fondamento dello sviluppo intellettuale dei primati. Le TIC offrono in tal senso opportunità impressionanti rispetto alle metodiche tradizionali.

Paradigma della strutturazione cognitiva: LE TECNOLOGIE INFORMATICHE IN DIDATTICA

a) strutturazione cognitiva (il computer come strumento per prendere appunti, correggere, come amplificatore. La mente cioè si avvale di una serie di stampelle cognitive).

b) Consapevolezza epistemica (riguarda le occasioni che inducono a riflettere su regole sottese).

Paradigma della individualizzazione: allestimento di percorsi individualizzati o personalizzati. L’Instructional Technology ha operato nel senso dell’individualizzazione (tragitto che in forma diversificata conduce tutti ad un unico risultato) nel senso della personalizzazione (intesa come percorso di apprendimento negoziato con il docente). Nel primo caso ci si avvale di ambienti automatici, nel secondo appare necessaria la presenza umana (tutor). Quest’ultima può ess ere resa più agevole dalla rete.

Paradigma della Condivisione: ogni apprendimento è collaborativo e sociale. I computer creano nuove possibilità per il nostro parlare e ascoltare, per creare noi stessi nel linguaggio. Il computer facilita la revisione e la riorganizzazione continua delle idee e consente la conversazione sociale.

Se è vero che l’uso delle tecnologie informatiche computerizzate oggi è diventato elemento indispensabile anche in didattica, è anche vero che un uso spropositato, non orientato e finalizzato può creare problemi rilevanti.

 

Si analizzano di seguito alcuni degli aspetti positivi e negativi più rilevanti di cui i docenti, ma oseremmo dire anche i genitori, devono tenere conto:

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Aspetti negativi:

Saturazione cognitiva: la macchina (e l’interfaccia software) può assorbire attenzione, disperdere, produrre sovraccarico informativo (overload information), distogliendo dal problema, perdendo di vista gli obiettivi da raggiungere.

Disattivazione cognitiva: l’appoggiarsi alla macchina disabilita processi cognitivi di rilievo. Il software produce automaticamente soluzioni scavalcando elaborazioni e processi intermedi. Banalmente è il caso delle calcolatrici in rapporto alle operazioni mnemoniche di calcolo.

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Aspetti positivi:

Internalizzazione: si verifica quando la mente incorpora funzioni proprie del mezzo.

Per es: l’uso di interfacce software con organizzazione gerarchica dei dati potrebbe favorire una forma mentis più orientata alla strutturazione gerarchica delle informazioni (testi, archiv i…).

Sinergia: la possibilità di fare calcoli più sofisticati può consentire anche di risolvere problemi complessi altrimenti insolubili.

Consolidamento: strutture cognitive già esistenti vengono consolidate attraverso le tecnologie. Ad esempio, scrivere con un foglio word può contribuire a corroborare abilità di elaborazione ed editing. LE TECNOLOGIE INFORMATICHE IN DIDATTICA

Affioramento: nuovi atteggiamenti cognitivi legati alla navigazione ipertestuale, alle scoperte involontarie su internet.

 

Fonte: DIREZIONE DIDATTICA STATALE II CIRCOLO “G. RODARI”

 

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Buon lavoro! 🙂

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