TRATTAMENTO DEI BAMBINI AUTISTICI

Data l’alta variabilità individuale, non esiste un unico intervento specifico che sia valido per tutti allo stesso modo. Inoltre, raramente è possibile ottenere la remissione totale dei sintomi. Per questo, sono molti e diversi i trattamenti rivolti all’autismo. TRATTAMENTO DEI BAMBINI AUTISTICI

Le Linee guida di intervento sull’autismo pubblicate dal National Research Council affermano che non esiste un unico intervento che:

•  vada bene per tutti i bambini autistici;

•  vada bene per tutte le età;

•  possa rispondere a tutte le molteplici esigenze direttamente o indirettamente legate all’autismo.

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Per contro, la continuità e la qualità del percorso terapeutico sono garantite attraverso:

• il coinvolgimento dei genitori in tutto il percorso;

• la scelta in itinere degli obiettivi intermedi da raggiungere e quindi degli interventi da attivare (prospettiva diacronica);

• il coordinamento, in ogni fase dello sviluppo, dei vari interventi individuati per il conseguimento degli obiettivi (prospettiva sincronica);

• la verifica delle strategie messe in atto all’interno di ciascun intervento. Si raccomanda un intervento precoce e intensivo, che tenga conto della necessità di intervenire sul disturbo dell’intenzionalità del bambino.

È importante quindi lavorare precocemente non nel senso dell’addestramento comportamentale, ma proprio dello sviluppo dell’intenzionalità motoria e comunicativa autonoma.

Le persone con un importante disturbo della comunicazione, come nel DSA, nei disturbi con gravi difficoltà recettive e anche nella disprassia verbale, possono anche beneficiare, come suggerisce Rapin, di supporti cognitivi quali le tavole di comunicazione, del linguaggio dei segni, dell’apprendimento del linguaggio usando il computer, della lettura di materiale didattico illustrato predisposto e di altri strumenti comunicativi.

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Tali supporti devono essere forniti precocemente, al fine di:

• aumentare il livello dell’apprendimento del linguaggio;

• sfruttare al massimo il periodo utile per l’apprendimento del linguaggio del bambino.

• minimizzare le conseguenze comportamentali secondarie a un’inadeguata capacità di comunicazione.

• anticipare le difficoltà potenziali successive con l’acquisizione del linguaggio scritto.

L’impiego mirato dei farmaci è volto alla riduzione o all’estinzione di alcuni comportamenti problematici, o di disturbi clinici associati come l’epilessia e i deficit di attenzione, col fine di evitare ulteriori aggravamenti clinici o per migliorare la qualità della vita.

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Intervento psicologico-clinico

In numerosi paesi, psicologi e psicoterapeuti (prevalentemente a orientamento cognitivo, ma anche sistemico o psicodinamico) sono coinvolti nell’intervento clinico nelle situazioni di autismo, così come di altri tipi di disturbi dello sviluppo: non tanto nel senso del vecchio tipo di intervento psicoanalitico diretto solo al bambino, ma anche e soprattutto nelle forme di sostegno psicoeducativo per il bambino, dell’aiuto alla famiglia per sostenerla e diminuirne possibili aspetti disfunzionali, nella valutazione clinica del disturbo e dei suoi correlati funzionali, oltre che nel lavoro di collaborazione con educatori, riabilitatori e insegnanti per accompagnare utilmente bambino e famiglia nella riabilitazione cognitiva e comunicativa, nel supporto psicopedagogico, nell’intervento clinico sui problemi del comportamento, e nel sostegno ai processi di sviluppo psicoaffettivo, integrando una serie di interventi multidimensionali in quella che è una situazione clinica complessa.

Tra le tipologie di intervento psicologico più diffuse e potenzialmente efficaci nella gestione clinica del disturbo e nella riduzione delle sue conseguenze funzionali, vi sono le logiche Applied behavior analysis (ABA) (tra cui si ricorda l’Early Intensive Behavioural Intervention (EIBI), ideato dal professor Ole Ivar Lovaas della UCLA), il metodo TEACCH, e gli approcci cosiddetti “Eclettici”.

Recenti review hanno evidenziato tassi complessivi di efficacia piuttosto simili tra i vari approcci; in ogni caso, le tipologie di intervento clinico maggiormente utili sono solitamente di tipo intensivo, dovrebbero essere avviate il più precocemente possibile, e necessitano di essere proseguite per periodi di tempo piuttosto prolungati.

 

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Buon lavoro.

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