SEMPLIFICARE E ORGANIZZARE I MATERIALI PER I BAMBINI DIVERSAMENTE ABILI

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La programmazione didattica individualizzata dovrebbe prevedere le programmazioni disciplinari differenziate solo nel livello di complessità.

Il più delle volte, però, i materiali didattici della classe non sono adatti all’alunno diversamente abile. Le alternative allora sono due: o si fa ricorso a materiale strutturato facilmente reperibile presso distributori specializzati, oppure si utilizzano materiali non strutturati, semplificando e organizzando i materiali della classe.

Il materiale strutturato è rappresentato da testi specializzati, schede, giochi didattici , etc.

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Questi hanno il vantaggio di essere costruiti nel rispetto dei principi psico-pedagogici e di essere sottoposti al controllo scientifico circa la loro validità ma, in genere sono molto frammentari e portano alla perdita del significato globale della esperienza di apprendimento.

Nell’ambito dei materiali strutturati si collocano anche i programmi di videoscrittura (per migliorare le competenze sintattiche e grammaticali) e le tecnologie ipertestuali e ipermediali. Il vantaggio del mezzo informatico è quello di essere considerato dal disabile non come “una protesi” ma come “strumento tipico delle persone grandi e intelligenti, e questo contribuisce a man tenere l’autostima a livelli alti” (D. IANES).

I materiali non strutturati sono quei materiali che i docenti e a volte gli allievi più capaci, costruiscono per mettere l’alunno disabile nelle condizioni di poter seguire gli stessi lavori della classe. I principali tipi di materiali non strutturati sono i cartelloni e gli adattamenti dei libri di testo.

Il cartellone viene elaborato tramite parole-chiave, esso è finalizzato ad un uso collettivo ed ha il merito di facilitare la formazione di una memoria di gruppo e di motivare alla sintesi. Se l’alunno diversamente abile presenta un deficit lieve, può partecipare alla costruzione del cartellone; nel caso di un deficit grave potrà, comunque, trarre vantaggio dal fatto che le idee principali di una unità di apprendimento sono organizzate, sono espresse con caratteri grandi, con colori vivaci e sono corredate da immagini (A. CANEVARO).

Il cartellone si costruisce quando ormai l’unità di apprendimento è stata completata, ma per agevolare la comprensione dei concetti e potenziare le capacità di organizzazione degli stessi, è necessario lavorare con l’alunno in difficoltà anche durante tutto l’itinerario didattico adattando i libri di testo alle sue esigenze.

L’adattamento dei libri di testo richiede preliminarmente le seguenti operazioni:

– l’analisi della modalità percettive del disabile, dello stile cognitivo, del grado di motivazione e degli interessi;

– l’analisi del testo da semplificare o organizzare. (C. SCATAGLINI C. e A. GIUSTINI)

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Sulla base di queste due analisi i docenti potranno procedere alla semplificazione dei testi utilizzando tre diversi livelli a seconda della gravità del deficit:

1. Il primo livello di semplificazione si rivolge a quegli alunni che, pur essendo in grado di seguire gli stessi ritmi della classe, hanno difficoltà percettive nell’approccio dei testi.

La semplificazione, in questo caso, consiste nell’estrapolare dal testo i concetti chiave, ingrandirli graficamente e aggiungere a questi un supporto iconico che sia particolarmente motivante. L’alunno così potrà lavorare sullo stesso libro dei compagni.

2. Il secondo livello di semplificazione si rivolge ad alunni medio-gravi e consiste nella ristrutturazione del testo eliminando le parti non essenziali e riportando solo le idee più importanti espresse con parole semplici, con caratteri grandi e con parole-chiave in neretto.

3. Il terzo livello è rivolto agli alunni con maggiori difficoltà di apprendimento per cui si rende necessario ridurre al massimo la parte linguistica per lasciare spazio ad una sequenza di immagini.

Queste, ovviamente, devono essere altamente motivanti in modo da stimolare l’interesse dell’alunno e facilitargli la comprensione e la memorizzazione delle nozioni presentate.

La semplificazione dei libri di testo agevola sicuramente la capacità di comprensione dell’alunno, ma non lo supporta nella complessa operazione di organizzare le informazioni. Selezionare le idee principali, individuare i nessi causa-effetto, stabilire analogie e differenze, sono abilità difficilmente presenti in un soggetto con difficoltà.

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Occorre far ricorso, allora, a strumenti molto efficaci a questo scopo: gli organizzatori anticipati. Questi si sono sviluppati sulla base delle teorie di Ausubel sull’apprendimento significativo secondo cui l’apprendimento migliora se s i ha un metodo chiaro e strutturato per organizzare le informazioni (D. AUSUBEL).

Gli organizzatori anticipati si chiamano così perché vengono forniti dall’insegnante prima che lo studente legga il testo. In letteratura vengono definiti come “mezzi di rappresentazione visiva della conoscenza ossia un modo di strutturare l’informazione o di organizzare gli aspetti più importanti di un argomento in uno schema che utilizza le definizioni” (B.W. BAXENDELL).

Lo schema può essere vuoto o parzialmente compilato e in tal caso si chiede agli studenti di aggiungere le informazioni mancanti. La loro funzione è quella di far comprendere meglio le relazioni tra le idee e per questa ragione vengono considerati uno strumento efficace per tutti gli alunni, con o senza deficit.

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I principali tipi di organizzatori anticipati sono:

• I diagrammi causa-effetto. Sono usati per evidenziare i nessi causali nelle azioni di un personaggio di una storia, nelle manifestazioni di un fenomeno, negli eventi che hanno segnato la Storia.

• I grafici di sequenze. Servono ad evidenziare gli elementi chiave secondo una linea temporale oppure per visualizzare le procedure di un esperimento scientifico.

• I diagrammi di confronto. Sono un eccellente strumento per evidenziare visivamente le somiglianze e le differenze tra le idee principali, per costruire la scaletta di testi comparativi e, in matematica, per trovare il massimo comune divisore ed il minimo comune multiplo fra più numeri. La forma più nota è il diagramma di Venn.

• I grafici dell’idea principale e dei dettagli. Sono utilizzati per individuare l’idea principale ed elencare una serie di dati minori che servono ad illustrarla.

Le modalità di adattamento dei materiali di studio alle esigenze degli alunni in difficoltà sono dunque molteplici e ciascuna di esse risponde ad un bisogno educativo particolare. Rispetto ai materiali strutturati, gli adattamenti producono, in genere, risultati più soddisfacenti in quanto vengono costruiti “su misura”.

Per concludere possiamo indicare almeno due valid e ragioni che rendono l’adattamento dei materiali di studio una buona pratica per l’integrazione:

1) permette all’alunno con difficoltà di sperimentare il piacere del successo e questo incrementa la motivazione e predispone a nuove esperienze di apprendimento con i compagni;

2) evita la frustrazione generata dalla consapevolezza di aver bisogno di libri di testo di un ordine di scuola inferiore.

 

RISORSE CONSIGLIATE PER TE ADEGUARE GLI OBIETTIVI DEL BAMBINO DIVERSAMENTE ABILE AGLI OBIETTIVI DELLA CLASSE.

Se hai voglia di confrontarti con me contattami pure sulla mia pagina Facebook: DIDATTICA PERSUASIVA.  

 

Buon lavoro

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