COMPILAZIONE DEL PROFILO DI FUNZIONAMENTO

GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL PROFILO DI FUNZIONAMENTO

In base a quanto previsto all’art. 5 del decreto n. 96/2019, il Profilo di Funzionamento viene predisposto secondo i criteri del modello bio-psico-sociale della Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (ICF) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ai fini della formulazione del PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO (PEI).

Pertanto, il presente documento viene stilato facendo riferimento al testo ICF-CY (Classificazione Internazionale del Funzionamento della Disabilità e della Salute, versione per bambini e adolescenti). L’ICF si delinea come una classificazione che vuole descrivere lo stato di salute dello studente in relazione ai suoi ambiti esistenziali (sociale, familiare, lavorativo) al fine di cogliere le difficoltà che nel contesto socio-culturale di riferimento possono causare disabilità.

Tramite l’ICF si vuole quindi descrivere le sue situazioni di vita quotidiana in relazione al suo contesto ambientale e sottolineare che non è solo una persona avente una disabilità, ma soprattutto evidenziarne l’unicità e la globalità.

Lo strumento descrive tali situazioni utilizzando un linguaggio standard ed unificato per documentare i problemi relativi alle limitazioni delle attività e alle restrizioni della partecipazione che si manifestano nell’infanzia e nell’adolescenza rilevando anche i fattori ambientali.

Il modello di Profilo di Funzionamento su base ICF proposto non contiene le componenti:

 

b- funzioni corporee

s- strutture corporee.

 

Questa scelta è stata determinata dalla loro natura clinica e a seguito di un accordo con la ASL, sono ritenute di esclusiva pertinenza degli operatori sanitari.

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Diversamente, le dimensioni:

d – domain – attività e partecipazione

e – environment – fattori contestuali

 

Si riferiscono ai comportamenti che le persone mettono in atto al fine di svolgere compiti e alle caratteristiche dell’ambiente fisico e sociale, agli atteggiamenti e ai valori propri della persona e del contesto d’appartenenza, sono state codificate nel modello e saranno oggetto di elaborazione e approvazione in sede di GLO su proposta del docente.

La sezione attività e partecipazione, per facilità di lettura, è stata suddivisa in quattro aree qualificate in base ai domini ICF:

– area affettivo-relazionale

– area comunicazionale – linguistica

– area dell’apprendimento

– area dell’autonomia.

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La tabella che segue sintetizza il significato dei domini afferenti alle quattro aree:

 

AREA AFFETTIVO RELAZIONALE
compiti e richieste generaliQuesta sezione è dedicata alle strategie messe in atto nell’esecuzione di un compito sulla base del suo stile cognitivo cioè del modo in cui l’alunno apprende, generalizza e comunica le sue conoscenze.
interazioni e relazioni interpersonaliQuesto dominio riguarda l’esecuzione delle azioni e dei compiti richiesti per le interazioni semplici e complesse con le persone (estranei, amici, parenti, membri della propria famiglia, partner e persone amate) in un modo contestuale e socialmente adeguato.

 

 

AREA COMUNICAZIONALE LINGUISTICA
– comunicazione non verbaleQuesta area riguarda le caratteristiche generali e le specifiche della comunicazione attraverso il linguaggio, i segni e i simboli, inclusi la ricezione e la produzione di messaggi, portare avanti una conversazione e usare strumenti e tecniche di comunicazione.
– acquisizione del linguaggio
– produzione
– ricezione
– uso di apparecchi e tecnologie per  comunicare

 

AREA COMUNICAZIONALE LINGUISTICA
– comunicazione non verbaleQuesta area riguarda le caratteristiche generali e le specifiche della comunicazione attraverso il linguaggio, i segni e i simboli, inclusi la ricezione e la produzione di messaggi, portare avanti una conversazione e usare strumenti e tecniche di comunicazione.
– acquisizione del linguaggio
– produzione
– ricezione
– uso di apparecchi e tecnologie per comunicare

 

AREA DELL’APPRENDIMENTO
– giocoQuesta area riguarda l’apprendimento e l’applicazione delle conoscenze acquisite.
– scrittura grafismo
– scrittura
– lettura e comprensione
– calcolo (strumentalità di calcolo)

 

AREA DELL’AUTONOMIA
Intraprendere un compito singolo/routine quotidianaQuesta sezione riguarda gli aspetti generali dell’eseguire compiti singoli o articolati, organizzare la routine e affrontare lo stress. Questi item possono essere usati in congiunzione con compiti o azioni più specifici per identificare le caratteristiche sottostanti all’esecuzione in circostanze diverse.
Acquisizione di abilità:

mangiare – igiene personale bisogni corporali – controllo sfinterico – vestirsi e svestirsi – istruzione scolastica – lettura dell’orologio – utilizzo di strumenti e tecniche di comunicazione: cellulare – lettura dell’orologio

 

Questa sezione riguarda la cura di sé, lavarsi e asciugarsi, occuparsi del proprio corpo e delle sue parti, vestirsi, mangiare e bere, e prendersi cura della propria salute.
Orientamento e spostamento – mobilitàQuesta sezione riguarda il muoversi cambiando posizione del corpo o collocazione o spostandosi da un posto all’altro, portando, muovendo o manipolando oggetti, camminando, correndo o arrampicandosi e usando vari mezzi di trasporto.
Transazioni economiche (uso del denaro)Questa sezione riguarda lo svolgimento dei compiti e delle azioni necessari per impegnarsi nell’educazione, nel lavoro e nell’impiego e per condurre transizioni economiche.

 

Le quattro aree vanno qualificate in base a  due indicatori, performance e capacità. Considerata la complessità dei concetti da essi sottesi, occorre una riflessione sul loro significato, anche in riferimento ad una oggettiva valutazione del grado di funzionamento.

La performance è ciò che una persona effettivamente fa. Essa appare, quindi, come risultato dell’interazione dei fattori ambientali sul funzionamento, ed è quindi strettamente dipendente dall’ambiente. La performance descrive quello che l’individuo fa nel suo ambiente attuale e reale, e quindi introduce l’aspetto del coinvolgimento di una persona nelle situazioni di vita. Tramite essa, è possibile valutare il grado di difficoltà incontrato dalla persona nello svolgere attività e azioni di partecipazione alla vita sociale nei suoi contesti di vita abituali con i sostegni in atto.

La capacità è ciò che una persona può fare ed è una caratteristica intrinseca di quella persona. Essa quindi è indipendente dall’ambiente e descrive il funzionamento della persona in un ambiente neutro rispetto all’attività, che quindi non facilita e non ostacola. Indica il più alto livello probabile di funzionamento che una persona può raggiungere in un momento determinato in un dominio, nella componentedi Attività e Partecipazione.La capacità viene misurata in un ambiente standard e uniforme e valuta il grado di difficoltà che una persona avrebbe in una situazione standard, ovvero in assenza di facilitatori o barriere.

Sia la performance sia la capacità possono essere qualificati in base alla seguente sintassi:

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QUALIFICATORI

Sintassi specificaSignificato
0nessuna difficoltà
1difficoltà lieve 
2difficoltà media
3difficoltà grave 
4difficoltà completa
8non specificato
9non applicabile

 

 

Facciamo un esempio di qualificazione del dominio

d2508  controllo del proprio comportamento (avere reazioni di ritiro)

 

Breve descrizione della situazione.

Federica è una ragazza socievole con i compagni di classe ma ha difficoltà a rapportarsi con gli estranei, coi quali mette in atto reazioni di ritiro agli scambi comunicativi. In presenza di una figura nota il rapporto con l’estraneo, seppur connotato da timidezza e diffidenza, migliora.

Se dovessimo qualificare questo dominio la capacità sarebbe 2, la performance 1. La figura nota è il facilitatore (fattore contestuale ambientale) che migliora la relazione di Federica con l’estraneo.

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Alla sezione Attività e Partecipazione segue la sezione Fattori Contestuali Ambientali, i quali rimandano all’ambiente fisico e sue caratteristiche, il mondo fisico creato dall’uomo, le altre persone, atteggiamenti e valori, sistemi sociali, servizi, politiche, regole e leggi.

 

La tabella che segue sintetizza il significato dei domini afferenti a questa sezione:

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FATTORI CONTESTUALI AMBIENTALI
Prodotti e tecnologia

 

Prodotti, strumenti, apparecchiature o tecnologie adattate o progettate appositamente per migliorare la qualità della vita dell’alunno e dello studente.
Ambiente naturale e cambiamenti effettuati dall’uomo

 

Elementi dell’ambiente con cui l’alunno e lo studente interagiscono quotidianamente e che possono costituire una barriera o un facilitatore per l’esecuzione di un compito.
Relazioni e sostegno sociale e atteggiamenti

 

Persone o animali che forniscono sostegno concreto fisico o emotivo.
Servizi sistemi e politiche

 

Servizi di pubblica utilità, servizi di sostegno sociale e servizi di sostegno sanitario a cui si ha accesso.

 

I qualificatori utilizzati nell’ICF per questa sezione indicano il grado in cui un fattore ambientale rappresenta un “facilitatore” o una “barriera” e possono essere qualificati con una sintassi specifica come da successive tabelle[1][i].

I facilitatori sono elementi, costrutti, strumenti che favoriscono o sostengono l’attività e la partecipazione. Nell’ambito dei fattori ambientali di una persona migliorano, mediante la loro presenza o assenza, il funzionamento e riducono la disabilità.  I facilitatori possono evitare che una menomazione o una limitazione delle attività divengano una restrizione della partecipazione, dato che migliorano la performance di un’azione, nonostante la presenza di un problema di capacità della persona. Nel modello del Profilo di Funzionamento i facilitatori vanno qualificati con la seguente sintassi:

[1] È a discrezione delle scuole qualificare i facilitatori e le barriere usando la sintassi specifica.

[i]

Sintassi specificaSignificato
+ 0nessuna facilitatore
+ 1facilitatore lieve 
+ 2facilitatore medio
+ 3facilitatore sostanziale
+ 4facilitatore completo

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Le barriere sono ostacoli all’attività e la partecipazione della persona. Nell’ambito dei fattori ambientali limitano, con la loro presenza o assenza, il funzionamento e accentuano la dimensione non inclusiva della disabilità. Nel modello del Profilo di Funzionamento i facilitatori vanno qualificati con la seguente sintassi:

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Sintassi specificaSignificato
. 0nessuna barriera
. 1barriera lieve 
. 2barriera media
. 3barriera grave 
. 4barriera completa

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Facciamo un esempio di qualificazione:

Tornando alla situazione precedente di Federica, il dominio

 

e340 Persone che forniscono aiuto o assistenza

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dovrà essere qualificato come un facilitatore +2 dal momento che l’intervento della figura nota migliora la performance comunicativa di Federica pur senza riuscire ad eliminare completamente la tendenza al ritiro. Al contrario, l’assenza di figure note rappresenta una barriera media (.2) che limita la comunicazione e relazione di Federica col mondo esterno.

Un altro esempio è contenuto nella guida al PEI/PDV.

Il modello di Profilo di Funzionamento si chiude coi Fattori Contestuali Personali che costituiscono il background personale della vita e dell’esistenza dell’individuo e caratteristiche dell’individuo che non fanno parte della condizione di salute. Comprendono gli aspetti psicologici, affettivi e comportamentali. Non sono codificati come i fattori ambientali, pertanto vanno descritti.

La tabella seguente fornisce una spiegazione delle dimensioni che compongono la sezione:

FATTORI CONTESTUALI PERSONALI
Stile di attribuzione (locus of control)Definizione

Atteggiamento o la convinzione che l’alunno possiede rispetto all’utilità e all’efficacia del suo impegno, del suo sforzo attivo e dell’uso sistematico delle strategie e procedure di soluzione che gli sono state insegnate.

Esempio

Un alunno riceve un buon voto dopo un compito in classe e afferma con fierezza che quel giudizio è frutto esclusivamente della sua metodica preparazione a casa.

Questo è il caso di un’attribuzione interna, ovvero l’esito di un determinato evento (il buon voto) dipende strettamente da un fattore personale interno al soggetto (il proprio impegno nello studio). In tali circostanze, si parla di locus of control interno. Al contrario:  l’esito del compito è negativo e l’alunno sostiene che il brutto voto sia causato dal fatto che il professore ce “l’abbia con lui”. In questo caso la causa dell’esito negativo non è attribuibile a un fattore gestibile in prima persona dall’alunno, ma è ricondotta ad un fattore esterno (il professore) e non è controllabile dall’alunno. Si parla quindi di locus of control esterno, e tra i fattori che rientrano in questa modalità, vi sono anche quelli di stampo sovrannaturale, in una sorta di pensiero incontrollabile (es. “è stata solo sfortuna”).

AutoefficaciaDefinizione

Convinzione nelle proprie capacità di organizzare e realizzare il corso delle azioni necessario e gestire adeguatamente le situazioni che si incontrano. Chiaramente se l’alunno si ritiene capace di affrontare la situazione il suo senso di autoefficacia influirà positivamente sul compito.

Spiegazione

Il costrutto di autoefficacia è stato usato in ricerca secondo due accezioni:

§  abilità di mettere in atto un determinato comportamento

§  abilità di controllare, prevenire o gestire le potenziali difficoltà che possono sorgere nell’esecuzione di una particolare prestazione.

L’autoefficacia ha diretta conseguenza sull’autostima.

Esempio

Ci sono credenze molto specifiche di autoefficacia riguardanti differenti domini del sé (ad es. forza fisica, resistenza, precisione).

§  “Non voglio giocare a pallone perché non so fare canestro”

§  Strappare una tavola perché ritenuta non precisa

 sono esempi di scarso senso di autoefficacia.

 

FATTORI CONTESTUALI PERSONALI
Stile di attribuzione (locus of control)Definizione

Atteggiamento o la convinzione che l’alunno possiede rispetto all’utilità e all’efficacia del suo impegno, del suo sforzo attivo e dell’uso sistematico delle strategie e procedure di soluzione che gli sono state insegnate.

Esempio

Un alunno riceve un buon voto dopo un compito in classe e afferma con fierezza che quel giudizio è frutto esclusivamente della sua metodica preparazione a casa.

Questo è il caso di un’attribuzione interna, ovvero l’esito di un determinato evento (il buon voto) dipende strettamente da un fattore personale interno al soggetto (il proprio impegno nello studio). In tali circostanze, si parla di locus of control interno. Al contrario:  l’esito del compito è negativo e l’alunno sostiene che il brutto voto sia causato dal fatto che il professore ce “l’abbia con lui”. In questo caso la causa dell’esito negativo non è attribuibile a un fattore gestibile in prima persona dall’alunno, ma è ricondotta ad un fattore esterno (il professore) e non è controllabile dall’alunno. Si parla quindi di locus of control esterno, e tra i fattori che rientrano in questa modalità, vi sono anche quelli di stampo sovrannaturale, in una sorta di pensiero incontrollabile (es. “è stata solo sfortuna”).

AutoefficaciaDefinizione

Convinzione nelle proprie capacità di organizzare e realizzare il corso delle azioni necessario e gestire adeguatamente le situazioni che si incontrano. Chiaramente se l’alunno si ritiene capace di affrontare la situazione il suo senso di autoefficacia influirà positivamente sul compito.

Spiegazione

Il costrutto di autoefficacia è stato usato in ricerca secondo due accezioni:

§  abilità di mettere in atto un determinato comportamento

§  abilità di controllare, prevenire o gestire le potenziali difficoltà che possono sorgere nell’esecuzione di una particolare prestazione.

L’autoefficacia ha diretta conseguenza sull’autostima.

Esempio

Ci sono credenze molto specifiche di autoefficacia riguardanti differenti domini del sé (ad es. forza fisica, resistenza, precisione).

§  “Non voglio giocare a pallone perché non so fare canestro”

§  Strappare una tavola perché ritenuta non precisa

 sono esempi di scarso senso di autoefficacia.

 

FATTORI CONTESTUALI PERSONALI
Stile di attribuzione (locus of control)Definizione

Atteggiamento o la convinzione che l’alunno possiede rispetto all’utilità e all’efficacia del suo impegno, del suo sforzo attivo e dell’uso sistematico delle strategie e procedure di soluzione che gli sono state insegnate.

Esempio

Un alunno riceve un buon voto dopo un compito in classe e afferma con fierezza che quel giudizio è frutto esclusivamente della sua metodica preparazione a casa.

Questo è il caso di un’attribuzione interna, ovvero l’esito di un determinato evento (il buon voto) dipende strettamente da un fattore personale interno al soggetto (il proprio impegno nello studio). In tali circostanze, si parla di locus of control interno. Al contrario:  l’esito del compito è negativo e l’alunno sostiene che il brutto voto sia causato dal fatto che il professore ce “l’abbia con lui”. In questo caso la causa dell’esito negativo non è attribuibile a un fattore gestibile in prima persona dall’alunno, ma è ricondotta ad un fattore esterno (il professore) e non è controllabile dall’alunno. Si parla quindi di locus of control esterno, e tra i fattori che rientrano in questa modalità, vi sono anche quelli di stampo sovrannaturale, in una sorta di pensiero incontrollabile (es. “è stata solo sfortuna”).

AutoefficaciaDefinizione

Convinzione nelle proprie capacità di organizzare e realizzare il corso delle azioni necessario e gestire adeguatamente le situazioni che si incontrano. Chiaramente se l’alunno si ritiene capace di affrontare la situazione il suo senso di autoefficacia influirà positivamente sul compito.

Spiegazione

Il costrutto di autoefficacia è stato usato in ricerca secondo due accezioni:

§  abilità di mettere in atto un determinato comportamento

§  abilità di controllare, prevenire o gestire le potenziali difficoltà che possono sorgere nell’esecuzione di una particolare prestazione.

L’autoefficacia ha diretta conseguenza sull’autostima.

Esempio

Ci sono credenze molto specifiche di autoefficacia riguardanti differenti domini del sé (ad es. forza fisica, resistenza, precisione).

§  “Non voglio giocare a pallone perché non so fare canestro”

§  Strappare una tavola perché ritenuta non precisa

 sono esempi di scarso senso di autoefficacia.

 

Consigli per la compilazione

  • Qualificare capacità e performance usando il grassetto per i domini che saranno oggetto di intervento nel PEI
  • Inserire in note tutti gli elementi utili o necessari a comprendere la qualificazione (commenti o brevi descrizioni esplicative al fine di rendere il documento leggibile per tutte le parti coinvolte)
  • Presentare i fattori contestuali personali in maniera chiara e didascalica, al fine di chiarire obiettivi e attività riportate successivamente nel PEI
  • Fare attenzione alla coerenza tra la qualificazione dei domini prescelti nel Profilo di Funzionamento che deve corrispondere a quella indicata nel  PEI.

 

PROFILO-dI-FUNZIONAMENTO MODELLO DOWNLOAD.docx (317 download)

GUIDA-ALLA-ELABORAZIONE-DEL-PEI-SCUOLA-Inf_Prim.docx (376 download)

SCUOLA-INFANZIA-PRIMARIA.docx (319 download)

 

RISORSE CONSIGLIATE PER TE CHE COSA È IL PROFILO DI FUNZIONAMENTO.

Se hai voglia di confrontarti con me contattami pure sulla mia pagina Facebook: DIDATTICAPERSUASIVA.

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