DIDATTICA PERSUASIVA

DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO: TRATTARLO IN 4 PUNTI.

Disturbo Oppositivo Provocatorio

DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO

Sai che 7 insegnanti su 10 affermano che i bambini con diagnosi di Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) sono i più difficile da trattare e con i quali è più difficoltoso rapportarsi, gestire la propria emotività e ottenere progressi? DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO,

Tra i disturbi del comportamento il DOP è fra quelli  che metterà a più dura prova la tua pazienza, se nella sua gestione non saprai che fare e come prevenire alcuni comportamenti.

DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO

Se ne hai già avuto a che fare sai già di cosa sto parlando. Difficile?

Se non sai che fare, parecchio. Innanzi tutto è importante che tu conosca, anche se in grandi linee, la sua eziologia.

Perché? Perché più ne saprai, più sarai in grado di attribuire il giusto significato ai comportamenti che ti si presenteranno e che in un primo momento potrebbero apparirti come insensati.

DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO, come trattare il bambino oppositivo provocatorio

Attribuire i giusti significati in questo caso è fondamentale, nei momenti più difficile ti daranno la giusta motivazione per andare avanti e non arrenderti, e credimi, quando sarai stanca ne avrai bisogno.

Andiamo dunque subito a vedere di cosa parliamo. DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO,

Sono stati rilevati diversi fattori di rischio che porterebbero all’emersione del DOP:

 

Biologici, famigliari, ambientali e derivanti dalle modalità dell’attaccamento ricevuto.

D

Tra i fattori biologici quelli rilevati riguardano i LOBI FRONTALI: il  sistema di attivazione del comportamento più attivo della norma e sistema di inibizione del comportamento meno attivo della norma, che porterebbe a una scarsa capacità di controllo e regolazione delle azioni correlate.

Altro fattore biologico determinante sarebbe stato rilevato nel basso livello di serotonina e alto livello di testosterone il quale accentuerebbe lo stato di irrequietezza e aggressività.

I fattori biologici appena descritti predispongono alla vulnerabilità,ma i fattori di rischio ambientali e gli eventi stressanti incrementano la probabilità di comparsa dei problemi.

 

fattori famigliari che hanno incidenza sulla comparsa possono essere depressione materna associata a comportamenti coercitivi e ridotte interazioni positive (calore/affetto).

Abuso di sostanze e comportamenti antisociali nei genitori (soprattutto padre).

Genitori oscillanti in modo incoerente, imprevedibile e caotico tra affetto senza freni e indifferenza glaciale.

Per quanto riguarda l’attaccamentoche favorirebbe l’emersione di questo tipo di disturbo, sarebbe stato individuato in quello: insicuro ambivalente/resistente, dunque uno stile relazione coercitivo.

Tra i fattori ambientali invece troviamo: lo svantaggio socioeconomico e dei modelli aggressivi trasmessi dagli adulti.

Rileverai che i fattori elencati non necessariamente si presenteranno tutti contemporaneamente, noterai che alcuni di essi possono essersi presentati più marcatamente di altri.

In oltre è bene che tu sappia che: i comportamenti aggressivi e disturbanti sono basati su difficoltà metacognitive e di mentalizazione presenti in questi bambini, in sostanza i deficit non consentirebbero loro di sviluppare un’adeguata consapevolezza degli stati mentali altrui  e quindi, un’appropriata considerazione dei loro bisogni e sentimenti.

E’ importantissimo ricordarlo durante le interazioni che avrai con il bambino, soprattutto nel momento in cui andrai a correggere il suo comportamento negativo e a descriverne le sue conseguenze.

 

Tieni sempre presente che:

 

Il bambino  non si comporta così intenzionalmente, cioè con cognizione di causa, e non e’ responsabile dei suoi comportamenti.

 

Del resto è importante non cadere nell’errore di credere che le difficoltà del bambino vadano spiegate facendo riferimento alle sue caratteristiche stabili e disposizionali di personalità e che i problemi del bambino siano del tutto non modificabili o incontrollabili: «E’ fatto così».

Come comportarsi con i bambini oppositivi

Questo seppellirebbe completamente la tua volontà di cambiare le cose e aiutare il bambino.

Non dimenticare il primo dogma categorico dell’educazione: Tieni sempre aperte le porte della speranzabambini oppositivi scuola primaria

I tuoi pensieri negativi e pessimistici sono importanti da sradicare e devi sforzarti di farli emergere perché, non solo generano stati emotivi negativi (per esempio rabbia e frustrazione), ma ti indurranno anche ad assumere delle pratiche disciplinari fallimentari o peggiorative.

Dunque ricordati dell’eziologia del disturbo perché giustificherà sicuramente meglio ai tuoi occhi le azioni del bambino. bambino iperattivo oppositivo

 

Ma quali caratteristiche precisamente presenta un bambino con DOP?

 

Modalità ricorrente di comportamento negativistico, provocatorio, disobbediente, ed ostile nei confronti delle figure dotate di autorità.

disturbo oppositivo provocatorio scuola dell’infanzia 

L’oppositività del bambino include la deliberata o persistente messa alla prova dei tuoi limiti, di solito ignorando i tuoi ordini, cercando il litigio e non accettando i rimproveri per i misfatti compiuti. 

L’ostilità può essere diretta contro di te o contro i suoi coetanei e viene espressa disturbando deliberatamente gli altri o con aggressioni verbali (di solito senza le più gravi aggressioni fisiche osservate nel DISTURBI DA COMPORTAMENTO DIROMPENTE A SCUOLA).

Questo tipo di atteggiamenti, se non gestiti con criterio potrebbero, portarti a innescare quello che viene definito “ciclo disfunzionale”.

 

I cicli interpersonali definiti disfunzionali, sono quei cicli comunicativi in cui tu e il bambino entrate in competizione o simmetria aumentando aggressività e violenza.

 

Cosa devi fare? Innanzi tutto ricordati chi sei, e qual è il tuo compito dal quale non puoi sottrarti:  Educare significa essere d’esempio, dunque prima regola:

 

Evitiamo di rispondere alle provocazioni utilizzando la stessa modalità comunicativa.

 

Come comportarsi per realizzare tutto ciò?

Prima di procedere all’esecuzione dei punti pensa all’eziologia, formula richieste sempre in positivo senza negazioni, ed esegui il mantenimento della richiesta sin chè il comando non viene eseguito.

Devi tenere presente che ti si presenteranno una pluralità di comportamenti da correggere e dunque devi stabilire delle priorità, attraverso una scala di valori alla quale fare riferimento.

Es. etero ed autolesionismo andranno trattati prima del fare semplici dispetti ai compagni – possibilmente previa osservazione attraverso i 3 parametri: frequenza, durata e intensità) non possiamo intervenire su tutti i contemporaneamente ma su categorie.

Intervenendo su quelli più  problematici interverrai trasversalmente anche su quelli meno gravi, è chiaro che se di questi non vi è l’estinzione bisognerà che tu li elimini attraverso un intervento specifico.

Come già avrai letto in altri miei articoli sai che privilegio una intervento intelligente e che devi evitare castighi ferrei e umilianti che ti porteranno solo a peggiorare la situazione non facendo altro che far nascere risentimento e frustrazione nel bambino e quindi ulteriore ostilità.

Su quali punti devi basare il tuo intervento?

 

DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO STRATEGIE: 

 

1.  COSTRUISCI UN RAPPORTO 

Costruisci con il bambino quanto prima un rapporto significativo.

Se per lui rimani uno sconosciuto freddo e distaccato ti vedrà come un estraneo o peggio ancora un’antagonista e dunque anche tutto ciò che gli proponi sarà percepite come tale. 

Comincia a costruire un rapporto di cura, facilitando la realizzazione del compito proponendogli attività a lui gradite.

Suggerisco di farlo inserendo nelle attività ludiche una sovrastruttura come il ROLE PLAYING attraverso la quale si potranno imparare regole e valori.

Se non conosci le attività di  role playng, ti dico solo che sono attività che permettono un coinvolgimento diretto del bambino in una situazione pratica che viene simulata, e gli fa capire come i suoi comportamenti e le sue decisioni possono influenzare una situazione reale. 

 

2. PRIVILEGIA I PREMI ALLE PUNIZIONI 

E’ stato da tempo dimostrato che premiare i comportamenti positivi sia più efficace di dare punizioni, nel caso in cui il bambino non manifesti subito  il comportamento target  puoi premiare quello che si avvicina di più a quello che desideri.

tal proposito leggi il mio articolo dal titolo: EDUCARE SENZA PUNIZIONI: LE 5 REGOLE FONDAMENTALI.

Tali premi vanno inseriti all’interno del punto 3.

 

3. “SISTEMA A PUNTI” 

Tale sistema consiste in un programma che si pone l’obiettivo di favorire l’esecuzione di comportamenti positivi, piuttosto che l’eliminazione di quelli problematici, infatti si focalizza sul conseguimento di gratificazioni (premi e ricompense di vario genere) e non sull’evitamento delle punizioni.

Questa tecnica ha il fine di far permettere al bambino di accumulare un punteggio tale da poter poi accedere al premio ambito.

Il bambino dovranno poter scegliere fra numerose ricompense, anche di generi diversi, al fine di evitare che si manifesti una sorta di saturazione delle gratificazioni. 

Tale punteggio, ovviamente, dovrà essere fissato in modo da non essere né  troppo basso, né irraggiungibile, ma adeguato alla capacità dei bambini.

 

4. PUNISCI SOLO I COMPORTAMENTI CHE RITIENI PIÙ GRAVI 

Se si sceglie di premiare o in alternativa, togliere un privilegio (preferibile), fai sempre riferimento al concetto di contingenzacioè devi procedere  alla somministrazione della punizione quanto più vicino possibile all’emersione del comportamento problema.

Abbiamo già detto in altri articoli che i rimproveri e le punizioni non devono essere vissute come umiliazioni pubbliche, dunque cerchiamo quanto più possibile di riprendere il bambino da soli e soprattutto concentra l’azione sul comportamento e non sulla persona.

 

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RISORSE CONSIGLIATE PER TE COME OSSERVARE UN COMPORTAMENTO PROBLEMA

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Buon lavoro.

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