DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO

DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO

Sai che 7 insegnanti su 10 affermano che i bambini con diagnosi di Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) sono i più difficile da trattare e con i quali è più difficoltoso rapportarsi, gestire la propria emotività e ottenere progressi? DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO,

Tra i disturbi del comportamento il DOP è fra quelli  che metterà a più dura prova la tua pazienza, se nella sua gestione non saprai che fare e come prevenire alcuni comportamenti.

DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO

Se ne hai già avuto a che fare sai già di cosa sto parlando. Difficile?

Se non sai che fare, parecchio. Innanzi tutto è importante che tu conosca, anche se in grandi linee, la sua eziologia.

Perché? Perché più ne saprai, più sarai in grado di attribuire il giusto significato ai comportamenti che ti si presenteranno e che in un primo momento potrebbero apparirti come insensati.

DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO, come trattare il bambino oppositivo provocatorio

Attribuire i giusti significati in questo caso è fondamentale, nei momenti più difficile ti daranno la giusta motivazione per andare avanti e non arrenderti, e credimi, quando sarai stanca ne avrai bisogno.

Andiamo dunque subito a vedere di cosa parliamo. DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO,

Sono stati rilevati diversi fattori di rischio che porterebbero all’emersione del DOP:

 

Biologici, famigliari, ambientali e derivanti dalle modalità dell’attaccamento ricevuto.

D

Tra i fattori biologici quelli rilevati riguardano i LOBI FRONTALI: il  sistema di attivazione del comportamento più attivo della norma e sistema di inibizione del comportamento meno attivo della norma, che porterebbe a una scarsa capacità di controllo e regolazione delle azioni correlate.

Altro fattore biologico determinante sarebbe stato rilevato nel basso livello di serotonina e alto livello di testosterone il quale accentuerebbe lo stato di irrequietezza e aggressività.

I fattori biologici appena descritti predispongono alla vulnerabilità,ma i fattori di rischio ambientali e gli eventi stressanti incrementano la probabilità di comparsa dei problemi.

 

fattori famigliari che hanno incidenza sulla comparsa possono essere depressione materna associata a comportamenti coercitivi e ridotte interazioni positive (calore/affetto).

Abuso di sostanze e comportamenti antisociali nei genitori (soprattutto padre).

Genitori oscillanti in modo incoerente, imprevedibile e caotico tra affetto senza freni e indifferenza glaciale.

Per quanto riguarda l’attaccamentoche favorirebbe l’emersione di questo tipo di disturbo, sarebbe stato individuato in quello: insicuro ambivalente/resistente, dunque uno stile relazione coercitivo.

Tra i fattori ambientali invece troviamo: lo svantaggio socioeconomico e dei modelli aggressivi trasmessi dagli adulti.

Rileverai che i fattori elencati non necessariamente si presenteranno tutti contemporaneamente, noterai che alcuni di essi possono essersi presentati più marcatamente di altri.

In oltre è bene che tu sappia che: i comportamenti aggressivi e disturbanti sono basati su difficoltà metacognitive e di mentalizazzione presenti in questi bambini, in sostanza i deficit non consentirebbero loro di sviluppare un’adeguata consapevolezza degli stati mentali altrui  e quindi, un’appropriata considerazione dei loro bisogni e sentimenti.

E’ importantissimo ricordarlo durante le interazioni che avrai con il bambino, soprattutto nel momento in cui andrai a correggere il suo comportamento negativo e a descriverne le sue conseguenze.

 

Tieni sempre presente che:

 

Il bambino  non si comporta così intenzionalmente, cioè con cognizione di causa, e non e’ responsabile dei suoi comportamenti.

 

Del resto è importante non cadere nell’errore di credere che le difficoltà del bambino vadano spiegate facendo riferimento alle sue caratteristiche stabili e disposizionali di personalità e che i problemi del bambino siano del tutto non modificabili o incontrollabili: «E’ fatto così».

Come comportarsi con i bambini oppositivi

Questo seppellirebbe completamente la tua volontà di cambiare le cose e aiutare il bambino.

Non dimenticare il primo dogma categorico dell’educazione: Tieni sempre aperte le porte della speranzabambini oppositivi scuola primaria

I tuoi pensieri negativi e pessimistici sono importanti da sradicare e devi sforzarti di farli emergere perché, non solo generano stati emotivi negativi (per esempio rabbia e frustrazione), ma ti indurranno anche ad assumere delle pratiche disciplinari fallimentari o peggiorative.

Dunque ricordati dell’eziologia del disturbo perché giustificherà sicuramente meglio ai tuoi occhi le azioni del bambino. bambino iperattivo oppositivo

 

Ma quali caratteristiche precisamente presenta un bambino con DOP?

 

Modalità ricorrente di comportamento negativistico, provocatorio, disobbediente, ed ostile nei confronti delle figure dotate di autorità.

disturbo oppositivo provocatorio scuola dell’infanzia 

L’oppositività del bambino include la deliberata o persistente messa alla prova dei tuoi limiti, di solito ignorando i tuoi ordini, cercando il litigio e non accettando i rimproveri per i misfatti compiuti. 

L’ostilità può essere diretta contro di te o contro i suoi coetanei e viene espressa disturbando deliberatamente gli altri o con aggressioni verbali (di solito senza le più gravi aggressioni fisiche osservate nel DISTURBI DA COMPORTAMENTO DIROMPENTE A SCUOLA).

Questo tipo di atteggiamenti, se non gestiti con criterio potrebbero, portarti a innescare quello che viene definito “ciclo disfunzionale”.

 

I cicli interpersonali definiti disfunzionali, sono quei cicli comunicativi in cui tu e il bambino entrate in competizione o simmetria aumentando aggressività e violenza.

 

Cosa devi fare? Innanzi tutto ricordati chi sei, e qual è il tuo compito dal quale non puoi sottrarti:  Educare significa essere d’esempio, dunque prima regola:

 

Evitiamo di rispondere alle provocazioni utilizzando la stessa modalità comunicativa.

 

Come comportarsi per realizzare tutto ciò?

Prima di procedere all’esecuzione dei punti pensa all’eziologia, formula richieste sempre in positivo senza negazioni, ed esegui il mantenimento della richiesta sin chè il comando non viene eseguito.

Devi tenere presente che ti si presenteranno una pluralità di comportamenti da correggere e dunque devi stabilire delle priorità, attraverso una scala di valori alla quale fare riferimento.

Es. etero ed autolesionismo andranno trattati prima del fare semplici dispetti ai compagni – possibilmente previa osservazione attraverso i 3 parametri: frequenza, durata e intensità) non possiamo intervenire su tutti i contemporaneamente ma su categorie.

Intervenendo su quelli più  problematici interverrai trasversalmente anche su quelli meno gravi, è chiaro che se di questi non vi è l’estinzione bisognerà che tu li elimini attraverso un intervento specifico.

Come già avrai letto in altri miei articoli sai che privilegio una intervento intelligente e che devi evitare castighi ferrei e umilianti che ti porteranno solo a peggiorare la situazione non facendo altro che far nascere risentimento e frustrazione nel bambino e quindi ulteriore ostilità.

Su quali punti devi basare il tuo intervento?

 

DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO STRATEGIE: 

 

1.  COSTRUISCI UN RAPPORTO 

Costruisci con il bambino quanto prima un rapporto significativo.

Se per lui rimani uno sconosciuto freddo e distaccato ti vedrà come un estraneo o peggio ancora un’antagonista e dunque anche tutto ciò che gli proponi sarà percepite come tale. 

Comincia a costruire un rapporto di cura, facilitando la realizzazione del compito proponendogli attività a lui gradite.

Suggerisco di farlo inserendo nelle attività ludiche una sovrastruttura come il ROLE PLAYING attraverso la quale si potranno imparare regole e valori.

Se non conosci le attività di  role playng, ti dico solo che sono attività che permettono un coinvolgimento diretto del bambino in una situazione pratica che viene simulata, e gli fa capire come i suoi comportamenti e le sue decisioni possono influenzare una situazione reale. 

 

2. PRIVILEGIA I PREMI ALLE PUNIZIONI 

E’ stato da tempo dimostrato che premiare i comportamenti positivi sia più efficace di dare punizioni, nel caso in cui il bambino non manifesti subito  il comportamento target  puoi premiare quello che si avvicina di più a quello che desideri.

tal proposito leggi il mio articolo dal titolo: EDUCARE SENZA PUNIZIONI: LE 5 REGOLE FONDAMENTALI.

Tali premi vanno inseriti all’interno del punto 3.

 

3. “SISTEMA A PUNTI” 

Tale sistema consiste in un programma che si pone l’obiettivo di favorire l’esecuzione di comportamenti positivi, piuttosto che l’eliminazione di quelli problematici, infatti si focalizza sul conseguimento di gratificazioni (premi e ricompense di vario genere) e non sull’evitamento delle punizioni.

Questa tecnica ha il fine di far permettere al bambino di accumulare un punteggio tale da poter poi accedere al premio ambito.

Il bambino dovranno poter scegliere fra numerose ricompense, anche di generi diversi, al fine di evitare che si manifesti una sorta di saturazione delle gratificazioni. 

Tale punteggio, ovviamente, dovrà essere fissato in modo da non essere né  troppo basso, né irraggiungibile, ma adeguato alla capacità dei bambini.

 

4. PUNISCI SOLO I COMPORTAMENTI CHE RITIENI PIÙ GRAVI 

Se si sceglie di premiare o in alternativa, togliere un privilegio (preferibile), fai sempre riferimento al concetto di contingenzacioè devi procedere  alla somministrazione della punizione quanto più vicino possibile all’emersione del comportamento problema.

Abbiamo già detto in altri articoli che i rimproveri e le punizioni non devono essere vissute come umiliazioni pubbliche, dunque cerchiamo quanto più possibile di riprendere il bambino da soli e soprattutto concentra l’azione sul comportamento e non sulla persona.

 

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RISORSE CONSIGLIATE PER TE COME OSSERVARE UN COMPORTAMENTO PROBLEMA

Se hai voglia di confrontarti con me contattami pure sulla mia pagina Facebook: DIDATTICA PERSUASIVA.  

 

Buon lavoro.

DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO

Sull'autore
39 Comments
  1. serenella

    Grazie molto interessante e utile.

  2. lorenza

    GraZie di questo articolo, in una classe ho un bimbo così ! Purtroppo non lo seguo io e le sue maestre non stanno facendo un buon lavoro . Altri suggerimenti? Per esempio quante maestre devono seguire un bimbo così? In quella classe sono sei !! E fanno cose molto diverse non hanno una strategia comune. Grazie
    Lorenza

  3. Ciao Lorenza, ne basterebbe una di insegnante ma che con il bambino sviluppi un contatto significativo e costante le altre 5 non servono se non fanno altrettanto. Le maestre in genere dovrebbero concordare una linea chiara e comune nei confronti del bimbo tenendo sempre a mente il suo problema e soprattutto ignorando il più possibile le sue provocazioni. L affettività e la chiarezza nell attività educativa faranno il resto. Mi raccomando cercate di essere tolleranti verso le manifestazioni oppositive “involontarie” e di ammonire solo quelle fatte di proposito.

    P.s. Di solito questi bambini sono seguiti singolarmente da insegnati specializzati.

  4. Mariella

    Articolo molto interessante. Domanda. Che fare quando in bambino disturba l’attività della classe o addirittura provoca i compagni sottraendo oggetti o picchiandoli? Seguo per poche ore alla settimana (5) una bambina con questa difficoltà. Personalmente quando si verificano simili episodi cerco di portarla fuori dall’aula e di farla calmare. Ovviamente a detrimento del lavoro sui contenuti. E lo scarto rispetto alla classe in termini di preparazione aumenta creando chiaramente una spirale negativa anche in termini di autostima. Rispetto alla buona relazione da instaurare pienamente d’accordo, ma 5 ore sono poche e la mancanza di continuità rappresenta a mio avviso un fattore destabilizzante poiché gli approcci differenti anche in termini di tempo da dedicare (l’insegnante di classe ha pochissimo tempo da dedicare a questi bambini chiaramente) disorientano e incidono negativamente.

  5. Ciao Mariella, 5 ore sono poche per influire con una certa incisività sul comportamento della bambina soprattutto se non si struttura un percorso ben preciso. Io consiglierei di stabilire con la collega precisamente cosa va sanzionato cosa ignorare e in seconda battuta far sedere vicino alla bambina dei compagni molto tranquilli con i quali non presenta tendenzialmente quei comportamenti conflittuali di cui hai parlato. Buon lavoro.

  6. P.s. Il time-out che stai utilizzando sé la bambina a meno di 7 anni non va bene perché non ho ancora sviluppato con chiarezza alcuni schemi cognitivi di cui ha bisogno per comprendere efficacemente il motivo per cui è stata messa fuori

  7. Ti ziana vella

    Vorrei esse infiorata

  8. Anna

    Salve, mia figlia ha 6 anni e da 2 anni circa ha questi comportamenti . Oggi ho forse capito cosa ha… La Cosa mi preoccupa molto in quanto manifesta questi atteggiamenti prevalentemente in famiglia e soprattutto con me!! Sono vere e proprie crisi che durano anche 30 minuti in cui diventa aggressiva, ribelle, contraria a qualsiasi cosa…. Arrivando spesso il giorno seguente a stare male ( mal di stomaco,pancia…) il tutto spesso nasce da un divieto che le viene imposto!!! E’ il caso di farla seguire da uno specialista o posso farcela io??? Dimenticavo a scuola e’ bravissima..

  9. Mi scusi non ho capito la domanda.

  10. Da quel poco che mi riferisce non credo vi siano problemi seri, con tutta probabilità queste difficoltà riguardano più il suo modo di comunicare con la bambina, legga il mio articolo sull osservazione del comportamento problema per avere piu chiarezza sulle cause scatenanti di alcune sue reazioni. Buon lavoro.

  11. Anna

    Grazie mille… Lo leggero’ e le farò sapere. Mi ha sollevata molto …. Le auguro buone feste

  12. Prego. Buone feste anche a Lei.

  13. seguo un bambino con un disturbo simile. è straniero, egiziano. ha alti e bassi. ci sn momenti in cui si comporta relativamente bene , cioè quando è lasciato tranquillo a fare ciò che vuole. ma è in una scuola e deve imparare qualcosa . quando lavora di mala voglia, fa di tutto per farmi perdere la pazienza e mi manca di rispetto facendomi le linguacce e dicendomi che non so niente .
    io non so come continuare.

  14. Ho adolescenti così … ma forse che gli adolescenti sono tutti così?

  15. No non tutti sono così ma l oppositivita’ è un classico adolescenziale.

  16. Anna

    Grazie per questo articolo davvero utile. Sono un’insegnante di scuola dell’infanzia e in classe ho un bambino di 4 anni che è esattamente come descritto. Ma questo disturbo può manifestarsi anche in età prescolare? E poi: mi avevano detto che per soggetti con questo disturbo non è prevista l’insegnante di sostegno. Mi sembra di capire che non è vero.

  17. Michela

    Salve ho un bambino di quasi 5 anni e da circa sei mesi ha comportamenti provocatori… Vuole fare quello che dice lui.. Fa di tutto per cercare di farmi arrabbiare e non sente quello che gli dico e a volte fa esattamente il contrario… Se mi arrabbio diventa anche aggressivo … Dimenticavo da circa due anni non continuativi sta andando da una logopedista perché ha problemi di linguaggio che si stanno risolvendo per fortuna. Che devo fare, il suo articolo mi ha dato molti spunti. Grazie

  18. pevi56

    L’ha ribloggato su chiacchiere pedagogichee ha commentato:
    DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO (DOP) sono i più difficile da trattare e con i quali è più difficoltoso rapportarsi, gestire la propria emotività e ottenere progressi

  19. Ciao Anna, si il disturbo comincia a manifestarsi in età prescolare ma di solito viene diagnosticato in età scolare ( primi anni della scuola primaria). Per il DOP è prevista la presenza dell insegnante di sostegno sino a 22 ore settimanali. A presto e buon lavoro.

  20. Michela, se ha questo dubbio ioble consiglio di rivolgersi ad un esperto poiché i percorsi pur avendo delle linee fuida generali devono essere adattati ai singoli casi. Dia un abbraccio a suo figlio. A presto.

  21. Nives barattin

    Il Suo articolo e’ molto interessante e di aiuto .Ho un bam a scuola di 5 anni. E ‘ un gemello con carattere forte, e prevalente sul fratello. Frequentano sez separate, ma con molta compresenza. I due fratelli sono all opposto. Il primo come sopra citato, e’ irrequieto e provocatorio, il secondo e’ mite e introverso. Tutti due molto intelligenti. Il problema di relazione e’ gestire il primo, alterna momenti di grande affetto ad altri di aggressività sia con le ins che con i compagni. Non riusciamo a gestire i momenti difficili, perché pur adottando strategie come da Lei consigliate, queste crisi finché non si esauriscono nel tempo, impegnano l insegnante in modo totale. A volte e’ integrato nel gruppo e collabora, altre e’ isolato e sembra assente. Come far evolvere in positivo il momento della crisi? Come aiutarlo? E soprattutto come consigliare la famiglia che collabora con la scuola e chiede aiuto? Grazie di tutto.

  22. Ciao Nives la situazione è complessa, ma non vi è certezza che il bambino sia un DOP dato che non mi cita nessuna diagnosi (la cosa farebbe molta differenza). Il primo consiglio che sento di darti è che se hai questo sospetto o ce l abbiano le insegnanti sarebbe il caso di presentare il caso ad uno specialista e in seconda luogo ti consiglio di fare attenzione a cosa e in quali occasioni il bambino presenta queste “crisi” di cui parli (a tal proposito leggi l articolo dal nome “come leggere un comportamento problema”) questo ti consentirà di prevenire alcune situazioni difficili. Abbracci il bambino da parte mia, a presto.

  23. Tiziana Di Crescenzo

    Vivo una situazione simile in una seconda media e ogni giorno è una scommessa. Le reazioni aggressive del ragazzo, anche di fronte a richieste semplici e bonarie, sono quotidiane e gli stessi specialisti che lo seguono parlano di una copertura farmacologica che tarda ad arrivare. Nel frattempo abbiamo smesso di fare richieste di tipo didattico e ci limitiamo a quelle di tipo socile nel tentativo di salvare l’incolumità dei compagni.
    Non credevo che sarei arrivata a dirlo, ma siamo sicuri che l’inclusione scolastica fatta senza mezzi sia utile in primo luogo agli alunni disabili? Senza uno psicologo scolastico, senza spazi adeguati, senza attività manuali e laboratori, senza niente?
    Ovviamente parliamo della scuola pubblica perché nella privata si guardano bene dall’accettare alunni così.

  24. Maria

    Ciao Leonardo, ho un bambino a scuola che “credo” che abbia questa problematica, sett. prossima ho un colloquio con i genitori ,è un bambino adottato, io metto tutta la mia buona volontà e pazienza ma non riesco a creare un rapporto con lui , mi sfida , picchia ai compagni, fa di tutto per richiamare la mia attenzione , credo di essere entrata nel “ciclo disfunzionale” che prima hai nominato; domani riprendo con i premi a punti che avevo smesso di fare. Mi arrabbio con me stessa perché non sono capace di aiutarlo; quando parliamo lui mi dice che non sa perché si comporta così. Grazie di tutto, Maria.

  25. Ciao Maria grazie per il tuo commento. 🙂

  26. andrea viaro

    I ragazzi della scuola media sono DOP? o ci si riferisce a face d’età inferiori ( scuola primaria)?

  27. Ciao Andrea, perchè il bambino o raggazzo siano classificati come DOP vi è la necessità di una certificazione sanitaria, in genere si può dire che il disturbo trattato nell articolo persiste in maniera marcata sino agli inizi della scuola superiore, da li in poi tende a scemare di intensità. Ciao a presto.

  28. Stefania

    Ogni volta che leggo articoli come questo mi sento compresa per quelle che sono le continue sfide quotidiane tra me e mio figlio.

  29. Stefania un abbraccio a Lei e a suo figlio. A presto.

  30. Katia

    Alla scuola dell’infanzia, ho un bimbo di 5 anni, grande e grosso. Mi tira calci e pugni, mi mette le mani al collo. Minaccia i compagni con giochi e sedie, che solleva al di sopra della testa e butta in terra. Cammina sui tavoli, sparge sul pavimento i giochi, rifiutandosi poi di raccoglierli. Le colleghe mi dicono che e’ sempre stato cosi’ e che il neuropsichiatra che l’ha visto lo certifichera’ l’anno prossimo alla scuola primaria.
    Ovviamente la priorità è l’incolumità dei bambini, ma evidentemente sono entrata nel ciclo disfunzionale e uscirne e’ molto faticoso.
    Alcuni bimbi lo provocano e allora li riprendo molto duramente, prima di dedicarmi a calmarlo. Ma lui risponde oppositivamente a tutte le mie proposte. Quando l’atteggiamento oppositivo non mette a repentaglio la classe, cerco di ignorarlo e farlo ignorare agli altri bimbi.
    Abbiamo iniziato un lavoro sulla rabbia, con tutta la sezione.
    Ma ogni giorno esco da scuola esausta, affaticata fisicamente e mentalmente. E non riesco a smettere di pensare a questo bimbo. Temo che molto presto saro’ esaurita e non potro’ piu’ aiutare neanche me stessa…

  31. LUCA

    Salve ho un bimbo di 4 anni che rispecchia pienamente questo tipo di disturbo, ma lo fa soprattutto a scuola con i compagni che non perde occasione di disturbare, tirare capelli o dar fastidio. A casa ,fuori o in diversi posti dove si incontra con altri bambini sia della stessa classe che non , lui si comporta benissimo. Leggendo le righe mi sento in colpa perché potrei essere stato troppo duro con lui ma ascoltando un’amica psicologa e lavorando su aspetti che ci ha consigliato troviamo difficoltà nel relazionarci con le maestre. Non so più come comportarmi e ogni giorno penso che devo migliorare per lui ma mi trovo in grossa difficoltà.

  32. Ciao Luca grazie per la tua testimonianza, bisognerebbe guardare il caso specifico e fare un’osservazione in classe, gli unici consigli che sento di darti sono quelli di capire 1) se ‘insegnante sia davvero preparata per affrontare tale disturbo e 2) rivolgiti a specialisti sull’argomento e segui rigorosamente i loro consigli. Non posso che augurarti il meglio per te e tuo figlio un abbraccio fraterno e sincero.

  33. G. C.

    Salve.
    Da due settimane sono alla mia prima esperienza come docente e sono stata chiamata non sulla materia che dovrei insegnare (arte), ma sul sostegno. Seguo per 18 ore settimanali un ragazzino di terza media, con DSA di grado severo e Disturbo misto della condotta e della sfera emozionale.
    Dall’inizio di questo anno scolastico si sono susseguite 3 insegnanti di sostegno, fino all’ultimo periodo prima del mio arrivo, in cui la cattedra è rimasta scoperta e le insegnanti delle discipline hanno proseguito con il programma rivolgendosi al resto della classe, ma lasciando in dietro l’alunno.
    Ho notato innanzitutto che il livello di attenzione dell’alunno è più alto alle prime ore della giornata scolastica piuttosto che alle ultime e la maggior parte delle volte in cui si manifestano atteggiamenti oppositivi è quando mi si chiede di portarlo in aulette distaccate per delle lezioni individuali (in quanto ormai non è più al passo con la programmazione rispetto ai suoi compagni).
    Nelle rarissime volte in cui gli permettono di restare in classe, non segue le lezioni e diviene elemento di disturbo per le docenti, che hanno cominciato a chiedermi esplicitamente di “tenerlo a bada”. Quando una docente spiega e lui è distratto, gli sussurro di star seduto correttamente, di girarsi e di seguire l’argomento, ma non mi ascolta ed io non me la sento di interrompere la lezione della collega, per rimproverarlo.
    Nelle lezioni individuali mi sforzo di spiegargli gli argomenti in modo semplice e chiaro, anche con esempi adeguati alla sua età e ai suoi interessi e quando non è nei suoi momenti ostili sembra seguirmi e comprendere.
    Ma continue battute di arresto si hanno quando appunto il disturbo si rende evidente con atteggiamenti di sfida e rifiuto nell’eseguire ciò che gli è richiesto, fino ad arrivare a manifestazioni di rabbia come sbatter sedie e lanciare o rompere il materiale scolastico. All’inizio ho provato a placarlo parlandogli con calma. Altre volte ho provato per una paio di minuti ad aspettare che si placasse da solo prima di cominciare la lezione. Finora non ho mai perso la pazienza, mai urlato e non ho mai messo note anche perché sembra non temere questi mezzi. Ma il suo avanzamento nelle varie materie è lento sia a causa di questi episodi, sia perché non svolge i pochi compiti a casa che gli assegno. Questo mi fa riflettere sulla mia scarsa eperienza e soprattutto credo di essere troppo permissiva, dal momento in cui le altre docenti cominciano a lamentarsi con me del fatto che non sono in grado di farlo stare tranquillo e che lui di questo sta cominciando ad approfittarsene.
    Per arrivare a rendere produttive le ore che passo con lui, come devo comportarmi quando il ragazzo manifesta una condotta negativa? E nelle rarissime volte che sono in compresenza con un’altra docente, come posso fare in modo che lui non disturbi la lezione?
    Grazie.

  34. Ciao G.C. il caso che mi proponi è complesso e di non facile soluzione, io ti consiglierei di seguire i punti elencati e di metterli in pratica gradualmente sviluppando i primis nella costruzione di un rapporto vero autentico e di fiducia reciproca, possibilmente a piccoli passi. Troverai nella sezione sostegno altri articoli relativi alla gestione dei bambini adhd che potranno sicuramente esserti utile. Un abbraccio.

  35. serena piscione

    Salve, sono un insegnante di scuola primaria, pedagogista, specializzata come insegnante di sostegno, madre di tre figli. Tutto avrei potuto immaginare nella vita fuorchè di dover vivere in prima linea, come mamma, la difficoltà quotidiana di affrontare il DOP in casa. Ebbene sì il mio figlio più piccolo, anche a seguito di una encefalite, presenta questo disturbo ( anche se in forma lieve perchè per adesso presente solo in un contesto). Trovo significativamente interessanti ed indispensabili le strategie sopra citate e voglio sempre tenere accesa la speranza in un “cambiamento” delle modalità reattive di mio figlio. Comunque mi si permetta lo sfogo e la comprensione ( adesso molto più sentita e vera rispetto a quando tali problematiche erano affrontate solo nel contesto lavorativo)verso tutte le famiglie che si trovano a dover crescere e imparare a gestire comportamenti problematici continui. Se un insegnante in classe si stanca per 5 ore un genitore cosa deve dire? E’ estenuante e sfiancante, è messa alla prova la tua pazienza, la tua capacità di resistere alla frustrazione..non puoi permetterti alcuno scatto aggressivo se non vuoi innescare una pericolosa escalation disfunzionale… e tutto ciò se è facile e gestibile in un contesto terapeutico o scolastico lo è molto meno in un contesto familiare dove tutti i membri sono coinvolti…e anche i figli “costretti a sopportare alti livelli di frustrazione continua”; Si è reso quindi necessaria per questa situazione sia una terapia familiare per noi che comportamentale per il bambino…indispensabile attuare una strategia comune per non andare a fondo. Si è vero si possono anche ricavare opportunità di crescita per tutti i membri della casa ma è tutto molto faticoso all’interno della routine quotidiana..nulla è lasciato più alla spontaneità..perchè non ce la si può permettere… Ciò che mi sta insegnando l’Amore che provo verso questo mio figlio più fragile e verso la mia famiglia è che bisogna comprendere, studiare, informarsi, e sopratutto non smettere mai di mettersi in gioco…ma la cosa più importante che ho imparato è quella di non permettermi più di giudicare facilmente le famiglie …quante volte si pensa o si dice..questo è frutto di una cattiva educazione..o ancora..non hanno saputo mettere dei limiti ai figli. Dalla mia parte da oggi sospensione di giudizio ( epochè)..e per quanto posso, da docente,aiuto ai genitori nella crescita dei figli.

  36. Grazie Serena per lo splendido contributo, un abbraccio a te e famiglia.

  37. Ilaria

    Buonasera,
    leggendo questi post ritrovo i comportamenti di mio figlio… mi sento di dare delle speranze perchè lui dopo un ciclo di un anno di terapia comportamentale affiancata da una neuropsichiatra infantile ha avuto dei buoni risultati nell’ambito scolastico. Il mio bambino ha sette anni, sta finendo la seconda elementare purtroppo pero’ nei momenti di maggiore stress come la fine dell’anno è piu facile che i suoi comportamenti si accentuino e non è facile gestirlo ne da parte degli insegnanti ne da parte nostra e questo si ripercuote in prima persona su di lui che sente notevolmente il peso di questa situazione.
    Ci vuole tanta pazienza e coraggio che non possono pero’ bastare senza il supporto di insegnanti preparati e specialisti appropriati.
    Quello che vorremmo capire come genitori è se queste tipologie di disturbo tendono effettivamente a migliorare se correttamente affrontate o se rimangono invariate e quindi devono essere costantemente, passatemi il termine “combattute”.
    E’davvero difficile tutti i giorni dover difendere tuo figlio agli occhi degli altri da un comportamento che neanche lui sa di avere.
    Grazie.

  38. Marianna

    Salve, sono un’insegnante di italiano, storia e geografia alle primissime armi. A due mesi dalla laurea mi hanno chiamato per una supplenza a lungo termine in una seconda media dove ho un ragazzino che risponde perfettamente al profilo DOP. Inutile dire che nel mio primo tentativo di contenerlo ho sbagliato metodo e che ora mi sento molto stressata e insicura. Al ragazzo non è stato riconosciuto o certificato un disturbo comportamentale e per questo non dispone di insegnanti di sostegno che lo seguano specificamente e, senza stare qui a dilungarmi sulla situazione, non credo che ne disporrà mai nel resto del suo percorso nell’istituto scolastico. Devo per questo riuscire a gestirlo da sola e la cosa più problematica è che nelle sue opposizioni e provocazioni riesce a coinvolgere anche alcuni compagni (uno in particolare psicologicamente più fragile che usa come “strumento”) amplificando l’effetto. Del resto, nonostante spesso provochi e disturbi anche i compagni, esercita un certo carisma su tutta la classe e quindi molto spesso la lezione a lungo andare si trasforma in un delirio dove non riesco ad andare avanti con le spiegazioni a causa dei continui richiami che devo fare, delle provocazioni che mi vengono lanciate (anche offese), delle interruzioni continue che vengono appositamente fatte da lui o dai suoi “seguaci”. Il suo scopo è sicuramente portarmi al limite per cogliermi in fallo e cercare di mandarmi via (sono una supplente e mi vede anche giovane) incitato dal fatto, c’è da dirlo, che nella scuola gode di una certa impunità a cui si è abituato ed ha imparato a sfruttare (non mi dilungo sui dettagli della situazione). Certamente non posso dire di essere riuscita a creare con lui un contatto e un rapporto di fiducia, semmai di ostilità, ma insegno in questa classe da solo tre settimane, secondo lei è possibile recuperare? Consigli?

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