CHE COSA È LA DISGRAFIA

CHE COSA È LA DISGRAFIA

La disgrafia è un disturbo della scrittura e consiste nell’avere difficoltà a scrivere a mano sia segni grafici che numerici, il cui tracciato appare incerto, irregolare e illeggibile, nella forma e nella dimensione.

Emerge nel bambino dopo i primi anni di scuola primaria (terza) perché inizialmente si confonde lo sforzo ed il disordine nella scrittura con la fatica dell’apprendimento.

La disgrafia è dovuta a deficit di coordinazione motoria che rende difficoltosi movimenti tesi ad un determinato fine; oppure ad una “lateralizzazione incompleta”. Per lateralizzazione si intende quel processo che è alla base della coordinazione mano-occhio che consente movimenti sincroni e precisi come quelli della scrittura.

 

Quali sono i diversi tipi di disgrafia.

1. Nella disgrafia dislessicale la scrittura spontanea di testi è illeggibile specialmente se il testo è complesso. La capacità di scrivere testi dettati oralmente è povera ma il disegno e la copia di testi scritti sono relativamente normali. La velocità della capacità motoria fine è anormale.

2. Nella disgrafia motoria sia lo scritto spontaneo che la copia di testi sono illeggibile. La capacità di scrivere sotto dettatura può essere normale ma il disegno è problematico. La velocità della capacità notoria fine è anormale.

3. Nella disgrafia spaziale i soggetti mostrano una calligrafia illeggibile in tutti gli scritti; sia in quelli spontanei che in quelli copiati. Lo spelling orale è normale ma il disegno è molto problematico.

 

Sintomi.

La mano dei bambini affetti da disgrafia scorre con fatica sul piano di scrittura e l’impugnatura della penna è spesso scorretta.

La capacità di utilizzare lo spazio a disposizione per scrivere è, solitamente, molto ridotta: il bambino non rispetta i margini del foglio, lascia spazi irregolari tra i grafemi e tra le parole, non segue la linea di scrittura e procede in “salita” o in “discesa” rispetto al rigo.

La pressione della mano sul foglio non è adeguatamente regolata; talvolta è eccessivamente forte (per eccesso di tensione) e il segno lascia un’impronta marcata anche nelle pagine seguenti del quaderno, talvolta è debole e la grafia è svolazzante (scarsa tenuta psicofisica).

Il tono muscolare è spesso irrigidito o, al contrario eccessivamente rilasciato.

Sono inoltre frequenti le inversioni nella direzione del gesto, che si evidenziano sia nell’esecuzione dei singoli grafemi che nella scrittura autonoma, che a volte procede da destra verso sinistra. Il bambino disgrafico presenta difficoltà notevoli anche nella copia e nella produzione autonoma di figure geometriche (tende ad arrotondare gli angoli ed a non chiudere le forme).

Anche il livello di sviluppo del disegno è spesso inadeguato all’età; la riproduzione di oggetti o la copia di immagini è molto generica ed i particolari risultano poco presenti. La copia di parole e di frasi è scorretta; sono presenti inversioni nell’attività grafo-motoria ed errori dovuti a scarsa coordinazione oculo-manuale.

La copia dalla lavagna è ancora più difficile, in quanto il bambino deve portare avanti più compiti contemporaneamente: distinzione della parola dallo sfondo, spostamento dello sguardo dalla lavagna al foglio, riproduzione dei grafemi.

Le dimensioni delle lettere non sono rispettate, la forma è irregolare, l’impostazione invertita, il gesto è scarsamente fluido, i legami tra le lettere risultano scorretti.

CHE COSA È LA DISGRAFIATutto ciò rende spesso la scrittura incomprensibile al bambino stesso, il quale non può quindi neanche individuare e correggere eventuali errori ortografici.

Anche il ritmo di scrittura risulta alterato; il bambino scrive con velocità eccessiva o con estrema lentezza, ma la sua mano esegue movimenti a “scatti”, senza armonia del gesto e con frequenti interruzioni: il movimento flessorio pronatorio/supinatorio della mano è disarmonico e influenza negativamente le inversioni del gesto (ad esempio nei risvolti e nei collegamenti) che perdono la naturale curvilineità.

La velocità è alterata in entrambe le direzioni: la scrittura può farsi estremamente lenta (sintomo di enorme sforzo psicofisico) ma anche eccessivamente veloce (sintomo di una sovreccitazione psiconervosa), le forme grafiche sono frammentate, le prassie scollegate tra loro, non sono rispettati gli equilibri della dimensione, spesso sono come “ammaccate“.

In sintesi, la disgrafia è una anomalia del movimento corsivo e della condotta del tratto che si traduce in difficoltà di coordinamento, irregolarità delle spaziature, malformazioni e discordanze di ogni tipo associate ad un tratto di pessima qualità.

 

Cosa causa la disgrafia. CHE COSA È LA DISGRAFIA

Alcune persone con disgrafia mancano solo della coordinazione motoria fine per produrre una calligrafia leggibile; altri invece possono avere tremori fisici che interferiscono con la scrittura.

Alcuni esperti credono che la disgrafia coinvolga una disfunzione nell’interazione tra i due principali sistemi cerebrali che permettono al soggetto di tradurre dal linguaggio mentalizzato a quello scritto (tradizione dal grafema al fonema, dal suono al simbolo e dalle parole mentalizzate a quelle scritte).

Alcuni studi hanno mostrato che l’attenzione condivisa, la capacità mnemonica e la familiarità con il materiale grafico hanno delle conseguenze sulla capacità di scrittura (calligrafia) della persona.

Tipicamente una persona con una calligrafia illeggibile ha una combinazione di difficoltà nella motricità fine, nella capacità di rivisualizzare le lettere e una inabilità nel ricordare i pattern on (coordinazioni) motori per la forma delle lettere.

CHE COSA È LA DISGRAFIA

Disgrafia e collaborazione della famiglia.

Il bambino disgrafico possiede livelli di autonomia quotidiana piuttosto bassi in relazione all’età cronologica. Le difficoltà di coordinazione dinamica e visuo-motoria interferiscono infatti nelle sue prestazioni, che risultano goffe, impacciate, lente e imprecise.

I genitori, d’altro canto, sono spesso portati ad anticipare azioni e ad  eseguirle al posto del bambino ed è per questo che si riscontrano il più delle volte significative ripercussioni anche nell’autonomia personale.

 

Le difficoltà più frequentemente riscontrate sono le seguenti:

– Nell’esecuzione autonoma delle attività quotidiane (vestirsi, lavarsi, prepararsi lo zaino…).

– Eseguire attività quotidiane che richiedono una adeguata coordinazione oculo-manuale e motoria (tagliarsi la carne, mangiare con precisione, allacciarsi le scarpe …).

– Orientarsi nello spazio a disposizione.

– Localizzare i materiali che servono in un determinato momento.

– Tenere in ordine i propri materiali.

– Difficoltà nel gioco costruttivo da effettuare su modello dato.

– Orientarsi nel tempo quotidiano: essere puntuali, saper aspettare il momento giusto, sapere con precisione che momento della giornata stiamo vivendo.

– Sapere più o meno che ore sono.

– Orientarsi nell’orario scolastico( successione delle materie, organizzazione dei compiti…)

– Orientarsi nel tempo prossimale (ieri, oggi, domani…)

– Leggere l’orologio

– Memorizzare i giorni della settimana

– Orientarsi nei giorni della settimana (che giorno è oggi… che giorno era ieri… che giorno sarà domani…)

– Memorizzare i mesi dell’anno e ad orientarsi rispetto alle festività.

La famiglia può collaborare, permettendo al bambino la conquista graduale di nuove competenze legate all’autonomia personale, evitando così che egli possa sentirsi incapace non solo in ambito scolastico, ma anche nella quotidianità e facendo leva sulle reali capacità individuate nel corso dell’osservazione.

 

Raccomandazioni CHE COSA È LA DISGRAFIA  

Il lavoro sulla grafia deve essere costantemente abbinato ad attività di lettura e di ortografia; è quindi consigliabile proporre gli esercizi di scrittura ad esercizi fonologici, metafonologica e di decodifica. CHE COSA È LA DISGRAFIA

Le attività fin qui descritte necessitano di essere, a livelli diversi di difficoltà, periodicamente riproposte al bambino disgrafico; le sue acquisizioni, infatti, procedono con lentezza, il suo processo di sviluppo grafo – motorio ha bisogno di essere sollecitato, incoraggiato e gratificato, affinché la motivazione ad apprendere rimanga viva e le conquiste maturate permangano nel tempo.

Indicazioni utili per la diagnosi e la terapia sono contenute nel libro: Disgrafia e difficoltà grafo-motorie, Edizioni Centro Erickson, Trento.

 

Articolo scritto dal Collega pedagogista e Insegnante Dott. Antonio Cosmai.

 

Spero che questo articolo ti sia stato utile.

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