BAMBINI DISATTENTI, IPERATTIVI E IMPULSIVI

BAMBINI DISATTENTI, IPERATTIVI E IMPULSIVI

Non ti direi niente di nuovo se affermassi quanto possa essere difficile fare lezione con un bambino definito “iperattivo”, e quanto questo richieda impegno. La scuola è uno degli ambienti in cui le difficoltà del bambino con questo tipo di disturbo sono più evidenti, di conseguenza l’atteggiamento adottato dagli insegnanti con lui è fondamentale per qualsiasi intervento, al fine di ridurne i sintomi. BAMBINI DISATTENTI, IPERATTIVI E IMPULSIVI

 

Le informazioni che stai per acquisire ti permetteranno di ridefinire le attribuzioni scoprendo presto che l’alunno iperattivo non si comporta così perché vuol fare impazzire le maestre, ma perché soffre di un disturbo specifico che lo porta in maniera “naturale” a mantenere determinati comportamenti.

BAMBINI DISATTENTI, IPERATTIVI E IMPULSIVI

Spesso infatti il docente può sentirsi minacciato nella propria immagine e nella propria autostima per le difficoltà che incontra nel contenere il comportamento dell’alunno.

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Questo disagio può portare ad una progressiva diminuzione della capacità di controllare le proprie reazioni nei confronti del bambino e quindi, ad aumentare gli atteggiamenti punitivi.

Se poi l’alunno manifesta frequenti comportamenti aggressivi verso i compagni, l’insegnante vivrà uno stato continuo di ansia riguardo alla sicurezza degli altri alunni.

Ad aggravare la situazione, quasi mai vi sono degli interventi specifici guidati da esperti sugli insegnanti che spieghino come affrontare didatticamente questo tipo di situazioni, ma noto con dispiacere che spesso gli insegnanti vengono lasciati soli in questo arduo compito e che con grande fatica fanno il loro meglio per ristabilire una quiete minima per poter affrontare la lezione; del resto non si può affrontare ciò che non si conosce.

 

Partendo dal presupposto che come ben sai; ogni intervento va adattato alle caratteristiche del soggetto in base all’età,  alla gravità dei sintomi, ai disturbi secondari, alle risorse cognitive, alla sua  situazione familiare e sociale, dobbiamo riconoscere che:

 

Alcune informazioni di valore applicabili nella sua gestione, possono senza dubbio fare la differenza.

 

L’apprendimento dei consigli spiegati nell’articolo che stai leggendo, se applicate con costanza e precisione, non tarderanno a dare i loro frutti ed il tempo impiegato per la loro attuazione risulterà un buon investimento per l’intera classe.

Di fatti, come io stesso ho potuto largamente sperimentare, solamente l’ausilio di una serie di informazioni dettagliate sulle caratteristiche del disturbo consentono all’insegnante di assumere un atteggiamento più costruttivo nel rapporto con il bambino e lo aiuta di fatto ad aumentare la propria capacità di autocontrollo emotivo indispensabile per trattare tali disturbi.

Mi preme  sottolineare che i consigli che stai per leggere avranno una maggiore  efficacia se tutti gli educatori sentono di formare un team per aiutare il bambino e non si fermano ad uno sterile, quanto improduttivo, gioco di sapere e potere.

Dunque più riuscirai a coinvolgere in queste pratiche i tuoi colleghi e più queste risulteranno efficaci.

Queste procedure diventano più idonee se le utilizzate in classi non troppo numerose in modo che tu ti possa trovare in una posizione migliore, per fornire un feedback  e un rinforzo immediato al bambino, o in situazioni dove un sostegno alla classe è disponibile.

BAMBINI DISATTENTI, IPERATTIVI E IMPULSIVI, 

Devi innanzi tutto essere consapevole che diversi studi hanno dimostrato largamente quanto:

 

Il diverso atteggiamento degli insegnanti con il bambino disattento/iperattivo ha un forte impatto sulla modificazione del suo comportamento.

 

Il bambino nasce già con una predisposizione a sviluppare il disturbo e che con la crescita e in base alle caratteristiche dell’ambiente, la gravità dei sintomi e la loro durata si possono modificare accentuandosi o riducendosi.

Questo concetto è molto importante per dividere le cause dai fattori di aggravamento e miglioramento e sarà il nostro più grande motivatore all’azione:

 

Anche se esistono delle cause innate non vuole dire che il destino è già segnato, anzi ci sono amplissimi margini di modificazione.

 

Se avrai avuto modo di metterti alla prova con situazioni di questo tipo, avrai ben capito che le classiche misure disciplinari sembrano sortire poco effetto e che anzi paiono essere controproducenti; minacce, oppositività, rimproveri hanno conseguenze temporanee e che spesso il comportamento problema ricomincia a ripresentarsi poco dopo.

 

Due informazioni di valore potranno aiutarti immediatamente:

  • conoscere il disturbo.
  • apprendere le 3 strategie più efficaci che riducono i comportamenti dirompenti ed inadeguati

 

In realtà,  l’iperattività è uno dei sintomi di quella che viene definita ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder), sigla che sta per Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività.

L’ADHD è un disturbo neurobiologico diagnosticabile che, se non viene correttamente trattato, può incidere pesantemente su tutti gli aspetti della vita dei bambini e delle loro famiglie.

La diagnosi di ADHD è di competenza del Neuropsichiatra infantile o di altri operatori della  salute mentale dell’età evolutiva, con specifiche competenze sulla diagnosi e terapia dell’ADHD e si  basa sulla raccolta di informazioni fornite dai genitori e dagli insegnanti e sull’osservazione e valutazione clinica del bambino da parte dello specialista.

Ti basterà sapere che L’ADHD è un disturbo dovuto alla disfunzione di alcune aree e di alcuni circuiti del cervello ed allo squilibrio di alcuni neurotrasmettitori (come noradrenalina e dopamina), responsabili del controllo di attività cerebrali come l’attenzione e il movimento e che è un disturbo ad eziologia multifattoriale, di fatti i fattori responsabili della sua manifestazione sono diversi: genetici, neuro-biologici, ambientali.

 

Come si presenta il disturbo?

I manuali diagnostici (DSM-IV pubblicato dagli psichiatri americani e ICD-10 pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) elencano una serie di comportamenti che riguardano la manifestazione frequente di: Disattenzione, Iperattività, Impulsività.

Avrai notato che questi sintomi non sono rari nei bambini, anzi sono comportamenti che tutti quanti manifestano, o almeno molti di essi.

Il problema dei bambini che presentano questo disturbo è che manifestano un numero elevato di questi sintomi, in modo frequente e per un periodo persistente e provocano una compromissione nel funzionamento del bambino.

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Ad aggravare la situazione si osserva poi che i bambini con questo tipo di disturbo, molto spesso non presentano solo questi sintomi, ma nella quasi totalità presentano anche altre caratteristiche secondarie, non raggiungono una gravità tale da meritare una diagnosi associata ma che comunque creano problemi al bambino e alle persone che vivono vicino a lui.

Ma quali altri disturbi possono accompagnare l’ADHD?

I bambini e gli adolescenti con ADHD possono manifestare anche altri disturbi psicologici e psichiatrici in contemporanea (comorbilità). Nell’ 80% dei casi l’ADHD si associa ad altri disturbi

 

Meno frequenti (fino al 20%).

  • Tic
  • Depressione
  • Disturbi dello spettro autistico
  • Ritardo Mentale

 

Molto frequenti (più del 50%).

 

Frequenti (fino al 40%).

 

  • Apprendere strategie che riducono i comportamenti dirompenti ed inadeguati.

Avrai notato come questo disturbo spesso si presenti in superficie con strategie di difesa: fare il buffone, fare dei versi, provocare,  discutere, pretendere, svignarsela e mentire che si traducono abbastanza spesso da parte degli adulti in aspre critiche, esclusione, punizione, etichettatura che determina a sua volta un ulteriore aumento dell’irritazione sia nel bambino che dell’adulto stesso.

 

Le punizioni severe, note scritte o sospensioni, non modificano il comportamento del bambino, se non in maniera temporanea.

 

Quali sono dunque le 3 strategie con  bambini disattenti, iperattivi e impulsivi che ti faranno fare la differenza?

 

1) instaura delle routine.                                                

 

2) stabilisci delle regole e il costo della loro infrazione.

 

3) organizza meglio gli spazi.

 

 

Andiamole a vedere nel dettaglio.

 

1.  INSTAURA DELLE ROUTINE. 

Devi sapere che il bambino con ADHD è poco abile nel fare stime realistiche di grandezze, tempi, quantità, dunque devi abituarlo a lavorare con tempi stabiliti che si traduce nell’aiutarlo a valutare, pianificare e organizzare il lavoro.

Tutte le regolarità e le scadenze prestabilite lo aiutano a comprendere quali saranno gli eventi più probabili nella giornata.

 

Più routine si realizzano meno instabile sarà il comportamento

 

Innanzi tutto, dato il forte stress a cui i compiti cognitivi sottopongono il bambino, ti converrà stabilire con chiarezza quando si debba iniziare a lavorare in classe e come saranno distribuite le pause, queste verranno possibilmente concordate con il bambino presentandogli le attività con una scansione temporale spezzettata e non troppo lunga, commisurata alla sua capacità attentiva (che tenderà con l’esercizio ad aumentare), possibilmente attraverso le modalità a lui più gradite.

 

Esempio di possibili routine

  • routine di inizio lezione (prendere visione di tutto il materiale utile per la lezione)
  • presentazione delle attività della giornata
  • scansione dei tempi di lavoro
  • pause concordate
  • dettatura compiti per casa e controllo

 

2. STABILISCI DELLE REGOLE CHIARE E IL COSTO DELLA LORO INFRAZIONE.  

Avere regole chiare e conosciute da tutti aiuta tutta la classe e non solo il bambino in difficoltà, dunque far comprendere con chiarezza e in anticipo quali azioni sono errate contribuisce a prevedere gli esiti e le conseguenze. 

Tali buone prassi, maggiormente saranno  consolidate e acquisite in una classe in cui il bambino è inserito e più è probabile che lo stesso si conformi ad esse.

Buona abitudine da seguire è quella che  stabilisci delle regole che condividi e discuti con i bambini possibilmente dando loro l’opportunità di approvarle o modificarle (nella forma ma non nella sostanza chiaramente).

 

Ricorda che:

  • le regole devono essere proposizioni positive e non divieti
  • devono essere semplici ed espresse chiaramente
  • devono descrivere azioni in modo operativo
  • dovrebbero utilizzare simboli pittorici colorati
  • devono essere poche (8-10)

 

Proposte e non divieti

  • Vietato alzarsi dal posto prima del suono della campana
  • Vietato parlare senza avere alzato al mano
  • Alzarsi dal posto appena la campana suona
  • Tenere alzata la mano per 5 secondi per chiedere la parola

 

Costo della risposta.

Ti ho già suggerito in altri articoli che diverse ricerche hanno stabilito come in educazione sia più efficace proporre in alternativa al comportamento inadeguato la perdita di un privilegio o di un’attività gradevole, piuttosto che erogare una punizione e che nel farlo devi utilizzare il tuo buon senso nel determinare una  relazione equa tra punizione e gravità dell’azione.

Non scordare mai di mantenere chiarezza nella verbalizzazione dei motivi per cui stai facendo perdere il privilegio e fornisci indicazioni su quali potrebbero essere  i comportamenti adeguati e corretti da seguire in futuro, dunque poni l’attenzione sulla riflessione delle possibili alternative (questo devi farlo con bambini che abbiano un minimo di 7/8 anni in poi non prima).

 

3. ORGANIZZA MEGLIO GLI SPAZI E LA TUA LEZIONE.

Possono esserti di aiuto piccole modificazioni alla struttura della classe, al formato e alla durata delle lezioni. Per esempio, un bambino iperattivo potrebbe avere posizionato il suo banco vicino alla cattedra.

Questo rende più facile, per te, monitorare i progressi dei comportamenti appropriati per il lavoro e per la ricompensa al compito.

Per i bambini che sono estremamente distraibili, può essere di aiuto essere inseriti in classi con pochi studenti, sebbene, la sistemazione del bambino in un’area senza distrazioni, completamente separato dai suoi pari, abbia poche probabilità di essere efficace, fallo dunque solo in rare occasioni o per compiti specifici.

Per quanto  riguarda invece le modifiche più significative che puoi apportare alla tua lezione, se non lo fai già, converrebbe che quando spieghi o dai delle istruzioni per eseguire dei compiti è importante che tu  ti accerti del livello di attenzione del bambino: spesso infatti il bambino iperattivo è fisicamente e  mentalmente occupato a fare qualcos’altro (roteare penne, guardare o chiamare i compagni) e  dunque è probabile che non ti stia ascoltando.

 

Poni attenzione anche sulle tue consegne che devono contenere

delle istruzioni semplici e brevi.

 

E’ fondamentale che tu ti assicuri che il bambino abbia compreso le istruzioni di un compito e in generale il contatto oculare è la tecnica più efficace che puoi usare per controllare l’attenzione del bambino e per verificare che la comprensione sia avvenuta, prima di cominciare potresti chiedere al bambino: cosa dei fare?

Prima di concludere, occorre che tu  tenga presente che non vi è un rimedio assoluto, ma non dimenticando la gravità e la persistenza dei sintomi della ADHD possiamo riconoscere che attraverso un trattamento appropriato e considerando che tali disturbi risentono notevolmente delle variabili ambientali, si può raggiungere un adeguato benessere globale, in quanto si tratta di un disturbo pervasivo che coinvolge tutti gli ambiti di vita del bambino e…

 

Noi come insegnanti possiamo fare la differenza in una parte di essa, soprattutto se riusciamo a far sentire il bambino accettato e sostenuto difronte alle sue tante difficoltà.

 

Concludo l’articolo con  l’intervento del Prof. Paolo Curatolo, Responsabile dell’Unità di Neuropsichiatria del Policlinico Tor Vergata di Roma che ci spiega l’importanza di intercettare il disturbo il più precocemente possibile, possibilmente in età prescolare cogliendo quei sintomi classici che lo caratterizzano per evitare le difficoltà di inserimento sociale nel gruppo dei compagni e per non lasciare che la difficoltà di concentrazione possa portare a delle difficoltà di apprendimento in bambini peraltro molto intelligenti.

 

BAMBINI DISATTENTI, IPERATTIVI E IMPULSIVI

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BAMBINI DISATTENTI, IPERATTIVI E IMPULSIVI: LE 3 STRATEGIE PIÙ EFFICACI. .pdf (8517 download)

STRATEGIE PER GESTIRE IN CLASSE I BAMBINI CON ADHD: 

SUGGERIMENTI-PER-STRATEGIE-ADHD.pdf (8547 download)

 

RISORSE CONSIGLIATE PER TE SULLO STESSO ARGOMENTO: COME GESTIRE UN BAMBINO IPERATTIVO A SCUOLA.

Se hai voglia di confrontarti con me contattami pure sulla mia pagina Facebook: DIDATTICA PERSUASIVA.

 

IO SONO DALL’ALTRA PARTE DELLA RETE. 

BAMBINI DISATTENTI, IPERATTIVI E IMPULSIVI

Sull'autore
35 Comments
  1. erica rizzato

    Interessantissimo

  2. Sono contento che le piaccia.

  3. luisa

    Salve…ho avuto modo di leggere il suo articolo e mi è parso molto intetessante. Io sono un’insegnante di ruolo nella scuola primaria da solo un anno…adesso ho una classe prima di 25 alunni e un caso di ADHD non diagnosticato. Il bambino in questione oltre a rendere difficilissime le lezioni (gira tra i banchi, disturba e picchia spesso i compagni…), ha frequenti crisi violente che lo portano a divincolarsi, buttarsi a terra, strillare, tirare calci ai banchi..rifiuta naturalmente di scrivere, prendere il quaderno…per un periodo ha lavorato bene al computer, ma le colleghe di classe non erano d’accordo sul fatto che il bambino facesse attività differenti dal resto della classe e quindi ora rifiuta anche i momenti con il computer…insomma qualsiasi attività scelga per tenerlo tranquillo (disegno,gioco alle tic o altro) è visto male e vengo continuamente ripresa e accusata di lasciare troppo “fare” al bambino…sono disperata, non so che strada prendere…la mia collega usa la “linea dura” , riesce così a tenerlo seduto e scrivere con il risultato però che con me esplode…ora dopo la pausa di Natale siamo punto e a capo…cosa fare?

  4. maestralaura

    Con il bambino della mia classe abbiamo già sperimentato tutte queste strategie, aiutate anche dall’insegnante di sostegno e dalla psicologa del bambino stesso. Purtroppo attualmente non stiamo ottenendo nessun risultato positivo, anzi l’alunno sta attraversando un periodo oppositorio difficile da gestire.

  5. Maria Laura Celli

    molto interessante ed espresso in modo chiaro e facile da capire.Ma una mamma come deve comportarsi nell’aiutarlo nei compiti a casa?Grazie!!

  6. Serena

    Molto interessante e di facile applicazione.

  7. Rilegga l articolo attentamente proponga le idee alle aue colleghe, se rifiutano le segua da sola, non tarderà ad avere risultati. Buon lavoro.

  8. Legga l articolo sempre sul blog relativo alla gestione del bambino con disturbo oppositivo provocatorio potrebbe tornarle utile.

  9. Maria Laura a casa può seguire le regole che trova descritte nel secondo punto, ma a casa il discorso cambia le dinamiche famigliari sonobben altra cosa. Non potrei darle due consigli in 5 righe ma posso dirle che troverà dei benefici nell applicare le atrategie descritte nella rticolo. Buon lavoro. P.s. abbracci suo figlio da parte mia.

  10. Grazie Serena sono felice lo trovi utile. A presto e buon lavoro.

  11. Maurizia Di Pinto

    Apprezzo la tua teoria e nel mio piccolo con scienza e con coscienza ho messo in atto strategie similari …ma per avere risultati è necessario che più forze educative lavorino in sinergia di intenti….altrimenti tutto è vano. È necessario che colleghe e famiglie agiscano in armonia. ..e ti garantisco che non è facile ottenere ciò. Comunque….io. ..noi.. NON CI arrenderemo .

  12. Esatto! È questo lo spirito giusto. Punto.

  13. paola

    Paola
    Luisa io vivo una situazione pressochè identica alla tua … mi piacerebbe confrontarmi con te, è possibile? Grazie

  14. luisa

    Ma certo Paola mi sarebbe molto utile un confronto…

  15. luisa

    Grazie davvero! Seguirò i suoi consigli…ma pensa sia un errore far svolgere al bambino attività per lui gradite ma differenti da quello che il resto della classe fa? Grazie e scusi ancora!

  16. No non è sbagliato se inserito in una programmazione che poi lo portino quanto più vicino alle attività della classe. Buon lavoro! 🙂

  17. paola

    Sai io sono demoralizzata, non ce la faccio più per me la situazione sta diventando insostenibile dal punto di vista psicologico… tu come fai ?

  18. Oronzo De luca

    La scelta migliore e collaborazione famiglia, insegnante e bambino, magari seguito da un neuropsichiatra infantile, con adeguate profilassi di sostegno.

  19. E quando nonostante tutti gli accorgimenti messi in atto (banco vicino alla cattedra, assegnazione di incarichi per farli muovere e scaricare la tensione, contatti settimanali con la famiglia per comunicare progressi o meno…) si rifiutano di rispettare le regole? Non eseguono semplici e brevi attività, mangiano e bevono durante la lezione, gridano e lanciano oggetti? Insegno in una scuola secondaria di I grado.

  20. lilianapasseri

    Molto interessante

  21. Roberto

    Buongiorno,
    sono Roberto,37 anni, fin da piccolo iperattivo con disturbi dell’attenzione ed irrequietezza
    generale.All’epoca l’attenzione che si pone oggi verso i bambini “agitati” era molto
    inferiore,attualmente invece c’e’ la possibilita’ di essere seguiti,consigliati,educati.
    Vorrei semplicemente aggiungere un pero’….
    Ho tribolato dall’asilo alle elementari,bocciato “all’esordio” alle scuole medie(prima) a causa del comportamento.
    Le scuole superiori sono state piu’ facili dal punto di vista comportamentale in quanto l’iperattivita’
    stava iniziando la sua discesa,lasciando spazio alla consapevolezza di un ragazzino di 15/16 anni pronto ad affrontare amori,responsabilita’ seppur minime, gioie e sofferenze,anche quelle proporzionate all’eta’.Ho iniziato a lavorare presso un’azienda,ma a 21 anni decisi di intraprendere l’affascinante (per me) mondo imprenditoriale.Sapevo cosa volevo,sapevo cosa rischiavo,non sapevano nulla i miei genitori .Ho lavorato 16 ore al giorno per due anni,dopo di che iniziarono le soddisfazioni economiche.Vendetti l’attivita’ e ne aprii un’altra piu’ grande,che ando’ cosi’ cosi’,vendetti quella e ne avviai una differente perche’ negli anni 2000 iniziavano a cambiare alcune situazioni,ed ando’ bene.Fortunato,determinato.Oggi ho la mia famigliola composta da moglie e due bambini di 4 e 7 anni,una vita normale,qualche anno trascorso con difficolta’ economiche,qualche anno trascorso senza,qualche periodo attraversato da tanti impegni
    familiari,tanti periodi trascorsi felice della mia bella famigliola.
    Tutta questa storia raccontata in maniera sintetica ed approssimativa l’ho scritta per dare una mia piccola testimonianza:
    La mia vita fin da piccolo e’ stata un disastro,sembrava avessi la dinamite al posto del cuore,ero un capriolo impizzarrito,mai fermo,ho creato tanti dispiaceri ai miei genitori,o forse piu’ che dispiaceri delusioni.La mia fortuna e’ stata la mia buona educazione.Grazie,prego,mi scusi,senza mai passare davanti ad un mio compagno per fare prima.Questo e’ il solo ricordo positivo della mia infanzia.Non venivo capito dalle maestre,dalle mamme dei miei amichetti e compagni.
    Nulla e’ servito a rendermi piu’ “tranquillo” durante tutta la mia giovinezza,nulla.
    Oggi sono un uomo tranquillo,creativo,molto creativo con una punta di sensibilita’ sopra la media
    che a volte non guasta affatto,anzi mi tiene piu’ vicino ed in sintonia con mia moglie.
    Volete ridere ora?
    Mio figlio ,sembra la mia fotocopia.
    Non in senso metaforico.
    E nemmeno fisicamente……..
    Fatemi un imbocca al lupo,perche’ per quanto possa fare,provare,e conoscendo
    alla perfezione” la materia”,si puo’ solamente tamponare la cosa,smussare qualche
    angolino iperattivo,ma domarlo e’ IMPOSSIBILE.
    Un salutone a tutti,spero la mia esperienza possa servire a qualcuno…
    Roberto

  22. GRAZIE ROBERTO DAL CUORE per la tua testimonianza e sensibilità per averla condivisa. Un abbraccio.

  23. Roberto

    Grazie a te Leonardo,sia per l’articolo, sia per la cortesia con la quale ti poni nei confronti degli utenti che commentano.
    Contraccambio ben volentieri l’abbraccio

  24. Buongiorno,
    sono una mamma di 39 anni e leggendo quanto scritto sopra ho rivisto tutti i sintomi in mio figlio che oggi ha 9 anni e mezzo, già da piccolo è stato iperattivo e continua, malgrado tutte le punizioni e note a scuola e casa ad avere dei comportamenti sbagliati….. non sappiamo più “che pesci prendere”…. a scuola è un continuo bisbigliare delle maestre nei confronti di mio figlio, ormai segnalato come disturbatore della classe….anche se mi dicono che è molto intelligente nell’apprendere e potrebbe fare di più ma a causa del suo comportamento tutto gli si ritorna contro: – torna a casa nervoso e riversa in me tutti i suoi problemi che ha riscontrato in classe con amici e maestre su cose futili ….tipo figurine sequestrate dalle maestre, o amichetti che danno sempre la colpa a lui anche se non è stato, però ormai preso di mira,….a casa è un continuo gridare perchè non si stà un minuto fermo e fa sempre i dispetti al fratellino di 2 anni, finisce di mangiare per giunta seduto male e inizia ad alzarsi creando scompiglio anche a tavola e ovviamente io o mio marito iniziamo a gridare. Il padre, che oggi è un uomo abbastanza posato, anche lui da piccolo era così ed anche peggio (detto dalla mamma), non è molto paziente e quindi quando è a casa lo sgrida molte volte, e a volte si becca anche sculacciate per il suo modo di fare…molte volte il padre o anche io stessa gli diciamo che se non si comporta bene lo mandiamo in un collegio; adesso che ho letto tutto questo mi rendo conto di aver sbagliato. Tutti mi dicono che per l’età che ha è ancora piccolo, xchè fà e dice cose che i bambini di 9 non farebbero/direbbero, mi sento frustrata perchè mi chiedo sempre dove abbiamo sbagliato io e mio marito…. mi sono chiesta più volte se è per colpa nostra se lui si comporta in questo modo…
    Leggendo la storia di Roberto mi sorge una domanda rivolta a lui: ma i suoi genitori quando era piccolo hanno provato a fare qualcosa o con l’età poi è cambiato da solo, vorrei sapere se poi con il passare degli anni questo problema rimane o si supera.
    In attesa di un vostro commento saluto tutti.

  25. Ciao Enza, io ti consiglio, per toglierti ogni dubbio, di rivolgerti ad uno specialista perché nell eventualità il disturbo esistesse verrà certificato e attraverso l iter dedicato il bambino avrà l aiuto che merita. NON AVERE PAURA DI FARE QUESTO PASSO. L’ iperattività di solito si attenua di molto in fase adolescenziale ma se il bambino non riceve adesso l aiuto che merita (se lo merita – questo lo decide come detto lo specialista) potrebbe risentirne, soprattutto la sua autostima. Abbracci suo figlio da parte mia. A presto.

  26. Roberto

    Buongiorno Enza,
    tu e tuo marito non avete colpe.La frustrazione piu’ grande e’ vedere come gli sforzi per educare il proprio figlio siano vanificati, o meglio non siano mai emersi.
    Magari tutto cio’ che piu’ da noia e’ esattamente cio’ che incarna il comportamento di vostro figlio.
    Mai avreste pensato che il vostro figlioletto maggiore sarebbe “uscito cosi'”…
    Quando notavate in giro genitori correre dietro ed urlare al loro figlio, pensavate magari dentro di voi:” ma guarda un po’ come sbraitano quei due la’…..non sono capaci nemmeno di farsi ascoltare da un bambino, insomma non hanno mai dato regole e ora cercano di contenerlo…..”
    Da fuori chi non penserebbe cosi’?
    Ma da dentro invece e’ diverso !!
    Notavo una banale ma significativa situazione,quando ero alle scuole medie.Molti genitori
    pacati,sensibili, insomma quei bei genitori che si puo’ desiderare,avere figli “ribelli”.Altri che avevano genitori ,diciamo superficiali, che a stento seguivano con attenzione il proprio figlio,parevano tranquilli o comunque meno agitati nella media.Per fare un esempio estremo,solo ad una gran madre poteva capitare un figlio come Sant’ Agostino,per intenderci.Certo, l’esempio forse non sta in piedi,pero’……
    Il carattere di un bimbo,per quanto sia piccolo,e’ inciso nel DNA per il 50%, l’altro 50 si modella piano piano secondo educazione,cultura,usanze,ritmi,ideologie,esperienze personali ecc…
    Questa mia certezza,ha una base piu’ che scientifica: in una famiglia composta da quattro figli, non ne esisteranno mai 4 simili,4 iperattivi,4 intelligenti,4 dormiglioni 4…. avranno qualcosa in comune,sicuramente, ma ad ognuno una sfumatura diversa,a seconda di come interpreta la vita,a seconda del proprio carattere,ed anche di come percepisce l’educazione…
    Non sono qualificato per dare un consiglio, ma mi sento in dovere di tranquillizzarti perche’
    il fatto che ti stia cosi’ tanto preoccupando,significa che stai dando anima e corpo per crescere i tuoi figlioletti con amore e sani princìpi.Tutto il resto verra’ da se.
    In bocca al lupo, fatti coraggio e cerca di comprendere che anche tuo figlio e’ un “capriolo” imbizzarrito,ma quando trovera’ il modo di veicolare,incanalare quella iperattivita’,sapra’ darti molte piu’ gioie di un figliolo “normalmente tranquillo”.

    (I miei genitori non hanno mai preso di petto la situazione,un po’ per ignoranza,un po’ perche’
    anche per loro ” ogni scarrafone e’ bello a mamma sua” .Per intenderci, mi vedevano agitato,ma non davano peso seriamente alle parole di insegnanti e vicini di casa.Oggi per fortuna c’e’ piu’
    consapevolezza,c’e’ la rete, un aiuto enorme, ci sono persone preparate come Leonardo che sanno consigliarti/indirizzarti e strutture adatte ad affrontare i casi.La mia esperienza e quella di un altro mio conoscente e’ stata quasi la medesima,tra la fine delle medie e i primi anni di superiori ando’ scemando l’iperattivita’.)
    Un salutone
    Roberto

  27. Enza

    Grazie Roberto,
    buona serata.

  28. Alessandra

    Salve Leonardo ed a chi legge! Io ho una prima classe di scuola primaria con 27 alunni e due di essi,su cui non mi permetto di fare diagnosi poichè ne’ gli insegnanti della scuola dell’infanzia nè i genitori(tra l’altro uno è stato adottato da poco) sono riusciti o hanno voluto farli certificare, presentano i problemi comportamentali degli ADHD e,tra l’altro uno,spesso, mette in pericolo sè stesso e gli altri. Pur avendo la specializzazione per il sostegno, più di trent’anni di servizio, conoscendo ed applicando le tecniche della psicologia comportamentale e quelle da te consigliate e, non avendo che una sola ora di compresenza e nessun,dico,nessunissimo aiuto nè (se non quello di qualche collega di altre classi che si muovono a compassione di noi ed ogni tanto accolgono uno dei due bambini),nè sostegno in classe,ti assicuro che ogni giorno di scuola, nonostante tutta la passione che ho sempre avuto per il mio lavoro,mi sembra di dover andare in guerra perchè due casi di questo tipo insieme fanno per sei. Aggiungendoci i genitori degli altri 25 che sono preoccupati e ci stanno col fiato sul collo con la preoccupazione del programma strettamente disciplinare,ti chiedo: Che speranze abbiamo,io e la mia collega di restare sane di mente fino alla fine dell’anno? E…a parte la drammatica ironia : Quali consigli in più potresti darci? Ti ringrazio anticipatamente. Alessandra.

  29. Rosa Tala

    Grazie articolo e parere medico molto chiari e utili!

  30. Grazie Rosa per essere con noi, buon proseguimento sul Blog.

  31. Patrizia

    Salve….sono anch’io un’insegnante di scuola Primaria alle prese con un bimbo con disturbo ADHD ‘.L’articolo e’ molto interessante ed e’ sicuramente un aiuto in piu’ per comprendere il mondo interiore di un bambino affetto da questo disturbo….molte delle strategie indicate sono state utilizzate con il bimbo in questione,ma sono servite a poco..E’ un disturbo complesso ,direi addirittura ingestibile in certi momenti Per quella che e’ la mia esperienza infatti il bambino e’ spesso aggressivo fisicamente e verbalmente nei confronti dei compagni…..talvolta anche con gli insegnanti……mi chiedo:e’ giusto che gli altri bambini,peraltro molto tolleranti,debbano subire tale aggressivita’ fisica e verbale?Non hanno loro il diritto di vivere il tempo scuola serenamente che sarebbe una condizione”indispensabile”per favorire la concentrazione e l’apprendimento? Perche’ agli alunni affetti da questo disturbo,che porta grande scompiglio in una classe,vengono concesse cosi’ poche ore di sostegno?

  32. Angela

    Buonasera
    La mia realtà è di un ragazzino di 14 anni,agitato ,irrequieto e disobbediente sin dai primi anni ma mai fino all’anno
    Scorso ,mentre frequentava la terza media ,nessuno mi aveva posto la domanda se mio figlio fosse un iperattivo.
    Ho contattato una psicologa e fatto diversi incontri con tutti i componenti della famiglia (marito e altri 2 figli 17/3 anni) ma secondo lei non era questo il caso.
    Ad oggi invece Daniel frequenta la prima superiore e al colloquio con tutti i docenti hanno riscontrato che il suo comportamento coincide con quello di un ragazzo ADHD.
    Io e mio marito soffriamo molto questa situazione in quanto al di là della sua irrequietezza è un ragazzo che non vuole rispettare regole,imposizioni di compiti di doveri dentro e fuori casa con altra gente.
    Anche noi ci chiediamo continuamente dove abbiamo sbagliato ma adesso leggendo le vostre testimonianze inizio a pensare che se così fosse,non lo fà per protesta o per disturbare volontariamente.
    La scuola chiede di far sì che questo venga certificato in quanto verrebbe aiutato o non bombardato da continue note e punizioni che oltretutto a lui non fanno male quanto a noi genitori
    Abitiamo a Milano a chi ci possiamo rivolgere?
    Ringrazio anticipatamente
    Angela

  33. Buon giorno Sig.ra Angela ma davvero non so chi consigliarle in quella zona sono molto lontano da quell’area professionale, in ogni caso spero lei possa trovare qualcosa di utile sul Blog. Arrivederci.

  34. Alessia

    Buongiorno sono la mamma di un bimbo di 6 anni che frequenta la prima elementare, le maestre sono esasperate dal comportamento irrequieto e provocatorio di mio figlio, dicono che picchia tutti è disattento,fa continui scherzi ai compagni, rendendo difficili le lezioni. Mi hanno chiesto di fargli fare una visita da una neuropsichiatra infantile ma mi è stato detto che non ha nulla che non va, di dargli dei no perché è solo un bambino viziato. I compagni mi fermano per farmi il “resoconto” di ciò che fa in classe di sbagliato, le madri mi guardano con aria di disappunto come se avessi partorito un alieno, cercano di evitare il contatto dei loro figli con il mio al parco pensando forse ad un contagio..chissà,malgrado questo al parco tutti i bambini gli corrono in contro e lo eleggono sempre a comando di qualsiasi gioco, non si arrabbia mai sempre sorridente, gli piace fare il pagliaccio per far ridere i compagni e io non capisco più come devo comportarmi perché sono sicura che in classe respira aria di disagio e incomprensione, più di una volta chiedendogli il motivo del suo comportamento in classe mi ha risposto piangendo che lui ci prova ma non ce la fa e non sa perché come se non si rendesse nemmeno conto della gravità di ciò che fa, per lui è solo tutto un gioco.

  35. Buon pomeriggio Sig.ra Paola la situazione è abbastanza complessa e attraverso una visione esterna quale posso offrirle in questo momento non risolverebbe un granchè; le consiglio di farsi seguire per un po’ di tempo da un pedagogista che saprà certamente indicarle la strada migliore per risolvere il suo momentaneo disagio. Buon pomeriggio.

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