DIDATTICA PERSUASIVA

13 STEP PER LA GESTIONE DEL BAMBINO IPERATTIVO IN CLASSE.

GESTIONE DEL BAMBINO IPERATTIVO IN CLASSE

In considerazione della sempre maggiore e segnalata presenza nelle scuole di alunni con diagnosi di «Disturbo da Deficit di Attenzione/ Iperattività» (ADHD, acronimo per l’inglese Attention Deficit Hyperactivity Disorder) si propongono indicazioni e accorgimenti didattici volti ad agevolare il percorso scolastico di detti alunni alla luce del documento sottoscritto da Airipa (Associazione Italiana Ricerca e Intervento nella Psicopatologia dell’Apprendimento), Sinpia (Società Italiana di NeuroPsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza), Aidai (Associazione Italiana per i Disturbi di Attenzione, Iperattività e patologie correlate), Aifa (Associazione Italiana Famiglie ADHD Onlus) e pubblicato sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

Si premette che l’ADHD è presente in circa l’1% (fonte Istituto Superiore di Sanità) della popolazione infantile, ha una causa neurobiologica e si caratterizza per la presenza di sintomi di disattenzione, impulsività/iperattività, riconducibili a difficoltà nell’autocontrollo e nelle capacità
di pianificazione e non attribuibili a un deficit dell’intelligenza.

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Descrizione degli alunni con ADHD.
Molti bambini e ragazzi possono presentare comportamenti di disattenzione e/o irrequietezza motoria, tuttavia gli alunni che presentano tale disturbo hanno difficoltà pervasive e persistenti nel:

selezionare le informazioni necessarie per eseguire il compito e mantenere l’attenzione per il tempo utile a completare la consegna;

resistere a elementi distraenti presenti nell’ambiente o a pensieri divaganti;

seguire le istruzioni e rispettare le regole (non a causa di comportamento oppositivo o di incapacità di comprensione);

utilizzare i processi esecutivi di individuazione, pianificazione e controllo di sequenze di azioni complesse, necessarie all’esecuzione di compiti e problemi;

regolare il comportamento, che si caratterizza quindi per una eccessiva irrequietezza motoria e si esprime principalmente in movimenti non finalizzati, nel frequente abbandono della posizione seduta e nel rapido passaggio da un’attività all’altra;

controllare, inibire e differire risposte o comportamenti che in un dato momento risultano inappropriati: aspettare il proprio turno nel gioco o nella conversazione;

applicare in modo efficiente strategie di studio che consentano di memorizzare le informazioni a lungo termine.

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Gli stessi alunni possono talvolta presentare difficoltà:

• nel costruire e mantenere relazioni positive con i coetanei;

• nell’autoregolare le proprie emozioni;

nell’affrontare adeguatamente situazioni di frustrazione imparando a posticipare la gratificazione;

• nel gestire il livello di motivazione interna approdando molto precocemente a uno stato di «noia»;

• nell’evitare stati di eccessiva demoralizzazione e ansia;

• nel controllare livelli di aggressività;

• nel seguire i ritmi di apprendimento della classe a causa delle difficoltà attentive.

In alcuni soggetti prevale la disattenzione, in altri l’iperattività/ impulsività, ma nella maggior parte dei casi i due problemi coesistono.

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Il protocollo operativo indicato nel suddetto documento, utile a migliorare l’apprendimento e il comportamento degli alunni con ADHD in classe, prevede i seguenti punti:

– viene preliminarmente ritenuto opportuno che il Dirigente Scolastico venga contattato dalla famiglia che presenta l’evidenza della problematica del proprio figlio/a. Tutta la documentazione dovrebbe essere inserita nel protocollo riservato;

– sarebbe utile che il Dirigente Scolastico allerti i docenti prevalenti o i coordinatori di classe in merito all’evidenza del caso;

– tutti i docenti della classe in cui è presente un alunno con ADHD dovrebbero prendere visione della documentazione clinica dell’alunno rilasciata da un servizio specialistico (caratteristiche del Disturbo, diagnosi e indicazioni di trattamento, suggerimenti psicoeducativi).

Gli insegnanti sono invitati a tenere contatti con i genitori del bambino e con gli specialisti che lo seguono, per un opportuno scambio di informazioni e per una gestione condivisa di progetti educativi appositamente studiati.

I docenti, di concerto con gli operatori clinici che gestiscono la diagnosi e cura dell’alunno, dovrebbero a questo punto definire le strategie metodologico-didattiche per favorire un migliore
adattamento scolastico e sviluppo emotivo e comportamentale.

Si raccomanda che ciascun insegnante che opera con il bambino abbia cura di attenersi all’utilizzo di tecniche educative e didattiche di documentata efficacia nell’ambito dei disturbi da deficit dell’attenzione e iperattività.

Nel caso sia stata prevista, da parte del servizio specialistico, la presenza dell’insegnante di sostegno, si ribadisce l’opportunità di lavorare costantemente con l’obiettivo di potenziare le condizioni educative e didattiche del gruppo, al fine di integrare l’alunno nel contesto della classe.

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In sintesi, si ritiene opportuno che tutti i docenti:
• predispongano l’ambiente nel quale viene inserito lo studente con ADHD in modo tale da ridurre al minimo le fonti di distrazione;

prevedano l’utilizzo di tecniche educative di documentata efficacia (ad es., aiuti visivi, introduzione di routine, tempi di lavoro brevi o con piccole pause, gratificazioni immediate, procedure di controllo degli antecedenti e conseguenti).

 

I docenti inoltre dovrebbero avvalersi dei seguenti suggerimenti:
1. Definire con tutti gli studenti poche e chiare regole di comportamento da mantenere all’interno della classe.

 

2. Concordare con l’alunno piccoli e realistici obiettivi comportamentali e didattici da raggiungere nel giro di qualche settimana.

 

3. Allenare il bambino a organizzare il proprio banco in modo da avere solo il materiale necessario per la lezione del momento.

 

4. Occuparsi stabilmente della corretta scrittura dei compiti sul diario.

 

5. Incoraggiare l’uso di diagrammi di flusso, tracce, tabelle, parole chiave per favorire l’apprendimento e sviluppare la comunicazione e l’attenzione.

 

6. Favorire l’uso del computer e di enciclopedie multimediali, vocabolari su CD, ecc.

 

7. Assicurarsi che, durante l’interrogazione, l’alunno abbia ascoltato e riflettuto sulla domanda e incoraggiare una seconda risposta qualora tenda a rispondere frettolosamente.

 

8. Organizzare prove scritte suddivise in più parti e invitare lo studente a effettuare un accurato controllo del proprio compito prima di consegnarlo.

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9. Comunicare chiaramente i tempi necessari per l’esecuzione del compito (tenendo conto che l’alunno con ADHD può necessitare di tempi maggiori rispetto alla classe o viceversa può avere l’attitudine di affrettare eccessivamente la conclusione).

 

10. Valutare gli elaborati scritti in base al contenuto, senza considerare esclusivamente gli errori di distrazione, valorizzando il prodotto e l’impegno piuttosto che la forma.

 

11. Le prove scritte dovrebbero essere suddivise in più quesiti.

 

12. Evitare di comminare punizioni mediante: un aumento dei compiti per casa, una riduzione dei tempi di ricreazione e gioco, l’eliminazione dell’attività motoria, la negazione di ricoprire incarichi collettivi nella scuola, l’esclusione dalla partecipazione alle gite.

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13. Le gratificazioni devono essere ravvicinate e frequenti.

 

In merito alla norma sancita dal Decreto Ministeriale 16 gennaio 2009, n. 5 che riguarda Criteri e modalità applicative della valutazione del comportamento è auspicabile che i docenti considerino i fattori presenti nella diagnosi ADHD prima di procedere alla valutazione dell’alunno/a.

Si sottolinea l’importanza e delicatezza della valutazione periodica del comportamento dell’alunno (voto di condotta). Occorre infatti tenere conto del fatto che il comportamento di un alunno con ADHD è condizionato fortemente dalla presenza dei sintomi del disturbo.

Sarebbe pertanto auspicabile che la valutazione delle sue azioni fosse fatta evitando di attribuire valutazioni negative per comportamenti che sono attribuibili a fattori di tipo neurobiologico.

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Fonte:

Circolare del 15/06/2010 F.TO IL DIRIGENTE  Antonio Cutolo

Materiale informativo realizzato nell’ambito del progetto Regionale
«Condivisione di percorsi diagnostico-terapeutici per l’ADHD in Regione Lombardia»

Approfondimento: qui

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RISORSE CONSIGLIATE PER TE: STRATEGIE PER GESTIRE IL DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO A SCUOLA.

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