L’origine multifattoriale dell’ADHD
L’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) è un disturbo del neurosviluppo complesso, la cui eziologia riconosce una componente innata e una componente ambientale. Come in molti altri disturbi, si ipotizza che i fattori genetici determinino una predisposizione di base, mentre la sua attivazione o espressione venga modulata anche dall’ambiente e dalle esperienze di vita.
Componenti innate
Le ricerche scientifiche hanno identificato alcune aree chiave:
- Genetica: studi familiari e gemellari dimostrano una significativa ereditarietà del disturbo.
- Neuroanatomia: anomalie in alcune aree cerebrali, in particolare nella corteccia prefrontale e nei gangli della base.
- Neurofisiologia: alterazioni nei circuiti cerebrali che regolano l’attenzione, l’autoregolazione e il controllo inibitorio.
- Neurochimica: squilibri nei neurotrasmettitori, in particolare dopamina e noradrenalina.
Componenti apprese e ambientali
- Assenza di regole e routine nella vita familiare
- Ambiente disorganizzato e caotico
- Mancata educazione all’attesa e alla gestione della frustrazione
- Esperienze negative associate all’attesa
- Premiazione involontaria di comportamenti frettolosi
- Modelli genitoriali improntati a impazienza o reattività
SINTOMI PRIMARI DELL’ADHD
I sintomi principali dell’ADHD si manifestano in tre aree fondamentali:
1. Iperattività motoria
- Incapacità di restare seduti
- Tendenza a muoversi costantemente
- Comportamenti motori eccessivi anche in contesti inappropriati
2. Impulsività
- Difficoltà a controllare le risposte
- Interruzione frequente del turno di parola
- Difficoltà nel riflettere prima di agire
3. Disattenzione
- Facile distraibilità
- Difficoltà a portare a termine compiti
- Perdita frequente di oggetti
- Scarso ascolto e attenzione ai dettagli
SINTOMI SECONDARI E ASSOCIATI
Oltre ai sintomi primari, molti bambini con ADHD sviluppano difficoltà secondarie legate alla loro esperienza quotidiana e al modo in cui vengono percepiti dagli altri.
A. Difficoltà relazionali
- Emarginazione e isolamento sociale
- Scarsa stabilità nelle amicizie
- Rapporti prevalentemente con bambini più piccoli o problematici
- Incapacità di decodificare segnali sociali non verbali
B. Difficoltà scolastiche
- Rendimento inferiore rispetto al potenziale cognitivo
- Disturbi attentivi e di memoria sequenziale
- Impulsività cognitiva e scarsa pianificazione
- Difficoltà nella gestione delle risorse cognitive
- Ripercussioni emotive e comportamentali sullo studio
C. Bassa autostima
- Demoralizzazione ricorrente
- Senso di inadeguatezza
- Scarsa fiducia nelle proprie capacità
- Sentimenti di solitudine e abbandono
- Elevato rischio di sviluppare disturbi dell’umore o ansiosi
D. Disturbo del comportamento
- Comportamenti provocatori e oppositivi
- Crisi di collera frequenti
- Comportamento vendicativo, rancoroso o ostile
- Violazioni sistematiche delle regole sociali
- Accuse rivolte ad altri per giustificare le proprie azioni
- Aggressività verso oggetti, animali o persone
- Comportamenti distruttivi, frodi o piccoli furti
DISTURBI ASSOCIATI ALL’ADHD
Circa il 90% dei bambini con ADHD presenta uno o più disturbi in comorbidità. Tra i più frequenti (fonte: studio ADORE):
- Disturbo Oppositivo Provocatorio (64%)
- Disturbo d’Ansia (55%)
- Disturbo dell’Apprendimento (42%)
- Disturbo della Condotta (25%)
1. Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP)
Comportamento ostile, provocatorio e oppositivo persistente per almeno sei mesi, con almeno 4 di questi sintomi:
- Collera frequente
- Conflitti con adulti
- Rifiuto sistematico delle regole
- Atteggiamento deliberatamente irritante
- Accuse agli altri
- Irritabilità
- Rabbia e rancore
- Comportamento vendicativo
2. Disturbo d’Ansia Generalizzato
Preoccupazione eccessiva per la maggior parte dei giorni da almeno 6 mesi, difficilmente controllabile, con almeno 3 dei seguenti sintomi (nei bambini ne basta uno):
- Irrequietezza, tensione
- Affaticamento
- Difficoltà di concentrazione
- Irritabilità
- Tensione muscolare
- Disturbi del sonno
3. Disturbi Specifici dell’Apprendimento
Dislessia
La frequenza dell’associazione tra dislessia e ADHD varia in base al sottotipo:
- Sottotipo combinato: 18%
- Sottotipo inattentivo: 26%
- Qualsiasi sottotipo: 37%
Discalculia
- 26% dei bambini con ADHD ha discalculia
- 17% presenta sia dislessia che discalculia
- La doppia diagnosi compromette gravemente le abilità aritmetiche e i risultati nei test neuropsicologici
4. Disturbo della Condotta
Comportamenti gravi e persistenti che violano diritti altrui o regole sociali, con almeno 3 sintomi negli ultimi 12 mesi, 1 nei 6 mesi più recenti:
Aggressività verso persone o animali
- Intimidazioni, minacce, violenza fisica
- Crudeltà verso persone o animali
- Uso di armi pericolose
- Furto con aggressione
- Costrizione a rapporti sessuali
Distruzione della proprietà
- Incendi dolosi
- Vandalismo intenzionale
Frode o furto
- Introduzione in proprietà private
- Bugie sistematiche
- Furti senza confronto diretto
Gravi violazioni di regole
- Fughe da casa
- Uscite notturne non autorizzate prima dei 13 anni
- Assenze scolastiche ingiustificate frequenti
L’ADHD è un disturbo ad eziologia multifattoriale, con sintomi principali evidenti sin dall’infanzia ma anche un insieme di effetti secondari che possono compromettere seriamente il benessere emotivo, relazionale e scolastico del bambino. Una diagnosi precoce e un intervento educativo mirato sono essenziali per prevenire l’aggravarsi della situazione e favorire un percorso di crescita più sereno e consapevole.
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Marzocchi, G. M. (2021). Capire e gestire il bambino con ADHD. Erickson.
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Cornoldi, C. (2020). Bambini con ADHD: Strategie e strumenti per l’insegnamento. Giunti Scuola.
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Nardone, G., & Salvini, A. (2018). Come trattare i bambini ADHD. Terapie brevi per disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza. Ponte alle Grazie.
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Hallowell, E. M., & Ratey, J. J. (2019). Il cervello ADHD: Scopri i talenti della mente iperattiva. Einaudi.
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