INSEGNANTI

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INSEGNANTI IPERCRITICI COME ABBATTERE LE CRITICHE SUL NASCERE. 

C’è una cosa che mi ha sempre dato fastidio in modo particolare: i colleghi  che ne sanno meno di te e che si sentono in dovere di riferirti cosa pensano del tuo lavoro mentre stai cercando di realizzare i tuoi obiettivi con i tuoi ragazzi, magari mentre sperimenti qualcosa di nuovo. 

Io credo sia giusto ammettere, per il bene della nostra categoria,  che nella scuola sia finita anche gente poco propensa all’insegnamento e  con l’aggravante di essere per natura odiosa, e  credo che questa gente abbia scelto di intraprendere la professione di insegnante solo perchè ha creduto allo stereotipo che il nostro lavoro fosse comodo e facile. 

Molto presto queste persone però hanno dovuto ricredersi scoprendosi impreparate per affrontare una cosa così complessa come l’Insegnamento ed e crollata, non trovando poi mai il coraggio di affrontare le proprie responsabilità, verso se stessi, verso la scuola e i propri ragazzi.

Questo tipo di insegnanti da anni non fanno altro che ripetere meccanicamente le stesse strategie apprese all’inizio della loro carriera, vecchie più di loro, finendo così per sembrare dinosauri che si muovono nell’era digitale senza rendersene conto con l’aggravante di aver scelto come secondo lavoro quello di fermare i colleghi che intendono fare bene e meglio tutti i giorni.

Mi sono sempre chiesto “ma loro non hanno degli obiettivi da realizzare? Perché perdono tempo e ne dedicano così tanto agli altri?” Non ho mai capito perché devono esprimere le loro opinioni non richieste.

 

INSEGNANTI

 

Credo che la maggior parte degli insegnanti che legge questo Blog si sia ritrovata più di una volta in questo tipo di situazione e abbia avuto a che fare con questo genere di colleghi, ma forse è così che deve essere. Forse la nostra strada deve essere piena di ostacoli, affinché una volta arrivati a destinazione possiamo essere ancora più felici mentre tagliamo il traguardo con i nostri alunni e i colleghi la pensano come noi.

 

Non lo so … sinceramente non lo so perché lo fanno. Forse non riescono a tollerare qualcuno che ha il coraggio di fare quello che loro non hanno il coraggio di fare.

 

Forse ne sono infastiditi, forse è  solo ignoranza pedagogica e dunque la mancanza di comprensione verso ciò che stiamo facendo, forse  livello di  frustrazione  e di insoddisfazione professionale che stanno vivendo da anni è talmente alto che devono prendersela con qualcun’altro.

 

IL PERICOLO CHE CORRIAMO SE LI ASCOLTIAMO.

Una cosa è certa: se “perdono tempo ” a criticarci o a prestare attenzione a ciò che facciamo noi significa che probabilmente si stanno concentrando troppo poco su ciò che stanno facendo o dovrebbero occuparsi. 

La domanda da farsi è:

NOI ABBIAMO QUALCOSA DI MEGLIO DA FARE?

 

Se la risposta è sì, quello che ne dobbiamo dedurre è che non dobbiamo cadere nella loro trappola e alimentare quell’energia negativa cadendo nel loro gioco rispondendo ai loro commenti e alle loro provocazioni.

Ho visto insegnanti brillanti farsi trascinare in uno stato di attesa perenne e procrastinazione cronica da critiche insensate e pregiudizievoli mosse da persone odiose e impreparate, e queste persone le avevano criticate solo perché avevano mostrato carattere e intraprendenza nello sperimentare qualcosa di nuovo.  

Io sono stato fortunato  perché non ho mollato e sono andato avanti lo stesso, ma molte altre persone lo hanno fatto e continuano a farlo. 

 

Molti insegnanti abbandonano le proprie aspirazioni per via di questi ostacoli  psicologici e purtroppo fanno il clamoroso errore di ascoltare e dare  credito alle opinioni di altri colleghi che nella vita non fanno altro che parlare,  sostituendo la loro voglia di fare con queste chiacchiere.  .

Con il tempo ho compreso che con certi tipi di colleghi discutere e provare a spronarli a provare qualcosa di nuovo è  non solo del tutto inutile , ma anche controproducente perchè queste persone di solito sono molto brave a raccontare e inventare un sacco di scuse per non uscire dalla loro zona di confort.  

Questo tipo di insegnanti trovano paradossalmente in essa un gran senso di tranquillità interiore, perchè sanno per assurdo,  che dovranno affrontare le stesse catastrofi tutti i giorni e con il tempo si sono ormai convinti che le cose debbano andare per sempre in quel modo dimenticando una delle più belle citazioni di Einstein.

 

“Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi.”

ALBERT EINSTEIN 

 

 

INSEGNANTI 2

 

Personalmente ho perso un sacco di tempo un spiegare qualcosa a chi non voleva capire quanto fosse importanti  un atteggiamento differente; alle volte non è questione di preparazione tecnica ma basta davvero cambiare atteggiamento per ottenere risultati straordinari con piccole cose

 

COSA HO SCOPERTO.

 

WILLIAM JAMES ha detto: 

“Cambiando l’atteggiamento interno delle loro menti, gli esseri umani possono cambiare gli aspetti esteriori della loro vita.”

Non so quale sia la tua strategia o quella di altri colleghi in questa situazione, ma quella che ho sviluppato io è molto semplice:

“Se non sei disposto a lavorare in team e non sostieni il  progetto comune, se il tuo obiettivo non è quello di aiutarci e ci critichi, NON TI ASCOLTO.”

 

INSEGNANTI

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l 98% dei casi non è mai critica costruttiva, questo tipo di colleghi non lo fanno per aiutarti. Lo fanno perché non stanno bene con loro stesse e nella loro professione o nelle peggiori delle ipotesi non hanno niente di meglio da che fare prestare attenzione a quello che fai tu piuttosto che prestare attenzione a quello che dovrebbero fare loro.

Lo fanno perché semplicemente non amano mettersi in discussione ed e molto più semplice criticare gli altri che faticare e spendere energie per mettersi in discussione e migliorare se stessi giorno dopo giorno. 

Non lo so perché lo fanno, ma lo fanno e quando lo fanno, se gli dai retta non fai altro che alimentare un’energia negativa che ti sottrae forza per andare avanti e ti demoralizza e  anche se non demoralizza ti fa perdere tempo .

Dunque perchè  rispondere alle loro provocazioni e sottrarci energia e tempo prezioso? 

“Associatevi una gente felice e ottimista, il che abbia obiettivi e tende a progredire nella vita. Viceversa evitate i negativi, criticoni e lamentosi”. 

Brian Tracy

Personalmente, se vedo che qualcuno attacca me o una mia collega che sta lavorando, non gli dedico tempo. Se non vuole confrontarsi su temi concreti e contribuire per migliorare i contenuti non gli offro le basi per una serie discussione.  Non permetto a quell’energia negativa di toccarmi e non perdo tempo.

I miei pensieri non mi dicono che sono debole se non gli rispondo, ma che sono intelligente, provo una soddisfazione immediata a non prenderli in considerazione.

Quando un bambino ti dice che sei scemo ti arrabbi?  Se non reagisci, prima o poi abbandona, perché non alimenti in lui la voglia di provocarti a tutti i costi e non rispondere molto spesso è la risposta migliore. 

 

LA SOLUZIONE MIGLIORE

Non so se questa sia la soluzione migliore, ma per me è ottima, perché consiste proprio nel fare niente. Tra le cose  che ho trovato davvero utile è stato senza dubbio far parte di un gruppo, stare insieme a persone che raggiungono e vogliono i tuoi stessi risultati e che fanno il proprio lavoro con passione e amore ti fortifica, ed e lì che non hai più alcun dubbio  che quello che stai facendo funziona e niente ti può toccare mentalmente.

 

Stare insieme a persone che hanno acquisito le tue stesse modalità di pensiero è ancora meglio, ma la miglior soluzione in assoluto è lavorare ancora più duramente concentrandosi sui propri obiettivi  per raggiungere ancora più in fretta i risultati sperati.

 

“Se quello che facciamo ci appassiona, tutto e più facile” 

Seth Godin

 

Spero questo articolo possa esserti stato d’aiuto. 

RISORSE PER TE consigliate: RIACCENDERE LA PASSIONE PER L’INSEGNAMENTO IN 5 PASSI.

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DIDATTICA PERSUASIVA

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6 Comments
  1. Lucia

    Sono IPERCRITICA perchè nella mia lunga carriera mi sono imbattuta in mille e una riforma, in mille e una sperimentazione, tutte miseramente fallite. Giunta a questa età, come la GRANDISSIMA PARTE delle mie coeetanee, non ho più alcun entusiasmo e alcuna energia mentale per rinmettermi in gioco. La nostra parte l’abbiamo fatta B E N I S S I M O ed è ora che ci mandino in pensione. LARGO AI GIOVANI!!!!

  2. Franca

    Ho un grande il rispetto per chi non ce la fa più, ma sono stufa di avere a che fare con colleghi che non ne hanno più voglia, che fanno tutto (in verità poco) per forza e parlano solo di pensione! Anch’io ho l’età della pensione, ma i nostri alunni hanno diritto ad avere insegnanti vivi, che si danno da fare e non si chiudono alle innovazioni, anche se di oro ne cola poco.

  3. Sara

    Grazie Leonardo, ti ringrazio tanto per questo articolo, che contribuisce a farmi sentire meno sola. Insegno da non molto (circa 6 anni), sono abbastanza giovane (33) e, forse in misura ancora maggiore in quanto insegnante di sostegno, mi ritrovo a dover collaborare per forza di cose con insegnanti di classe. Il che è inevitabilmente giusto e tante volte produttivo. Ma non sempre è stato così. Per due anni ho avuto a che fare con insegnanti che calzano a pennello il profilo da te descritto e non so sinceramente come abbia fatto a non finire al CIM…! Ne sono uscita rafforzata, perché ho fatto un gran percorso su me stessa, ma ogni volta che ci ripenso mi viene un nodo allo stomaco.E proprio per questo ho imparato (be’..sto imparando) a circondarmi di persone entusiaste e che non hanno paura delle novità, in parallelo con la capacità di ignorare atteggiamenti altrui negativi e scoraggianti.
    Già il lavoro è bello complesso, e un poco di forza e motivazione in più la dobbiamo trovare, trasmettere e farcela trasmettere, da chi ce l’ha. 🙂
    Grazie ancora, buon lavoro!

  4. Grazie Sara per il commento mi fa piacere sapere che vi siano persone che la pensino come me su questo tipo di esperienza. A presto. 🙂

  5. Maria

    Insegnare è stato il mio sogno realizzato, ma colleghe con un ego spropositato e dirigenti inesperti mi stanno facendo cambiare idea su questo lavoro. Sono semplicemente nauseata.

  6. Ciao Maria spesso non possiamo scegliere colleghi e dirigenti con cui lavorare ma possiamo scegliere come reagire ai loro comportamenti maleducati e pessimisti; possiamo scegliere se farci influenzare e farci guidare da loro o rimanere saldi e forti nelle nostre convinzioni personali e lavorare di più perchè i nostri buoni propositi si realizzino. Io scelgo sempre la seconda perchè se devo commettere un errore vorrei che fosse il mio e non quello impostomi da qualcun’altro, buon proseguimento nel Blog.

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