SINDROME DI TOURETTE

SINDROME DI TOURETTE: CONSIGLI PER INSEGNANTI

Dopo l’articolo CHE COSA È LA SINDROME DI TOURETTE E QUALI SINTOMI? dove si è data un’illustrazione introduttiva, speriamo di aver contribuito a migliorare la vostra informazione e che in futuro potete riconoscere un alunno con la Sindrome di Tourette.

Esistono regole di generale validità?

Poiché ogni bambino con la (Sindrome di Tourette) TS è diverso dall’altro e può presentare sintomi diversi, non esistono regole di generale validità.

I “tourettici” dovrebbero essere incentivati – come tutti gli alunni – secondo le loro inclinazioni e il loro talento, anche se questo sicuramente può essere più faticoso rispetto un bambino sano.
Gran parte dei “tourettici”, in età adulta, riesce a gestire bene la loro vita, si sposano e hanno figli propri. In Germania e negli USA esistono alcuni “prominenti” con la TS, che lavorano come chirurgo, star del basket, musicista, ingegnere, pedagogo ecc.

Bambini non dovrebbero essere privati precipitosamente di queste possibilità nella vita. Nella maggior parte dei casi i bambini con la TS possono frequentare scuole normali. In casi singoli può essere favorevole una scuola privata oppure un collegio e una classe con pochi alunni. Se sospettate che un bambino della vostra classe possa avere la TS, è consigliabile parlare prima con i genitori. Nel caso che non fosse ancora stata formulata una diagnosi, occorrerà fare una visita medica.

Purtroppo la TS -anche tra medici specialisti, medici scolastici, psicologi ecc.- non è ancora molto conosciuta. Per questo, nel dubbio è raccomandabile prendere contatto con un’associazione della Sindrome di Tourette, per esempio la TGD e di chiedere di un medico con esperienza con la Sindrome di Tourette.

Questi primi passi che portano alla diagnosi, sono molto importanti. Tanti genitori possono raccontare le loro esperienze dolorose antecedenti alla diagnosi. Alcuni bambini hanno dovuto cambiare scuola (scuole speciali per bambini con handicap o difficoltà di apprendimento), sono stati considerati “difficili da educare”, classificati come handicappati mentali o addirittura sono stati “sistematiper anni in ospedali psichiatrici. Questo dovrebbe appartenere definitivamente al passato. Per questo è necessario che medici, insegnanti, educatori e psicologi conoscano la malattia!

Che cosa posso fare se a un bambino nella mia classe è stato diagnosticato la Sindrome di Tourette?

Prima di tutto bisognerebbe parlare con i genitori e determinare che sintomi presenta il bambino. Considerate però che i sintomi possano spesso cambiare e che sono quasi incontrollabili. Inoltre è possibile che alcuni sintomi si presentino solamente a scuola e non a casa oppure viceversa. Altrettanto insieme ai genitori bisognerebbe decidere se e quando informare i compagni di classe. In questo la TGD può darvi qualche aiuto (ad esempio con un filmato informativo oppure un opuscolo per bambini, con il nome “TIM TOURETTE”).

È importante che i compagni di scuola accettino i sintomi come disfunzione di un bambino con altrimenti buona efficienza. Così potranno capire alcune regole speciali, senza generare compassione o emarginazione. Dovrebbero sempre tenere presente che i sintomi sono per lo più involontari. Il bambino “tourettico” non vuole irritare i compagni di proposito. Tuttavia: Chi ha spesso a che fare con persone con la Tourette, sa che la malattia può stressare genitori e insegnanti oltre il limite della sopportazione. Per questo vogliamo dare alcune dritte.

 

Come comportarsi con i Tics?

Semplici Tic motori –quindi brevi movimenti- spesso non disturbano la lezione. Il consiglio migliore è semplicemente ignorarli. Non commentateli a voce alta. Sottolineare il tic o semplicemente accennare ad esso provoca inevitabilmente un aumento della frequenza dei tic stessi.

Se si dovessero presentare Tics complessi come saltare/saltellare, bisognerebbe dare al bambino la possibilità di “sfogarsi”, esprimere i Tics di tanto in tanto e/o facendo esercizi di rilassamento per ridurre lo stress.

Questo può avvenire durante le pause di ricreazione ma potrebbe anche essere necessaria qualche interruzione della lezione. Per fare questo, il bambino dovrebbe avere la possibilità di lasciare l’aula e andare in una stanza dove si sente inosservato e indisturbato.

Tics degli occhi, “strizzare gli occhi” o “storcere gli occhi”, a volte possono essere così marcati da compromettere la lettura e la scrittura. Se avviene questo, bisognerebbe dare più tempo per la soluzione di compiti ed esercizi. In questi casi può essere necessario iniziare una cura farmacologica al più presto.

Tics vocali disturbano la lezione se si presentano spesso e con volume alto. Come i tic motori semplici, anche lievi suoni o parole pronunciate a voce bassa –se possibile- dovrebbero essere ignorati. Ricordatevi che bambini con la Tourette a volte devono imprecare a voce alta ed esprimere parole oscene. Anche questi Tics sono involontari e non dovrebbero essere puniti.

Se i Tics vocali impediscono al bambino di parlare in modo fluido (ripetizioni di parole, balbettare, suoni permanenti o frequente espressione di parole oscene) conviene assegnare principalmente compiti scritti. Se la lettura è compromessa dai Tic vocali, concordate preventivamente insieme, se interrogarlo davanti a tutta la classe, o se riesce a leggere ad alta voce.

A volte basta ricorrere a semplici “trucchi” per una riduzione dei tics, per esempio usare un righello oppure un dito per seguire il filo della lettura. Per i compiti in classe, se sono presenti tics vocali rumorosi, oppure tics motori complessi, può essere conveniente lasciarlo lavorare in una stanza appartata. In questo modo non darà fastidio agli altri alunni e potrà comportarsi in modo disinvolto
e concentrarsi sul lavoro.

I tics normalmente aumentano sotto sforzo, tensione o stress. Alcuni soggetti con TS comunque riescono a controllare bene i tics durante lavori impegnanti, che richiedono concentrazione. Con l’esortazione “smettila!!” normalmente si ottiene l’esatto contrario. Incoraggiate il bambino a fidarsi di voi, e a farvi sapere di cosa ha bisogno, concedendogli spazi di colloquio riservato, e promuovendo un clima gradevole e disteso di collaborazione con i compagni e gli amici.

Questo porterà a una riduzione dei sintomi piuttosto che la minaccia di punizioni. Sarebbe auspicabile che una misura “tollerabile” di tics fosse accettata da tutti in classe, come “normale” e che questo non provocasse alcuna reazione. Consentite al bambino di lavorare nella posizione che ritiene più comoda.

Se il bambino riferisce di essere oggetto di derisione o scherzi, provvedete ad una maggiore sorveglianza negli spazi comuni (mensa, spogliatoi, cortile…) prima di intervenire. Un bambino che è deriso per i suoi tics farà del tutto per sopprimere i tics a scuola. Questa condizione può essere facilmente fraintesa come positiva perché adesso la lezione non è più disturbata. Per il bambino con la TS invece, questo può significare che a scuola è “impegnato” solo con il sopprimere dei suoi tics e che non riesce a seguire la lezione.

Poi una volta arrivato a casa, avrà bisogno di un tempo più lungo per potersi “scaricare” dei tics accumulati a scuola. Se notate che il bambino con TS mostra pochi tics, specialmente quando è impegnato in un lavoro che richiede molta concentrazione, cercate di tenerlo occupato continuamente.

I soggetti con TS sono spesso intellettivamente molto dotati. Incoraggiateli a lavorare con più impegno nei periodi di remissione della malattia. Questo permette di ridurre lo stress derivante dalle maggiori difficoltà nei periodi di recrudescenza.

In alcuni casi può essere necessario fissare regole chiare, per esempio quante volte il bambino può lasciare la classe per forti tic. Naturalmente anche ai bambini con TS non deve essere concesso tutto, regole speciali e individuali non devono essere sfruttati. Anche bambini con TS non devono potersi sottrarre da tutte le regole e ordini.

 

Fonte: SINDROME-DI-TOURETTE-approfondimento.pdf (38 download)

 

APPROFONDIMENTO UNA-GUIDA-INTRODUTTIVA-PER-INSEGNANTI-.pdf (565 download)

RISORSE CONSIGLIATE PER TE: SINDROME DI ASPERGER A SCUOLA: QUALI PRIORITÀ?

 

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Buon lavoro! 🙂

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