EDUCARE SENZA PUNIZIONI

EDUCARE SENZA PUNIZIONI

Classi sempre più numerose, gruppi difficili da gestire, allievi particolari, non certo ti agevolano nella realizzazione di lezioni tranquille.

Ti sarà capitata sicuramente di finire in situazioni didattiche già avviate da altri tuoi colleghi, che non sempre ti hanno messa a tuo agio e che richiedevano un tuo immediato intervento disciplinare.

Per i più disubbidienti la soluzione più rapida che ti sarà venuta in mente è certamente LA PUNIZIONE. EDUCARE SENZA PUNIZIONI

EDUCARE SENZA PUNIZIONI

Ma è la tua unica soluzione? Possiamo ridurne il suo utilizzo? Vi è un modo per renderla più efficace nel caso in cui siamo costretti a metterla in atto? Una vecchia pubblicità diceva; “Prevenire è meglio che curare“, sagge parole. Prevenire e ridurre l’insorgere di eventi conflittuali è possibile. EDUCARE SENZA PUNIZIONI

 

EDUCARE SENZA PUNIZIONI COSA FARE DUNQUE?

Il SUCCESSO del tuo intervento DIDATTICO, anche per quanto riguarda la trasmissione di conoscenze, dipenderà in larga misura dalla TUA capacità di instaurare un RAPPORTO POSITIVO SUL PIANO EMOTIVO con i tuoi allievi.

Devi ricordare uno dei principi basilari che tenderanno a prevenire opposizioni da parte degli allievi nei tuoi confronti:

EDUCARE SENZA PUNIZIONI

DEVI STABILIRE CON OGNUNO DI LORO  UN BUON CONTATTO EMOZIONALE MA DEVI SAPERLO AFFRONTARE SENZA FARTENE RISUCCHIARE.

 

Se sarai emotivamente troppo coinvolta potresti lasciar correre e questo non contribuisce di certo alla crescita dell’allievo né a migliorare il clima in classe; semmai logora docente e compagni di classe.

EDUCARE SENZA PUNIZIONI

DEVI FAR USO DELLA TUA VERA ARMA;  

LA TUA  PERSONALITÀ’, LA TUA AUTOREVOLEZZA, IL RISPETTO CHE SUSCITI, MA SOPRATTUTTO LA  RELAZIONE E IL DIALOGO.

EDUCARE SENZA PUNIZIONI

Se un bambino si sentirà amato, non svilupperà certamente comportamenti ostili ne aberranti per attirare la tua attenzione, poiché riceverà già ciò a cui attribuisce più valore, il TUO AMORE. L’ATTENZIONE POSITIVA deve essere IL TUO PRIMO CANALE DI COMUNICAZIONE con tuoi allievi, è un canale universale che è in grado di essere compreso da chiunque, lo abbiamo già detto, i bambini sono assetati d’attenzione.

 

IL TUO PROBLEMA PRINCIPALE  NON E’ LA DISCIPLINA MA E’ IL RAPPORTO CHE HAI STABILITO CON LORO.

 

Come farai dunque ad AUMENTARE il TUO RAPPORTO POSITIVO con loro?

I pedagogisti, già dall’inizio del secolo, distinguevano fra una nociva relazione di sottomissione all’autorità, e una positiva relazione di adesione al progetto educativo. 

L’adesione al progetto è un passaggio importante nella tua relazione fra te e i tuoi allievi; è la premessa perché tu possa poi rendere responsabili e partecipi i tuoi alunni dei loro comportamenti in classe.

 

IL PRIMO PASSO VERSO LA RESPONSABILIZZAZIONE.

Devi sempre preferire una ADESIONE ATTIVA e ragionata delle regole piuttosto che passiva e sottomessa.

Dal punto di vista educativo una sottomissione passiva non è funzionale perché l’imposizione genera sempre ribellione, meglio regole approfondite e comprese, preferibilmente frutto di un’elaborazione comune.

 

 IL TUO OBBIETTIVO E’ MIRARE  AD UNA INTERIORIZZAZIONE DELLE REGOLE ATTRAVERSO L’ATTIVITÀ’ PARTECIPATA DELLA SUA COSTRUZIONE.

 

Costruire comportamenti funzionali e desiderabili e parimenti contenere o ridurre quelli indesiderabili dipende in larga misura dalla coerenza educativa.  

LE CONTINGENZE DELL’INCOERENZA EDUCATIVA (da evitare)

Stesso comportamento, conseguenze diverse o addirittura opposte

  • Comportamenti opposti, stesse conseguenze
  • Sproporzione fra “misfatto” e punizione
  • Sproporzione fra “merito” e ricompensa Minaccia di punizione non mantenuta
  • Promessa di ricompensa non mantenuta

 

E’ opportuno che tu riesca a creare le condizioni perché il tuo alunno possa accedere a gratificazioni per i comportamenti richiesti: in questo modo crescono i comportamenti corretti e di per sé questo sottrae spazio ai comportamenti scorretti nel repertorio comportamentale del soggetto.

Come evidenzia l’immagine sotto è di gran lunga preferibile in termini di insegnamento di un nuovo comportamento  la ricompensa piuttosto che la punizione.  

 

Educare senza punire

                                   Educare senza punire

 

Andiamo a vedere quali sono le categorie fondamentali a cui devi attenerti per effettuare una RICOMPENSA EFFICACE 

EDUCARE SENZA PUNIZIONI

1. Contingente al comportamento ( lo deve “toccare”, cioè deve arrivare subito dopo il comportamento corretto, non “a distanza”).

2. Piacevole per chi la riceve (non tutti sono sensibili alle stesse ricompense).

3. Abbastanza frequente (è viziato chi è ricompensato a prescindere da quello che fa), passare presto da rf primari (cibo, bevande…) a rf sociali e dinamici (approvazioni verbali, attività desiderate).

4. Proporzionata alla prestazione (non esagerata né scarsa) Coerente (deve seguire il comp. corretto).

5. Rivolta a prestazioni attive e concrete (non “se non fai il discolo…” ma “se fai…”; non “se fai il bravo…” ma “se fai subito il compito x…”).

EDUCARE SENZA PUNIZIONI

Man mano che aumentano i comportamenti desiderabili dovrebbero diminuire quelli indesiderabili! In conclusione, non ti limitare a chiedere obbedienza a priori, esci dalla logica della contrapposizione;

 

CONDIVIDI, INCORAGGIA, AMA.

 

Lo psicanalista  Alfred Adler ha detto:

“L’applicazione che l’allievo riesce ad avere nel suo lavoro, dipende in larga parte dall’attrazione che lui ha per il docente” 

 

 

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Per chi avesse voglia di un confronto sono dall’altra parte della rete. Seguimi su Facebook DIDATTICA PERSUASIVA.

 

Buon Lavoro  

EDUCARE SENZA PUNIZIONI

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9 Comments
  1. Catia

    Condivido! Ma con gli adolescenti (cioè tra i 14 e i 19 anni) è tutta un’altra storia, purtroppo!! Cosa suggerite per gli adolescenti?

  2. Bellissimo articolo. Molto interessante. Anche io credo che alla base di tutto ci sia quale tipo di percezione hanno gli “altri” di noi ( non vale solo con i bambini ).
    Ti invito a passarmi a trovare a “casa” su http://www.myautographworld.com magari trovi qualcosa di interessante 🙂
    Continua con post così belli!!!
    A presto,
    Fabrizio.

  3. Grazie Fabrizio! Passerò molto volentieri. 🙂

  4. La ringrazio, mi fa molto piacere che le piaccia.

  5. Non ci sono formule magiche, ma stabilire una BUONA COMUNICAZIONE dovrebbe essere il suo PRIMO OBBIETTIVO, L’adolescenza come ben sà è una fase molto delicata della vita di un ragazzo, la sfera dell’autonomia personale tende a crescere e quella dei legami famigliari a ridursi, i pari diventano gli unici eletti per i propri confronti. La domanda da porsi è: La strategia comunicativa che ho utilizzato sin d’ora ha stabiliti contatti efficaci? Se la risposta è no le rimane un’unica soluzione, CAMBIARE. I tentativi che farà di stabilire un contatto saranno graditi (anche se all’inizio faranno un pò di resistenza ad essere accettati), non sia invadente e non entri troppo nella loro sfera personale, gli adolescenti tendono ad essere molto gelosi dei propri spazi. Riprovi e trovi un giusto equilibrio tra la condivisione di giuste regole e l’autonomia che i ragazzi meritano. Buon lavoro.

  6. Grazie a te per il caloroso apprezzamento è un piacere. 🙂

  7. michele

    mi pare che nell’articolo ci si appoggi sulle conquiste del comportamentismo. L’estinzione del comportamento indesiderato attraverso il rinforzo negativo molto vicino nel tempo e ben tarato per intensità, la proposizione di un altro modello da rinforzare positivamente…Perdoni la mia ingenuità: la consapevolezza e la responsabilità che l’esercizio della libertà comporta, sono concetti che possono trovare spazio in questo approccio? Lei crede che il modello comportamentista possa davvero rendere una persona autonoma?

  8. No non credo, l autonomia la si genera attraverso una pluralità di interventi, quello comportamentista aiuta ma non può essere l unico. Grazie per la bella domanda, buon lavoro.

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