BAMBINI OTTIMISTI

Mentre osservi un bambino che cerca di completare un puzzle e prova a mettere le tessere nel punto sbagliato: cosa pensi? Che sta SBAGLIANDO o sta IMPARANDOBAMBINI OTTIMISTI

 

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14 Comments
  1. Angela Iodice

    Se continuiamo a dare giudizi sul risultato delle sue performance e non sulla dedizione, fatica, impegno e tempo che quel risultato ha richiesto, allora il bambino non darà mai peso a queste variabili, non si impegnerà mai a fondo per portare a termine un compito, non si metterà mai davvero in gioco. Sarà sempre colpa di qualcun altro o qualcos’altro, se quel compito non riesce e allora tanto varrà abbandonarlo, rinunciare a portarlo a termine.
    La somma di tutti questi compiti lasciati a metà o peggio fatti svolgere ad altri (insegnanti del doposcuola, genitori, compagni di classe), la somma di tutti questi insuccessi, produrrà un solo risultato: il bambino si convincerà di non essere all’altezza del compito, di essere un incapace e ciò affosserà la sua autostima.
    Noi educatori dobbiamo cercare di rafforzare l’autostima dei nostri alunni, incoraggiandoli, spronandoli, ricordando loro lo sforzo e la fatica che hanno dovuto sostenere per risolvere da soli “l’esercizio di matematica di martedì scorso”, ma anche la soddisfazione e il senso di autoefficacia che si è provato alla fine…solo così infonderemo loro l’ottimismo e la voglia di vincere tutte le sfide della vita.

  2. Bellissimo ed interessante articolo, sono perfettamente d’accordo.

  3. Antonio aggravio

    interessante

  4. Daniela Baglieri

    Approvo in pieno la tesi della magia dell’ insuccesso come ispiratrice del quotidiano atteggiamento del docente nei confronti del discente e dell’ educando in generale. Ed hai spiegato benissimo quanto sia fondamentale per un insegnante stimolare nell’alunno la ‘motivazione alla competenza’ ed instillare in lui ‘l’industriosita’ appresa’. Continuo a credere, infatti, che buona parte dei suicidi fisici e psicologici dei giovani siano da addebitare all’ attuale tendenza da parte dei loro genitori ed insegnanti a iperproteggerli da fisiologiche frustrazioni che, se debitamente rielaborate, potrebbero costituire momenti di crescita.
    Nulla forma e forgia il carattere come il riflettere sui propri limiti per poi superarli.
    Nulla fa regredire la formazione della personalita’ quanto la convinzione di essere onnipotente, onnisciente ed infallibile.
    E questo, anche fuori dalla nostra ottica di “addetti ai lavori” ossia di educatori, rimane valido come principio di vita

  5. Certo, mi farebbe piacere.

  6. Il piacere è davvero tutto mio. A presto.

  7. Cinzia

    Interessante

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