SVILUPPARE IL PENSIERO CRITICO A SCUOLA

SVILUPPARE IL PENSIERO CRITICO A SCUOLA

Le attività di seguito descritte hanno lo scopo di sollecitare il pensiero individuale e collettivo e il conseguente livello di scelta attivato, tenendo conto delle possibili influenze del mondo esterno.

Tra queste ricordiamo il pressing dei mass media e del mondo pubblicitario che condizionano il bambino fin dalla precoce età nel consumismo acritico: veloce, appagante e di appartenenza.

Proprio a partire da questa percezione di primitiva acriticità, che spesso caratterizza non solo il consumismo dell’infanzia ma anche l’accesso alla sperimentazione di sostanze e la sua successiva evoluzione, si è pensato di prestare attenzione proprio a questa particolare competenza, ancora in evoluzione nel bambino, bagaglio indispensabile per un percorso di adultità e di scelta.

 

1.   Consumando attiva…mente

Obiettivi

– Aumentare la consapevolezza nel rapporto con i beni di consumo.

– Riconoscere le differenze individuali nei gusti e nelle opinioni che determinano le scelte e l’utilizzo dei beni.   

– Riflettere sull’omologazione.

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Materiale necessario: fogli e penne.

 

Modalità di attuazione

Si scelgono insieme alcuni prodotti che sono considerati “alla moda” (es. zaini, capi di abbigliamento, accessori…) e ogni alunno compila una griglia inserendoli nelle categorie seguenti: oggetti indispensabili, oggetti importanti e oggetti superflui.

Segue il confronto delle griglie e la discussione.

Si continua con un role-playing in cui sono rappresentate situazioni in cui i beni in oggetto non sono desiderati o accessibili: gli attori interpretano la parte di chi non si adegua alle mode e segue uno stile personale, di chi deve resistere alla pressione del gruppo, di chi non ha la possibilità di ottenere gli oggetti pur desiderandoli.

Al termine della rappresentazione gli attori raccontano pensieri ed emozioni vissuti; il resto del gruppo partecipa alla discussione con le proprie opinioni e idee.

 

Elementi rilevanti da far emergere

La griglia permette una serie di riflessioni riguardanti: l’identità individuale e di gruppo, i gusti personali, l’omologazione favorita dalle mode e dalla pubblicità.

In seguito al role-playing si raccoglieranno considerazioni riguardanti gli stati d’animo, i giudizi del gruppo, le emozioni in gioco, la creatività del gruppo, i pensieri alternativi…

 

2.  Lo dice la tv … e allora??

Obiettivi

Conoscere alcuni meccanismi della pubblicità per stimolare il consumo critico.

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Modalità di attuazione

Chiedete nei giorni precedenti l’esercizio di annotarsi:

– 2 pubblicità fatte alla tv

– 2 cartoni animati

– 2 marche (astuccio, zaino, scarpe o vestiti…)

Invitate i bambini alla riflessione promuovendo una discussione per aiutarli a sviluppare “chiavi di lettura” e di analisi critica dei processi persuasivi alla base delle campagne pubblicitarie.

 

Elementi rilevanti da far emergere 

Con l’aiuto dell’insegnante, “decostruire” la pubblicità, cercando di rispondere a domande del tipo:

–  Che cos’è la pubblicità?

– Quali scopi intende raggiungere?

– In che modo tenta di raggiungerli?

 

A partire dalle domande proposte, sviluppare una discussione sulla necessità reale di cedere alle lusinghe del marketing pubblicitario e sviluppare risposte critiche per difendersi dai bisogni indotti dagli spot pubblicitari. 

 

3.  Cosa vuoi di più dalla vita….

Obiettivi

Stimolare una riflessone critica sulla pubblicità, in un’epoca in cui la logica del consumismo sembra stia diventando un valore culturale.

 

Materiale necessario: cartellone e pennarelli.

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Modalità di attuazione

Coinvolgete i bambini in una discussione di gruppo che abbia come tema generale la pubblicità, in modo che ognuno possa esporre agli altri le proprie idee sull’argomento.

Cercate poi di stimolare un’analisi più particolare del problema, esaminandone i vari aspetti.

Per questa seconda fase può essere utile scrivere su un cartellone diverse affermazioni relative alla pubblicità e chiedere poi agli alunni di esprimere la loro opinione su ognuna di esse, argomentando alla classe l’eventuale accordo o disaccordo.

L’esercizio propone la possibilità di confronto e discussione sul tema, così da incrementare le competenze di analisi e di critica preliminare al consumo.

 

Elementi rilevanti da far emergere

• la pubblicità ci invita ad acquistare cose di cui magari non abbiamo bisogno, mostrandoci spesso solo gli aspetti positivi di un prodotto, tralasciando quelli negativi;

• gli spot pubblicitari ci fanno credere che dobbiamo possedere oggetti di marca (vestiti, scarpe…) per migliorare la nostra immagine ed essere quindi accettati dai compagni, anche a scapito della qualità della merce

• il marketing pubblicitario crea dei pregiudizi o dà delle immagini distorte e nascono così gli stereotipi: ad esempio ci fa credere che tutti dobbiamo avere un bel corpo o dobbiamo avere le cose belle per essere felici;

• il consumismo crea spesso danni alla natura e provoca l’inquinamento, sprecando così i beni preziosi della Terra;

• la pubblicità sul cibo può provocare idee distorte e spingerci verso abitudini alimentari dannose per la nostra salute


4.  “Maschi e Femmine” nella pubblicità

Obiettivi

Cogliere come la pubblicità rappresenta i ruoli maschile e femminile, sottolineando stereotipi e condizionamenti.

 

Tempo: in classe circa 30 minuti

 

Materiale necessario: cartellone e pennarelli

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Modalità di attuazione

Chiedete ai bambini di raccogliere a casa immagini di pubblicità che rappresentano tipiche rappresentazioni dei ruoli maschili e femminili.

Le immagini vengono esposte in classe in modo che tutti, a turno, possano esprimere, scrivendo in un cartellone, le particolarità e le caratteristiche maschili e femminili che colgono dal messaggio pubblicitario.

Invitate poi gli alunni ad individuare gli stereotipi presenti nelle rappresentazioni pubblicitarie.

 

5. Pensieri in gabbia

Obiettivi

Riconoscere gli “schemi mentali” associati a determinati gruppi sociali.

Aumentare la consapevolezza rispetto al fatto che i pregiudizi e gli stereotipi sono categorie rigide che non riescono a cogliere la ricchezza della realtà e che non tengono conto delle differenze individuali.

 

Materiale necessario: cartellone e pennarelli.

 

Modalità di attuazione

Su un cartellone si individua una lista di gruppi sociali (es. insegnanti, dottori, preti, genitori, tossicodipendenti, ladri…).

A questo punto i ragazzi dicono (brain-storming) tutte le parole che associano alle varie categorie (una alla volta) in maniera immediata, senza pensarci molto.

Segue la discussione di gruppo in cui si smascherano i pregiudizi e le idee fisse associati ai vari gruppi.

Il cartellone può a questo punto essere ripreso e arricchito con nuove parole che si distanziano dagli schemi emersi (es. “Proprio tutti i genitori sono…?” “Come altro potrebbero essere?” “Conoscete dei genitori che non sono…?” “Come sono invece?”)

 

Elementi rilevanti da far emergere

Le riflessioni stimolate dal gioco riguardano: la rigidità di alcune idee o opinioni, i rischi insiti in questo etichettamento, l’importanza di saper guardare oltre le categorie e vedere le persone nella loro individualità e unicità, la capacità e il desiderio di accettare gli altri.

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6. Nei panni di….

Obiettivi

Questa attività offre l’opportunità ai ragazzi di provare a mettersi nei panni degli altri, altri intesi come gruppi sociali (si utilizzano i gruppi individuati nell’esercizio “Pensieri in gabbia”.

Lo scopo è quello di uscire dai luoghi comuni, dagli stereotipi e sviluppare nuovi modi di vedere capaci di ridurre i pregiudizi e gli atteggiamenti di intolleranza del diverso.

 

Modalità di attuazione

Si utilizza il materiale emerso dell’attività “Pensieri in gabbia“; si divide la classe in piccoli gruppi e ognuno lavora su un gruppo sociale.

 

Le domande da porsi sono:

– Che sensazione ed emozioni proviamo ad essere nei panni di ………?

– Ci sentiamo vittime di schemi rigidi di definizione?

– Ma gli altri ci hanno conosciuto prima di giudicarci?

 

7. Scelgo di dire di no

Obiettivi

Sperimentare la “pressione” che si vive in gruppo. Stimolare il pensiero individuale nel confronto con il pensiero collettivo.

 

Modalità di attuazione

Chiedete ai bambini di immaginare alcuni episodi in cui potrebbe essere difficile rifiutare una proposta “sbagliata”.

Utilizzate la tecnica del role-playing per mettere il scena la situazione prescelta dal gruppo tra le tante pensate.

Cercate di indirizzare il lavoro su un episodio che ha a che fare con la trasgressione. (ad esempio: “ i tuoi amici ti propongono di fumare una sigaretta. Prova a rifiutare”).

A fine esercizio stimolate la riflessione di gruppo, coinvolgendo sia gli attori che gli osservatori della scenetta.

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Elementi da fare emergere

– Come ci si sente a dire di no?

– E’ difficile? Perché?

– Come hanno reagito gli altri?

– Che conseguenza ha avuto quel rifiuto? …

 

Asl della provincia di Sondrio Dipartimento Dipendenze “So dire di si, so dire di no…”

Modulo di promozione alla salute nell’ambito delle Scuola Primaria

 

Spero questo articolo possa esserti stato d’aiuto. 

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