STUDENTI IN SITUAZIONI DI SVANTAGGIO

INTERVENTI A FAVORE DEGLI STUDENTI IN SITUAZIONI DI SVANTAGGIO

Le situazioni di svantaggio, anche temporanee, possono compromettere in modo significativo la frequenza ed il positivo svolgimento del percorso scolastico e formativo.

Il Consiglio di classe, in base all’osservazione pedagogica e alla raccolta di informazioni sugli aspetti cognitivi, comportamentali e relazionali degli studenti, ha l’opportunità di riconoscere quello o quegli studenti che, per determinate condizioni sociali o ambientali, necessitano di attenzioni educativo/didattiche specifiche.

Riconoscendo la situazione di svantaggio il Consiglio di classe, non solamente rileva i bisogni educativi della situazione, ma progetta le azioni educativo/didattiche mirate a supportarlo e a favorirne il processo di crescita.

È necessario, quindi, comprendere perché lo studente è in difficoltà e quali possono essere le risorse e le potenzialità su cui innestare un Piano Educativo Personalizzato (PEP).

STUDENTI IN SITUAZIONI DI SVANTAGGIO

RILEVAZIONE DELLA SITUAZIONE DI SVANTAGGIO

È compito della scuola rilevare lo svantaggio.

Il Consiglio di classe ha un ruolo pedagogico e didattico importante nella rilevazione dei bisogni relativi all’apprendimento e nell’attivazione di progettualità personalizzate. È opportuno che il Consiglio di classe nella sua autonomia individui degli indicatori per la rilevazione dello svantaggio al fine di evitare la sottovalutazione del caso oppure un’interpretazione legata a letture individuali.

L’assunzione del parere di uno specialista in psicologia o in neuropsichiatria, non necessariamente dell’ULSS, ma ove presente, dello psicologo scolastico, favorisce una comprensione più approfondita e completa della situazione personale e socio/ambientale dello studente.

Lo specialista può essere di supporto al Consiglio di classe sia nella fase di preparazione di strumenti di osservazione da utilizzare in classe che nella fase di individuazione di metodologie didattiche che sostengano il percorso personalizzato.

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RUOLO E COMPITI DEL DOCENTE REFERENTE

Anche per gli studenti con situazioni di svantaggio è prevista la figura del docente referente (funzione strumentale). Il docente referente favorisce la relazione con la famiglia e con il consiglio di classe.

Cura in particolare:

· la collaborazione per la stesura del PEP concordato fra docenti, famiglia ed eventuali altri operatori;

· le relazioni e il coordinamento del Consiglio di classe con la famiglia per quanto riguarda la comunicazione del PEP, dei risultati e della valutazione, promuovendo coinvolgimento e collaborazione. L’adozione delle misure è del consiglio di classe.

 

RUOLO DELLA FAMIGLIA

Per quanto riguarda il coinvolgimento della famiglia, si sottolinea non solo la necessità che essa sia informata dei bisogni rilevati dagli insegnanti, ma anche sul proprio ruolo di corresponsabilità e sulla necessità di una collaborazione.

Senza un parere positivo della famiglia i percorsi personalizzati non possono essere attivati.

La modalità di contatto e di presentazione della situazione alla famiglia è determinante ai fini di una collaborazione condivisa. Pertanto, la comunicazione con la famiglia deve essere puntuale, in modo particolare riguardo alla lettura condivisa delle difficoltà e alla progettazione educativo/didattica del Consiglio di classe per favorire il successo formativo dello studente.

In accordo con la famiglia verranno individuate le modalità e le strategie specifiche, adeguate alle effettive capacità dello studente, per favorire lo sviluppo pieno delle sue potenzialità, nel rispetto degli obiettivi formativi previsti dai Piani di studio provinciali.

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PIANO EDUCATIVO PERSONALIZZATO (PEP)

Il Piano Educativo Personalizzato è elaborato sulla base della situazione di disagio e sulle effettive capacità dello studente. Viene redatto, nel rispetto delle disposizioni generali sull’ordinamento dei cicli scolastici e formativi, nell’ambito dei relativi Piani di studio previsti dalla legge provinciale.

Il PEP ha carattere di temporaneità configurandosi come progetto d’intervento limitato al periodo necessario per il raggiungimento degli obiettivi in esso previsti.

La progettazione personalizzata può presentare anche caratteristiche di differenziazione consistente dal percorso regolare , sia nei contenuti disciplinari, sia per quanto riguarda la tipologia, il tempo ed il luogo in cui possono essere svolte le attività. Opportuno può essere il coinvolgimento di altre istituzioni scolastiche o formative e di realtà socio-assistenziali del territorio.

La modalità di differenziazione sarà concordata dal Consiglio di classe con la famiglia.

È però consigliabile prevedere azioni formative e didattiche che consentano quanto più possibile la coerenza con il percorso della classe ed un successivo rientro nel percorso regolare.

Tale contiguità va ricercata solo in parte nei contenuti delle singole discipline. L’accento dovrebbe essere posto sulle competenze che si intendono costruire anche utilizzando contenuti e attività diverse: la ricerca di una correlazione con il percorso di studio regolare è necessario sia definita già in sede di progettazione del PEP.

Riguardo alla pur legittima scelta di eventuali esoneri dalla lingua straniera, essa va effettuata, ma con un’attenta valutazione degli effetti sull’intero percorso scolastico dello studente, sul suo progetto di vita ed anche sulla necessità che egli possa essere comunque in grado di effettuare l’esame di qualifica e di Stato.

Durante l’anno scolastico ogni verifica ed eventuale aggiustamento degli interventi dovrà considerare ed integrare quanto condiviso e riportato nel PEP (in particolare nella relazione fra obiettivi, risultati attesi e valutazione).

Il PEP dello studente, in linea di massima, raccoglie:

· il parere dello specialista nella rilevazione della situazione di svantaggio;

· il consenso della famiglia;

· gli obiettivi specifici di apprendimento;

· le strategie e le attività educativo/didattiche;

· le iniziative formative integrate tra istituzioni scolastiche e realtà socio/assistenziali o educative territoriali;

· le modalità di verifica e valutazione.

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MODALITÀ DI VERIFICA E VALUTAZIONE

Al momento della valutazione è necessario tenere conto, da un lato dei risultati raggiunti dal singolo studente anche in relazione al suo punto di partenza, dall’altro è fondamentale verificare quanto gli obiettivi sono riconducibili ai livelli essenziali degli apprendimenti previsti dal grado di scuola che lo studente frequenta.

A tal fine è importante che il Consiglio di classe, relativamente ai percorsi personalizzati:

· concordi, per le attività che lo studente svolge in modo differenziato rispetto alla classe, le modalità di raccordo con le discipline in termini di contenuti e competenze;

· individui modalità di verifica dei risultati raggiunti che prevedano anche prove assimilabili a quelle del percorso comune;

· stabilisca livelli essenziali di competenza che consentano di valutare la contiguità con il percorso comune e la possibilità del passaggio alla classe successiva.

Un’adeguata comunicazione con la famiglia e con lo studente stesso, ove sia possibile, può favorire la comprensione dei criteri e la gestione delle aspettative in relazione agli esiti dei percorsi.

Considerata la caratteristica di temporaneità dei percorsi personalizzati per gli studenti in situazione di svantaggio, nel passaggio ai gradi di scuola successivi, scuola e famiglia valuteranno l’opportunità e le modalità di trasferimento delle informazioni.

In sede di esame finale, per gli studenti in situazione di svantaggio, non sono previste modalità differenziate di verifica e tuttavia i criteri di valutazione dovranno tener conto della situazione dello studente e del piano personalizzato (PEP) portato avanti in corso d’anno (tutte le altre situazioni previste dalla Direttiva del 27/12/2012 o previste dalla legge 53/2003).

 

Spero questo articolo possa esserti stato d’aiuto.

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