DIDATTICA PERSUASIVA

STRATEGIE PER GESTIRE IL DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO A SCUOLA.

STRATEGIE PER GESTIRE IL DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO A SCUOLA

Nel Disturbo Oppositivo Provocatorio i bambini mostrano un pattern comportamentale di irritabilità, ostilità, oppositività e sfida, persistente e inappropriato all’età, tale sindrome è una variabile dell’ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder).

 

Il DOP è definito da due differenti ordini di problematiche:

 

Le caratteristiche dei  bambini con Disturbo Oppositivo Povocatorio sono: 

 STRATEGIE PER GESTIRE IL DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO A SCUOLA
Per le strategie più efficaci per trattare il disturbo oppositivo provocatorio ti rimando a questo articolo in cui ne abbiamo parlato BAMBINI DISATTENTI, IPERATTIVI E IMPULSIVI: LE 3 STRATEGIE PIÙ EFFICACI. In questo articolo invece vediamo specificatamente l’intervento in classe.

Perché la diagnosi è difficile?

Il comportamento sfidante è tipico nel normale sviluppo di un bambino e può inoltre essere espressione di rabbia, stanchezza o di un turbamento di qualche natura…

 

Come fare la diagnosi?

STRATEGIE PER GESTIRE IL DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO A SCUOLA

Disturbo oppositivo provocatorio intervento in classe 2 cose da non fare. 

1. Innanzi tutto è insensato dire a un bambino con una diagnosi medica di “essere bravo”!! Pensate al vostro dottore se, quando state male, vi dicesse “Migliorate!”

2. Sgridare, scrivere il nome o una nota sono efficaci per reprimere nell’immediato il comportamento scorretto ma alla lunga provocano disastri!

A tal proposito leggi anche: STRATEGIE DIDATTICHE PER BAMBINI CON DDAI.

 

Cosa sente un bambino con Disturbo oppositivo provocatorio?

 

1. Strategie per gli insegnanti Primo Step.

Cambiare atteggiamento mentale:

– Non pensare a “problemi di comportamento” o “cattivi comportamenti”….

– Quando si pronunciano queste parole si forma nella mente una determinata percezione del bambino: BAMBINO CATTIVO – BAMBINO PROBLEMATICO

– Il bambino è OK. E’ solo il suo comportamento che si desidera cambiare. Quindi esso è il bersaglio!

– Liberarsi di alcune espressioni verbali: Non….. No! Smetti di…. Basta…..

2. Strategie per gli insegnanti Secondo Step.

Programma Multimodale 

– Ora del giorno.

– Giorno della settimana.

– Contesto, ambiente, materia, certi coetanei attorno, certi adulti attorno etc.

– Il bambino ha bisogno che gli sia insegnato ad esprimere la rabbia e la frustrazione in maniera socialmente appropriata.

– Non possiamo solo dir loro di essere “bravi”, dobbiamo fornir loro tecniche che li aiutino a comportarsi in maniera differente.

STRATEGIE PER GESTIRE IL DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO A SCUOLA

 

Suggerimenti per gli insegnanti per gestire il bambino con disturbo oppositivo provocatorio.

(Barkley and Benton 1998) (Wenning 1999)

STRATEGIE PER GESTIRE IL DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO A SCUOLA
Interventi moderati:


Interventi più intensivi:

STRATEGIE PER GESTIRE IL DISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO A SCUOLA

Ricapitolando:

Asuni, F., De Meo, T. e Vio, C. (2003). Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività. Il caso di un bambino di quarta elementare. Psicologia e Scuola, 113, 16-27.

Cornoldi C., Gardinale M., Masi A. & Pettenò L. (1996), Impulsività e autocontrollo. Trento: Erickson.

Fiorenza, Andrea, Nardone, Giorgio, 1995 , L’intervento strategico nei contesti educativi , Giuffrè, Milano.

Cornoldi C., De Meo T., Offredi F. & Vio C. (2001). Iperattività e autoregolazione cognitiva. Trento: Erickson.

Vio C., Marzocchi G.M. & Offredi F. (1999). Il bambino con deficit di attenzione/iperattività. Trento: Erickson.

Di Pietro M., Bassi E. & Filoramo G. (2001). L ’ alunno iperattivo in classe.Trento: Erickson.

Barkley, (ed. it. Chiarenza) Bambini provocatori , Manuale clinico per valutazione e parent training . Ars Medica editore 2007

Zuddas A., Ancilletta B., Cavolina P. Che cos’è l’ADHD? Manuale minimo per genitori ed insegnanti . Arti Grafiche Pisano, Cagliari 2000

Articolo di Dott.ssa Arabella DI Ruocco NPIA – ASL NA3Sud DS57

 

RISORSE CONSIGLIATE PER TEADHD STRATEGIE DIDATTICHE: COSA NON DOVREBBE FARE L’INSEGNANTE.

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Buon lavoro. 🙂

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