STRATEGIE DIDATTICHE INNOVATIVE

STRATEGIE DIDATTICHE INNOVATIVE

1. LEARNING BY DOING STRATEGIE DIDATTICHE INNOVATIVE

DEFINIZIONE: apprendimento attraverso il fare, attraverso l’operare, attraverso le azioni.

OBIETTIVI: Gli obiettivi di apprendimento si configurano sotto forma di “sapere come fare a”, piuttosto che di “conoscere che”; infatti in questo modo il soggetto prende coscienza del perché è necessario conoscere qualcosa e come una certa conoscenza può essere utilizzata.

AZIONI IMPIEGATE: Organizzare Goal-Based-Scenarios (GBSs) , cioè simulazioni in cui lo studente persegue un obiettivo professionale concreto applicando ed utilizzando le conoscenze e le abilità funzionali al raggiungimento dell’obiettivo. Dovrà trattarsi di un obiettivo in grado di motivarlo ed indurlo a mettere in gioco le sue conoscenze pregresse creando una situazione ideale per l’integrazione delle nuove conoscenze.

FINALITA’: Migliorare la strategia per imparare, ove l’imparare non è il memorizzare, ma anche e soprattutto il comprendere.

RIFERIMENTI :

http://www.edscuola.it/archivio/didattica/learning.html

http://www.centrolatenda.it/formazione/learning_by_doing.

http://www.ludonet.org

 

2. ROLE PLAYING STRATEGIE DIDATTICHE INNOVATIVE

DEFINIZIONE: Gioco di ruolo.

OBIETTIVI: Far emergere non solo il ruolo, le norme comportamentali, ma la persona con la sua creatività.

AZIONI IMPIEGATE: In un clima collaborativo, rilassato, accogliente si organizza l’attività di role playing, che si articola in quattro fasi:

– Warming up: attraverso tecniche specifiche (sketch e scenette, interviste, discussioni,ecc..), si crea un clima sereno e proficuo.

– Azione: gli studenti sono chiamati ad immedesimarsi in ruoli diversi e ad ipotizzare soluzioni.

– Cooling off: si esce dai ruoli e dal gioco, per riprendere le distanze.

– Analisi: si analizza, commenta e discute ciò che è avvenuto.

FINALITA’: Potenziare la creatività individuale

RIFERIMENTI: Maurizio Castagna Role playing, autocasi ed esercitazioni psicosociali. Come insegnare comportamenti interpersonali Franco Angeli, Milano 2002.

 

3. OUTDOOR TRAINING STRATEGIE DIDATTICHE INNOVATIVE

DEFINIZIONE: “Trasportarsi all’esterno”, venir fuori.

OBIETTIVI: S viluppare nei gruppi di lavoro l’attitudine necessaria a lavorare in modo strategico, coinvolgendo gli allievi in un ambiente e in situazioni diverse da quelle quotidiane, costringendoli a pensare e ad agire fuori dai normali schemi mentali e comportamentali.

AZIONI IMPIEGATE: Dopo aver presentato al gruppo delle ”sfide“ (problemi operativi di difficile soluzione), si analizzano le modalità con cui sono state affrontate, simulando un contesto lavorativo reale. L’obiettivo è far emergere i punti di forza e di debolezza del singolo e del gruppo in un contesto privo delle pressioni e dei condizionamenti quotidiani.

FINALITA’: Affinare le strategie per imparare a risolvere problemi complessi utilizzando anche schemi operativi fuori dall’ordinario. Potenziare l’autostima e la conoscenza di sé.

RIFERIMENTI:

http://www.outdoortraining.net/

 

4. BRAIN STORMING

DEFINIZIONE: “Tempesta nel cervello”. Consente di far emergere le idee dei membri di un gruppo, che vengono poi analizzate e criticate.

OBIETTIVI:

1. la capacità di produrre molte idee, diversificate ed insolite di solito legate ad un progetto collettivo o alla soluzione di un problema. 

2. l’interazione fra gli studenti

3. l’interazione dello sforzo di ciascuno con quello di un altro.

AZIONI IMPIEGATE: Le azioni si possono così schematizzare:

• la definizione e la scomposizione del problema

• l’identificazione degli interventi che richiedono un’analisi con risoluzioni di tipo creativo e quelli che richiedono interventi di tipo tradizionale

• la produzione delle nuove idee

• la decisione e la valutazione delle idee (per queste due ultime fasi i gruppi non devono superare le 6/10 unità e nel loro interno essere molto eterogenei)

• stesura di un verbale in cui le idee vengono valutate in termini di attuabilità, convenienza e compatibilità con la classe e il contesto in cui si è verificato il problema.

FINALITA’: Migliorare la creatività, in quanto si vuole far emergere il più alto numero di idee, fattive e realizzabili, posto un argomento dato. Favorire, inoltre, l’abitudine a lavorare in team e a rafforzarne le potenzialità.

RIFERIMENTI:

http://www.nume.it/000025it_brainstorming.php

http://it.wikipedia.org/wiki/Brainstorming

 

5. PROBLEM SOLVING STRATEGIE DIDATTICHE INNOVATIVE

DEFINIZIONE: L’ insieme dei processi per analizzare, affrontare, e risolvere positivamente situazioni problematiche.

OBIETTIVI:

1. cercare la responsabilità di una situazione problematica per velocizzare la risoluzione del problema dato.

2. trovare la soluzione e rendere disponibile una descrizione dettagliata del problema e del metodo per risolverlo.

3. anche se non si è trovata la soluzione è comunque importante dettagliare bene il problema e descrivere accuratamente i passi da seguire affinché il problema si ripresenti.

AZIONI IMPIEGATE: Le azioni possono essere così schematizzate:

Focalizzare

• creare un elenco di problemi

• selezionare

• verificare e definire il problema

• descrizione scritta del problema da analizzare

• decidere cosa è necessario sapere

• raccogliere i dati di riferimento

• determinare i fattori rilevanti

• elenco dei fattori critici da risolvere

• generare soluzioni alternative

• selezionare una soluzione

• sviluppare un piano di attuazione

• scelta della soluzione del problema

• piano di attuazione da eseguire

• impegnarsi al risultato aspettato

• eseguire il piano

• monitorare l’impatto durante l’ implementazione

• impegno organizzativo

• completare il piano

• valutazione finale

FINALITA’: Migliorare le strategie operative per raggiungere una condizione desiderata a partire da una condizione data.

RIFERIMENTI: http://it.wikipedia.org/wiki/Problem_solving

 

7. E- LEARNING STRATEGIE DIDATTICHE INNOVATIVE

DEFINIZIONE: L’e-learning o teledidattica è un settore applicativo della tecnologia informatica, che utilizza il complesso delle tecnologie di internet (web, e-mail, FTP, IRC, streaming video, ecc…) per distribuire on- line contenuti didattici multimediali.

OBIETTIVI: Gli obiettivi dell’ E- LEARNING rispecchiano le quattro principali caratteristiche della formazione on-line:

Modularità: il materiale didattico deve essere composto da moduli didattici, chiamati anche Learning Object ( LO ), in modo che l’utente possa dedicare alla formazione brevi lassi di tempo (15/20 min.), personalizzando così tempi e modalità di approccio ai contenuti.

Interattività: l’utente deve interagire con il materiale didattico, che deve rispondere efficacemente alle necessità motivazionali dell’interazione uomo-macchina.

Esaustività: ogni LO deve rispondere ad un obiettivo formativo e portare l’utente al completamento di tale obiettivo.

Interoperabilità: i materiali didattici devono essere predisposti per poter essere distribuiti su qualsiasi piattaforma tecnologica e per garantire la tracciabilità dell’azione formativa.

AZIONI IMPIEGATE: La componente base dell’ E-LEARNING è la piattaforma tecnologica (Learning Management System o LSM) che gestisce la distribuzione e la fruizione della formazione.

Tutte le informazioni sui corsi e gli utenti restano indicizzate nel database della piattaforma: questa caratteristica permette di accedere alla propria offerta formativa direttamente da qualsiasi computer collegato ad INTERNET.

L’Aula virtuale è la metodologia didattica che permette l’interazione sincronica fra gli utenti; gli strumenti come le chat, le lavagne condivise e le videoconferenze, favoriscono la comunicazione immediata. Altre figure importanti sono il tutor e la comunità, spina dorsale della metodologia didattica.

FINALITA’: Potenziare la formazione permanente degli studenti.

RIFERIMENTI: http://it.wikipedia.org/wiki/E-learning

STRATEGIE DIDATTICHE INNOVATIVE

 

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Se hai voglia di confrontarti con me contattami pure sulla mia pagina Facebook: DIDATTICA PERSUASIVA.  

 

Buon lavoro.

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