LINEE GUIDA PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

LINEE GUIDA PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (DSA)

Con il termine Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) si intende un disturbo che investe le funzioni relative ai processi di apprendimento delle abilità strumentali di base di lettura, scrittura e calcolo. Tali disturbi interessano uno specifico dominio di abilità, ma all’interno di un funzionamento intellettivo nella norma.

Appartengono ai DSA, la dislessia (disturbo specifico della lettura), la disgrafia (disturbo specifico della scrittura negli aspetti prassici), la disortografia (disturbo specifico della scrittura intesa nelle sue componenti fonologiche, metafonologiche e ortografiche), la discalculia (disturbo specifico delle abilità aritmetiche).

Il successo scolastico di uno studente con DSA richiede che la scuola, in sinergia con la famiglia ed il sanitario di riferimento, accompagni il processo di consapevolezza dello studente rispetto alla conoscenza delle proprie capacità d’apprendimento e alluso autonomo delle strategie compensative.

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DIAGNOSI E RELAZIONE CLINICA.

La valutazione diagnostica e clinica spetta agli specialisti dell’ULSS di appartenenza (neuropsichiatri infantili o psicologi) o a soggetti accreditati e convenzionati dalla stessa (neuropsichiatri infantili e psicologi oppure strutture private in cui operano questi specialisti).

Lo specialista rilascia – anche in un unico documento – la diagnosi con relativo codice nosografico di riferimento e la relazione descrittiva delle abilità strumentali specifiche, sulla base della quale il Consiglio di classe definisce gli strumenti compensativi e le misure dispensative da adottare.

Alla famiglia spetta il compito di consegnare tempestivamente tutta la documentazione (completa di diagnosi e relazione clinica di DSA) al Dirigente scolastico, che la trasmetterà al Consiglio di classe. LINEE GUIDA PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Se lo specialista consegna alla famiglia solamente la diagnosi, senza altre indicazioni, sarà cura del Consiglio di classe richiedere la documentazione completa necessaria per la messa in atto di strumenti compensativi e di misure dispensative adeguati alle necessità dello studente.

Valutazioni rilasciate da altri operatori, quali logopedisti, non sono da considerarsi sufficienti ai fini dell’applicazione della normativa. La segnalazione che proviene dal logopedista sarà di stimolo al Consiglio di classe per attivarsi con la famiglia al fine di conseguire la regolare documentazione.

 

RUOLO E COMPITI DEL DOCENTE REFERENTE.

Per gli studenti con diagnosi di DSA è prevista la figura del docente referente (funzione strumentale).

Questa figura favorisce la relazione con la famiglia e il clinico di riferimento.

Il docente referente cura in particolare:

· la collaborazione per la stesura del Piano Didattico Personalizzato (PDP) concordato fra docenti, famiglia ed eventuali altri operatori;

· le relazioni all’interno del Consiglio di classe e con la famiglia per quanto riguarda la comunicazione del progetto personalizzato previsto, dei risultati e della valutazione, promuovendo coinvolgimento e collaborazione.

L’adozione delle misure spetta al consiglio di classe.

 

RUOLO DELLA FAMIGLIA.

La famiglia di uno studente con DSA va coinvolta sia nel momento dell’invio ai Servizi sanitari per una valutazione, sia nel momento dell’individuazione delle misure dispensative e degli strumenti compensativi.

Essendo fortemente investita nell’impegno domestico dei compiti e dello studio è necessario un confronto ed una collaborazione costante con la scuola e le strutture sanitarie per la messa a punto delle strategie d’apprendimento più efficaci. La condivisione è utile per favorire l’utilizzo degli strumenti compensativi sia a scuola che a casa.

Vanno, inoltre, chiaramente esplicitati alla famiglia i criteri e le modalità di verifica e di valutazione come previsti nel PDP.

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PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO (PDP)

Il Piano Didattico personalizzato (PDP) è definito dal Consiglio di classe in accordo con la famiglia e lo specialista di riferimento.

Nel PDP sono delineate le metodologie e le attività didattiche rapportate alle capacità individuali specificando le misure dispensative e gli strumenti compensativi. In alcuni casi possono essere sufficienti solamente alcune indicazioni a carattere trasversale per tutte le discipline; in altri, invece, si rende necessaria una definizione precisa all’interno di ciascuna disciplina.

Durante l’anno scolastico ogni verifica ed eventuale aggiustamento degli interventi, partirà da quanto condiviso ad inizio percorso e riportato nel PDP, in particolare nella relazione fra obiettivi, risultati attesi e valutazione.

Si definiscono, solitamente nella relazione, le indicazioni generali circa l’utilizzo di strategie compensative; spetta ai docenti del Consiglio di classe identificare, declinare e sperimentare quelle più efficaci per lo specifico studente, anche all’interno delle diverse discipline, avendo attenzione a garantire una didattica personalizzata con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico.

È utile tenere presente che tali attenzioni possono essere più opportunamente definite a seguito dei contatti con la famiglia e con lo studente i quali possono fornire informazioni utili per una migliore applicazione degli interventi educativo/didattici.

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Il PDP dello studente, in linea di massima, quindi raccoglie:

· la descrizione della situazione dello studente avvalendosi delle informazioni contenute nella relazione clinica;

· l’individuazione delle misure dispensative e degli strumenti compensativi adottati dal Consiglio di classe;

· le metodologie e le attività didattiche adeguate alle capacità dello studente;

· le modalità di verifica dell’apprendimento (colloqui orali, verifiche scritte, altro…);

· i criteri di valutazione adottati.

Le informazioni indicheranno con chiarezza le misure dispensative e gli strumenti compensativi attivati per lo studente.

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DSA: LE MISURE DISPENSATIVE E GLI STRUMENTI COMPENSATIVI.

L’introduzione di misure dispensative e di strumenti compensativi sono rapportate alle capacità individuali e all’entità del disturbo e possono avere anche carattere temporaneo. (L. 170/2010).

Nel PDP il Consiglio di classe individua proposte d’insegnamento che tengano conto delle abilità possedute dallo studente e potenzino anche le funzioni non coinvolte nel disturbo.

Periodicamente va rivalutata, in modo condiviso con la famiglia, la necessità e l’efficacia delle strategie e delle misure introdotte adattandole ai bisogni e all’evoluzione dello studente.

Questa condivisione è utile dal momento che le strategie e gli strumenti compensativi dovrebbero essere utilizzati sia a scuola che a casa.

 

A titolo esemplificativo si riporta quanto segue.

  • Misure dispensative

L’adozione delle misure dispensative è finalizzata ad evitare situazioni di affaticamento e di disagio, senza peraltro ridurre il livello degli obiettivi di apprendimento previsti nei percorsi didattici personalizzati.

Particolare attenzione deve essere prevista durante le lezioni evitando: · lettura ad alta voce o a prima vista; · scrittura veloce sotto dettatura;

· memorizzazione di: tabelline, liste di vocaboli, lessico disciplinare specifico…;

· lo studio delle lingue straniere per quanto attiene esclusivamente la forma scritta;

· l’uso del vocabolario.

È invece particolarmente importante permettere tempi più lunghi e modalità opportunamente adattate per la verifica del raggiungimento degli obiettivi sia per le verifiche scritte e orali, sia per lo studio.

  • Strumenti compensativi.

L’impiego degli opportuni strumenti compensativi va introdotto curando particolarmente l’acquisizione da parte dello studente delle competenze per un efficiente ed autonomo utilizzo degli stessi.

Particolare importanza rivestono quindi strumenti compensativi quali: · le tabelle di varia natura (regole grammaticali o teoremi matematici..)

· la calcolatrice;

· le registrazione e il riascolto delle lezioni;

· gli audiolibri;

· i programmi di videoscrittura con correttore ortografico;

· la sintesi vocale;

· i testi multimediali;

· le mappe concettuali;

· ecc.

Periodicamente va rivalutata in modo condiviso la necessità e l’efficacia delle strategie e delle misure programmate.

Accanto alle misure dispensative e compensative sembrano importanti anche alcune attenzioni pedagogiche quali:

· individuare le attività nelle quali lo studente è più capace creando occasioni ed esperienze in grado di renderle visibili e di valorizzarle;

· fissare obiettivi concreti e realistici, in sintonia con le capacità proprie di uno studente con DSA;

· decidere con lo studente l’opportunità e le modalità adeguate per condividere con i compagni il suo problema;

· dare tempi distesi per le varie attività in modo da poter completare il lavoro senza fretta.

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MODALITÀ DI VERIFICA E VALUTAZIONE.

La valutazione degli studenti è effettuata sulla base del PDP in relazione sia alle misure dispensative che agli strumenti compensativi adottati, anche in via temporanea. La strutturazione delle verifiche dovrà consentire allo studente di mostrare il grado di prestazione migliore possibile.

È opportuno che ciascun docente, per la propria disciplina, definisca le modalità più facilitanti con le quali le prove, anche scritte, vengono formulate (organizzazione percettiva delle informazioni nello spazio pagina, ripasso pochi minuti prima della verifica, formulazione della stessa domanda con differenti modalità…).

È particolarmente importante che le prove di verifica vengano programmate, informando lo studente.

Le prove scritte di lingua straniera sono progettate, presentate e valutate secondo modalità compatibili con le difficoltà che presenta lo studente.

 

La prestazione orale va privilegiata e considerata come compensativa della prestazione scritta.

È buona prassi applicare, anche nell’ambito delle verifiche, le misure che possono favorire le condizioni ottimali per una miglior prestazione possibile ricorrendo anche all’uso di audiolibri e di sintesi vocali associate, come pure all’uso del PC con correttore automatico e dizionario digitale.

 

ESAMI CONCLUSIVI NEL SECONDO CICLO D’ISTRUZIONE

In sede d’esame finale, le prove non possono essere differenziate. Ciò significa che lo studente dovrà in ogni caso sostenere tutte le prove scritte, ma potrà avvalersi delle misure dispensative e degli strumenti compensativi utilizzati in corso d’anno, mantenendo le modalità di lavoro definite nel PDP

La valutazione delle prove dovrà tenere conto della situazione particolare dello studente e in nessun modo egli dovrà essere penalizzato per l’uso delle misure dispensative o dei tempi supplementari.

Nella relazione di presentazione della classe all’esame di Stato, dovrà essere data particolare attenzione allo studente con DSA in modo da rendere noti a tutti i membri della Commissione d’esame le specifiche situazioni soggettive e gli elementi caratterizzanti il PDP, compresa l’indicazione degli strumenti compensativi da utilizzare nell’ambito delle prove scritte.

Le medesime Commissioni assicurano, quindi, l’utilizzo di idonei strumenti compensativi e adottano criteri valutativi attenti soprattutto ai contenuti piuttosto che alla forma, sia nelle prove scritte, sia in fase di colloquio.

Per gli studenti le cui misure dispensative abbiano previsto, in corso d’anno, un esonero dallo studio delle lingue straniere in forma scritta, è da considerare che il colloquio orale potrà compensare la carenza di elementi valutativi dello scritto e potrà dare alla Commissione gli elementi aggiuntivi necessari ad una valutazione della preparazione scolastica.

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Spero questo articolo possa esserti stato d’aiuto.

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