INSEGNAMENTO DELLA LETTO-SCRITTURA

INSEGNAMENTO DELLA LETTO-SCRITTURA

La scrittura è nata storicamente per sviluppare la memoria a lungo termine e per rendere durevoli nel tempo i vari tipi di linguaggio che via via si andavano sviluppando: quello parlato, quello iconico, quello iconico simbolico musicale.

In senso filogenetico e ontogenetico la scrittura evolve partendo da una necessità di lasciare  traccia di sé. INSEGNAMENTO DELLA LETTO-SCRITTURA

 

Tale traccia è denominata glifo:

Nella scrittura per immagini i glifi  rappresentano direttamente gli oggetti e le idee o situazioni oggettive e ideative.

 

In relazione a questo sistema si possono distinguere i seguenti sub-stadi di sviluppo:

  • Mnemonico: glifi principalmente come promemoria;
  • Pittografico: i glifi  rappresentano direttamente un oggetto o una situazione oggettiva;
  • Ideografico: i glifi rappresentanti un’idea;
  • Transizionali: I glifi  non riguardano solo l’oggetto o l’idea che essi rappresentano, ma  sono riferiti anche al loro nome.

Vi è poi il: Sistema fonetico: i glifi si riferiscono a suoni o simboli vocali indipendentemente dal loro significato.

Questo stadio  si risolve nei seguenti sottostadi:

  • Verbali: glifi (logogrammi) rappresentanti un’intera parola;
  • Sillabici: glifi rappresentanti una sillaba;
  • Alfabetici: glifi rappresentanti un suono elementare.

La scrittura parte, quindi, dalla necessità per l’uomo di lasciare traccia di sé. Avverrà la stessa cosa anche per il bambino. Oltre l’esigenza di raccontare  è gratificante la stessa esperienza senso-motoria in sè della mano che traccia segni su una superficie.

Se si guarda in effetti l’evoluzione della traccia grafica nel bambino si ritroverà la stessa motivazione che ha guidato i primi uomini a graffiare le pareti delle caverne nel tentativo di raccontare. INSEGNAMENTO DELLA LETTO-SCRITTURA

Sappiamo  bene quanta importanza abbia per i bambini il disegno. Esso si trasforma piano piano dallo scarabocchio senza significato alla rappresentazione di persone oggetti, luoghi. I disegni  possono essere letti sapientemente da docenti attenti.

Il disegno è una vera e propria scrittura per immagini…

Analizziamo, a questo punto, quanto ci interessa in questo articolo: Il sistema fonetico nel quale i glifi  si riferiscono a suoni o simboli vocali indipendentemente dal loro significato.

In questo stadio, effettivamente,  i bambini, dai quattro-cinque anni, ai sei-sette anni,  passano dalla fase logografica, alla fase sillabica ed infine a quella alfabetica.

Nella fase logografia i bambini scrivono una intera parola, ma essa è un logo assegnato ad un oggetto senza che ci sia corrispondenza reale con il suo nome . Segue la fase sillabica nella quale i bambini riescono a livello orale ad isolare la prima sillaba della parola. Segue intorno ai 6- 7 anni, la fase alfabetica nella quale ogni segno corrisponde ad un suono.

Si può dire  anche che la scrittura, quale forma di comunicazione universale,  rispetta  gli stadi dell’evoluzione dell’intelligenza studiati da Jean Piaget.

Per l’autore il bambino che è nello stadio senso-motorio è gratificato quando traccia segni poiché coinvolge i sensi e la motricità nel farlo. Nello stadio  preoperatorio le parole rappresentano “magicamente” oggetti,   persone,  cose;  ma in effetti non c’è tra parole e realtà alcuna corrispondenza convenzionale.

Nello stadio operatorio-concreto la scrittura è nella sua dimensione  esecutiva. In questo stadio il bambino acquisisce e ripete la struttura convenzionale della lingua trasmessa dagli adulti. L’ultimo stadio piagettiano, quello simbolico, permette al bambino di applicare la componente costruttiva della scrittura; egli, allora, la usa   come mezzo personale e critico per raccontare, rielaborare, trasformare. INSEGNAMENTO DELLA LETTO-SCRITTURA

Ma qual è la struttura della lingua italiana?

La lingua italiana non è sillabica ma alfabetica nel senso che  quando scriviamo delle parole generalmente ad ogni suono corrisponde un grafema. Esistono lingue sillabiche le quali  legano un suono orale ad una sillaba scritta. 

Ricordiamo a questo riguardo la lingua americana Cherokee, la lingua africana Vai, la lingua creola Ndyuta. La lingua giapponese utilizza tre kana per scrivere parole con  tre sillabe, noi usiamo sei caratteri per scrivere parole trisillabe. La stessa lingua inglese è una lingua sillabica.

Quali saranno allora le competenze che occorrerà stimolare perché un bambino italiano non produca difficoltà grafiche ed ortografiche? Molti sono i prerequisiti per acquisire una buona competenza grafo-scrittoria, ma io credo che la competenza principale sia il linguaggio nella sua doppia accezione di linguaggio compreso e linguaggio espresso.

Nelle prime fasi di sviluppo l’unica dimensione del linguaggio è quella semantica: il bambino deve comprendere che una parola udita e riferita ad un determinato oggetto; le parole in questa fase sono usate in modo inconsapevole ed automatico. Da questa fase si deve passare alla coscienza che con i suoni si può giocare e che essi sono elementi indipendenti dall’oggetto che rappresentano. INSEGNAMENTO DELLA LETTO-SCRITTURA

Si tratta di imparare: che alla base del linguaggio vi è la  dimensione fonologica che permette di isolare il suono dal significato; che per arrivare alla scrittura bisogna accedere alla combinatoria di suoni  indipendenti da ciò che la parola rappresenta.

Per attivare il sistema fonologico i bambini devono compiere operazioni analitiche successive all’acquisizione del linguaggio con funzione comunicativa e semantica.

Nella mia carriera, in qualità di logopedista e pedagogista, numerose volte mi sono ritrovata a contestare l’insegnamento della letto-scrittura quando non era presente il disegno nella sua fase almeno pre-schematica (questo argomento sarà sviluppato probabilmente in altro articolo) e quando non era presente il linguaggio compreso-espresso, neanche nella sua funzione elementare: quella semantica.

Cosa importante da sottolineare è che la competenza fonologica può essere sviluppata grazie all’esercizio e che la facilità che alcuni bambini hanno nell’apprendere tale abilità può dimostrarsi predittiva di successo nell’acquisizione dell’apprendimento della letto scrittura.

Sarà importante, allora stimolare,  già dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia,  la funzione semantica basata sul riconoscimento di oggetti, di ambienti, persone; poi bisognerà sviluppare la capacità di ascoltare e raccontare piccole storie. 

Si penserà, poi, alla consapevolezza fonologica sia pure nella sua prima accezione: quella globale.

Nella scuola primaria, invece, si dovrà stimolare, proprio perché la lingua italiana ha natura alfabetica e  per non procurare errori disgrafici e ortografici la funzione  analitica del linguaggio.

 

Attività metafonologiche

La competenza fonologica può essere:

  • GLOBALE (Scuola dell’infanzia a partire dai 4 anni)
  • ANALITICA (Scuola primaria 1^ Classe)

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Globali

  • Fiabe e filastrocche
  • Rime
  • Quantificazione delle parole contenute in una frase
  • Parole lunghe parole corte
  • Giochi sulle parole es. morta-della
  • Segmentazione-fusione sillabica
  • Identificazione sillaba iniziale
  • Bastimento di parole che iniziano con pa, , ta ecc
  • Elisione sillaba iniziale e finale
  • Sillaba uguale in parole diverse
  • Come inizia… come finisce …

 

Analitiche

  • Identificazioni suoni iniziali
    • finali- interni
  • Spelling
  • Tapping
  • Delezione fonemi
  • Gruppi di parole che iniziano e terminano con lo stesso fonema
  • Fluenza verbale

 

Autrice: Dott.sa Rosaria Troiso

Pedagogista e Logopedista

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Spero questo articolo possa esserti stato d’aiuto.

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