DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO COSA FARE

DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO COSA FARE

CHE COSA SONO I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO?

Una definizione semplice che dovresti ricordare: i DSA sono ufficialmente definiti come disturbi specifici evolutivi dell’apprendimento di origine neurobiologica.

L’uso del termine DSA si riferisce a difficoltà specifiche di:

– lettura –    DISLESSIA

– scrittura – DISGRAFIA e DISORTOGRAFIA

– calcolo –   DISCALCULIA 

La dislessia ostacola la capacità di rendere automatica la corrispondenza fra segni e suoni (attività di decodifica) in un individuo dotato di una normale intelligenza, senza problemi fisici e psicologici, che ha avuto adeguate opportunità di apprendimento.

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CHE COSA È LA DISORTOGRAFIA EVOLUTIVA?

La disortografia evolutiva è un disturbo specifico dell’apprendimento della scrittura che è stato riconosciuto e tutelato dalla legge 170 sui DSA.

Anche se la scrittura rappresenta quasi la metà dell’attività che viene svolta in ambito scolastico, questo deficit è stato meno studiato e meno trattato dagli studiosi rispetto alla dislessia che in questi anni è stato l’argomento più approfondito.

Il bambino con disortografia evolutiva ha difficoltà nel tradurre correttamente in simboli grafici i suoni che compongono le parole, pur essendo indenne dal punto di vista cognitivo, sensoriale, neurologico, socioculturale e relazionale e avendo usufruito di normali opportunità educative e scolastiche.

Ci si riferisce a problemi specificatamente ortografici e/o fonologici escludendo i problemi grafo-motori che rientrano nella disgrafia.

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CHE COSA È LA DISLESSIA EVOLUTIVA E QUALI LE SUE CARATTERISTICHE?

Che cos’è la Dislessia Evolutiva?

“La Dislessia Evolutiva è una difficoltà selettiva nella lettura, in presenza di capacità cognitive adeguate e di adeguate opportunità sociali e relazionali, e in assenza di deficit sensoriali e neurologici”.

Spesso nella Dislessia Evolutiva le difficoltà di lettura si associano a difficoltà nella scrittura e/o nell’aritmetica, anche se non necessariamente della stessa intensità, perché queste tre abilità (lettura, scrittura e aritmetica) presentano delle basi comuni.

 

È frequente la Dislessia Evolutiva?

La D.E. colpisce circa il 4% dei bambini in età scolare.

Da questa definizione sono esclusi tutti quei bambini che hanno un disturbo di apprendimento come effetto secondario di una causa principale (scarsa stimolazione socio-culturale, problemi neurologici, sensoriali della vista e/o dell’udito, ritardo di sviluppo, difficoltà cognitive): il disturbo di apprendimento di questi ultimi è infatti meno selettivo e più globale, riguardando le abilità cognitive in misura più generale.

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CHE COSA È LA DISGRAFIA  E QUALI SONO I POSSIBILI INTERVENTI?

La disgrafia è un disturbo della scrittura e consiste nell’avere difficoltà a scrivere a mano sia segni grafici che numerici, il cui tracciato appare incerto, irregolare e illeggibile, nella forma e nella dimensione.

Emerge nel bambino dopo i primi anni di scuola primaria (terza) perché inizialmente si confonde lo sforzo ed il disordine nella scrittura con la fatica dell’apprendimento.

La disgrafia è dovuta a deficit di coordinazione motoria che rende difficoltosi movimenti tesi ad un determinato fine; oppure ad una “lateralizzazione incompleta”. Per lateralizzazione si intende quel processo che è alla base della coordinazione mano-occhio che consente movimenti sincroni e precisi come quelli della scrittura.

 

METODOLOGIE PER IL TRATTAMENTO DELLA DISGRAFIA.

Metodologie per il trattamento della disgrafia.

Nell’impostazione di un intervento riabilitativo è molto importante lavorare sulla motivazione del soggetto; il primo passo è infatti quello di stimolare il desiderio di scrivere ed a tal fine è fondamentale stabilire una relazione di fiducia con il bambino, spiegando e motivando le varie attività proposte come finalizzate al recupero delle varie abilità.

Secondariamente è necessario fare un esame della varie abilità del soggetto, per individuare quelle maggiormente carenti, sulle quali verrà poi impostato il programma.

La prevenzione, la riabilitazione e la compensazione sono tutti elementi importanti per il trattamento della disgrafia.

 

CHE COSA È LA DISCALCULIA E QUALI LE SUE CARATTERISTICHE?

Che cos’è la discalculia?

La discalculia (acalculia nei casi di estrema gravità) è una difficoltà specifica nell’apprendimento del calcolo che si manifesta in bambini di intelligenza normale, che non hanno subito danni neurologici. 

Le prestazioni aritmetiche di base di questi bambini (addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione) risultano significativamente al di sotto del livello atteso rispetto all’età cronologica, all’intelligenza generale e alla classe frequentata.

Tra i DSA è l’ultimo a essere stato riconosciuto e studiato probabilmente perché la matematica è una materia considerata universalmente “difficile”. A differenza di molte altre discipline, infatti, la matematica costringe l’alunno a riconoscere e a fronteggiarsi in modo quasi immediato con il proprio errore.

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MISURE COMPENSATIVE E DISPENSATIVE PER LA DISCALCULIA.

La discalculia è una difficoltà specifica nell’apprendimento del calcolo che si manifesta nel riconoscimento e denominazione dei simboli numerici, nella scrittura dei numeri, nell’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente, nella numerazione in ordine crescente e decrescente e nella risoluzione di problemi.

La discalculia riguarda la parte esecutiva della matematica e ostacola quelle operazioni che normalmente dopo un certo periodo di esercizio la maggior parte degli studenti svolge automaticamente, senza la necessità di particolari livelli attentivi. L’alunno discalculico, a causa della non acquisizione degli automatismi di calcolo, spesso deve utilizzare una grande quantità di energia e di tempo rispetto anche agli alunni con difficoltà generiche in matematica.

Inoltre la discalculia interferisce in modo significativo con l’apprendimento scolastico di tutte le discipline scientifiche e può portare a difficoltà di problematizzazione della realtà e di apprendimento di abilità sociali che richiedono la reversibilità,la seriazione, la classificazione e la comprensione delle relazioni spaziali e temporali.

 

COSA POSSIAMO FARE IN CLASSE CON BAMBINI CON D.S.A.?

Al centro delle ultime normative scolastiche c’è il concetto dell’individualizzazione del percorso formativo, che deve portare verso l’uguaglianza degli esiti, non solo delle opportunità.

A sostegno di ciò, il M.P.I. ha divulgato una circolare Prot. n° 4099/A/4 del 05.10.2004 in cui si invitano gli insegnanti all’uso di strumenti compensativi e dispensativi (vedi allegato) che colmino la discrepanza esistente tra un ragazzo normodotato e un ragazzo con D.S.A..

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SIAMO DI FRONTE AD UN EPIDEMIA DI BES E DSA? FALSO!

Con questo articolo si cercherà di fare chiarezza sulla presunta crescita e diffusione dello sviluppo  delle diagnosi e certificazioni relative ad alunni con BES e DSA.. Riportiamo dunque l’articolo integrale del Prof. G. Stella apparso sul suo Blog. 
Qui di seguito le parole del Prof. Stella:

L’epidemia dei BES e dei DSA 
In questi giorni si è nuovamente accesa la discussione sulle diagnosi e sui certificati. Ciclicamente c’è qualcuno che parla di eccesso di medicalizzazione, numero smisurato di diagnosi che invadono la scuola, costi sociali che questo fenomeno produce. È davvero così?

 

DSA DOMANDE FREQUENTI: 30 RISPOSTE ESSENZIALI.

30 Risposte alle domande più frequenti  sulla normativa per i Disturbi Specifici di Apprendimento.

 

Sulla diagnosi / certificazione

1. Le diagnosi hanno una scadenza? Si possono accettare diagnosi rilasciate diversi anni prima e mai aggiornate? 

Attualmente la normativa non dice nulla sull’eventuale scadenza delle diagnosi che conservano pertanto la loro validità formale almeno per tutto il periodo degli studi.

È possibile che l’argomento verrà affrontato nel decreto applicativo previsto dall’art. 7 della L. 170.

Poiché le informazioni menzionate nella diagnosi sono però importanti per definire gli interventi didattici, in caso di diagnosi rilasciate da molto tempo la scuola può chiedere alla famiglia, nell’interesse dell’alunno, di aggiornare i documenti clinici redatti molto tempo prima.

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DIDATTICA PERSONALIZZATA E INDIVIDUALIZZATA PER DSA E BES.

Quando si parla di DIDATTICA INDIVIDUALIZZATA E PERSONALIZZATA PER DSA di cosa parliamo precisamente e in che cosa consiste?

Dobbiamo sapere che la Legge 170/2010 dispone che le istituzioni scolastiche garantiscano:

«l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari del soggetto, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate».

Innanzi tutto dobbiamo capire che i termini utilizzati per definire la didattica individualizzata e personalizzata non sono da considerarsi sinonimi.

In letteratura, la discussione in merito è molto ampia e articolata e in questo articolo cercherò di spigarti in sintesi ciò che è importante sapere su questo come insegnante.

È comunque preliminarmente opportuno osservare che la Legge 170/2010 insiste più volte sul tema della didattica individualizzata e personalizzata come strumento di garanzia del diritto allo studio, con ciò lasciando intendere la centralità delle metodologie didattiche, e non solo degli strumenti compensativi e delle misure dispensative, per il raggiungimento del successo formativo degli alunni con DSA.

 

COME PARLARE DI DISLESSIA IN CLASSE IN MODO EFFICACE.

In questo articolo apprenderai come strutturare una lezione semplice ed efficace per spiegare ai tuoi alunni con DSA e non, quali sono le difficoltà che incontra un bambini con tale disturbo, e quali sono i pensieri e gli atteggiamenti che dovrai migliorare per lavorare con loro.

Come sai bene, un bambini con DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO in classe non è affatto semplice da gestire, soprattutto se non hai avuto il tempo di preparare una lezione  per sensibilizzare il contesto in cui il bambino andrà ad apprendere. 

 

DIDATTICA DELLA LINGUA STRANIERA CON ALUNNI CON DSA.

L’apprendimento di una seconda lingua, diversa da quella materna, implica il coinvolgimento di abilità nella comprensione e nella produzione orale e scritta, che collocano l’alunno con BES, in particolare con DSA, in una zona critica.

Se la lingua oggetto di apprendimento è l’inglese, tale criticità si accentua, in quanto l’inglese è notoriamente una lingua non trasparente, cioè con bassa corrispondenza tra grafemi e fonemi.

Inoltre, non dobbiamo dimenticare la dimensione emotiva, fondamentale in ogni forma di apprendimento, ma particolarmente importante nel caso della lingua straniera a causa dell’ansia da prestazione che può generare l’utilizzo di un codice poco noto e molto diverso da quello della lingua materna.

 

COSA SONO GLI STRUMENTI COMPENSATIVI E DISPENSATIVI?

Le misure compensative sono strategie o strumenti, informatici e non, che hanno lo scopo di compensare il disturbo supportando i ragazzi in quelli che sono i loro punti di debolezza dovuti ai DSA. Cosa sono gli strumenti compensativi e dispensativi?

Sono strumenti compensativi ad esempio il PC, la sintesi vocale, la calcolatrice, la tabella delle formule, tabelle delle regole grammaticali di qualsiasi lingua, la tavola pitagorica, l’utilizzo di mappe concettuali o mentali e cartine durante le interrogazioni o le verifiche scritte, il dizionario digitale, una diversa presentazione delle modalità di verifica (che può essere equipollente), l’uso di supporti alle verifiche (prove formative con domande guida per la preparazione alle verifiche),  ecc. Gli strumenti compensativi sono comunque personalizzati e scelti dall’alunno in base alle sue esigenze e peculiarità.

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10 SOFTWARE PER COMPENSARE I DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO.

In questo articolo ti parlerò delle SOFTWARE PER COMPENSARE I DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO e delle nuove tecnologie a queste connesse e quali opportunità offrono a te come insegnante i diversi strumenti riabilitativi/rieducativi pensati per aiutare questo tipo di difficoltà, ossia gli strumenti per aiutare i ragazzi a raggiungere risultati sostanzialmente equivalenti a quelli degli altri studenti attraverso sistemi alternativi di apprendimento. 

 

VALUTARE GLI ALUNNI CON DSA: MATERIE UMANISTICHE.

Il senso di inefficacia e la scarsa stima di sé di cui soffrono spesso i ragazzi con DSA, specialmente se non sono stati tempestivamente diagnosticati, derivano in gran parte dall’attribuire a se stessi la colpa degli insuccessi scolastici (e al caso i successi).

Per questo diventa fondamentale incrementare il loro senso di autoefficacia e far loro acquisire le competenze metacognitive necessarie ad una corretta autovalutazione del proprio stile di apprendimento, delle strategie ad esso funzionali e del percorso cognitivo da seguire.

Oltre alla valutazione sommativa degli apprendimenti, si ritiene indispensabile una valutazione dei progressi in itinere in relazione alla specificità del disturbo: è importante tener conto del punto di partenza e dei risultati conseguiti, premiando gli sforzi e l’impegno.

 

I FONDAMENTALI RIFERIMENTI NORMATIVI SUI D.S.A.

In questo articolo andiamo a vedere quali sono i principali riferimenti normativi sui DSA e a quali, come insegnanti, fare riferimento precisamente per programmare gli interventi durante il nostro iter scolastico dedicato a questo tipo di alunni. 

Legge 517/77 art. 2 e 7

La Legge prevede ATTIVITÀ SCOLASTICHE INTEGRATIVE, organizzate per gruppi di alunni della stessa classe o di classi diverse, finalizzate a realizzare interventi individualizzati in relazione alle esigenze dei singoli alunni (art. 2).

La programmazione educativa può comprendere periodiche attività scolastiche in sostituzione delle normali attività didattiche fino ad un massimo di 160 ore, secondo un programma di iniziative di integrazione e di sostegno elaborato dal Collegi dei Docenti (art. 7).  

Legge-517-77-art-2-e-7.pdf (653 download)

 

NORME IN MERITO AI DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO.

La normativa sui DSA consiste in una serie di note ministeriali emanate, nel corso degli ultimi anni, dal Ministero dell’Istruzione e da alcuni Uffici Scolastici Regionali. Note e circolari fanno riferimento alla normativa scolastica vigente che prevede la personalizzazione del percorso didattico.

Tali circolari indicano il dovere da parte delle istituzioni scolastiche di predisporre un Percorso Didattico Personalizzato (PDP), talora indicato anche come PEP (Percorso Educativo Personalizzato) nei confronti di tutti gli alunni con diagnosi specialistica di DSA.

La realizzazione del PDP implica l’adozione di tutte le misure dispensative e compensative (vedi oltre), appropriate all’entità ed al profilo della difficoltà, in ogni singolo caso, coerentemente con quanto indicato dalle note ministeriali.

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COME FACCIO A SAPERE SE MIO FIGLIO È DISLESSICO?

Difficoltà nella acquisizione della lettura e della scrittura potrebbero farti venire dubbi a riguardo ma ovviamente solo gli esperti lo possono stabilire con certezza, vi sono però dei campanelli d’allarme che genitori e insegnanti possono riconoscere.

In questo articolo cercherò di dare una risposta ad una domanda che molti genitori si pongono di fronte alle difficoltà del proprio figlio: COME FACCIO A SAPERE SE MIO FIGLIO È DISLESSICO?

Andiamo a scoprire quali sono i fattori di rischio e gli indicatori che ci dovrebbero far propendere per un eventuale visita specialistica. 

 

LINEE GUIDA PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (DSA)

Con il termine Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) si intende un disturbo che investe le funzioni relative ai processi di apprendimento delle abilità strumentali di base di lettura, scrittura e calcolo. Tali disturbi interessano uno specifico dominio di abilità, ma all’interno di un funzionamento intellettivo nella norma.

Appartengono ai DSA, la dislessia (disturbo specifico della lettura), la disgrafia (disturbo specifico della scrittura negli aspetti prassici), la disortografia (disturbo specifico della scrittura intesa nelle sue componenti fonologiche, metafonologiche e ortografiche), la discalculia (disturbo specifico delle abilità aritmetiche).

Il successo scolastico di uno studente con DSA richiede che la scuola, in sinergia con la famiglia ed il sanitario di riferimento, accompagni il processo di consapevolezza dello studente rispetto alla conoscenza delle proprie capacità d’apprendimento e alluso autonomo delle strategie compensative.

 

Spero questo articolo possa esserti stato d’aiuto.

RISORSE PER TELINEE GUIDA IN PRESENZA DI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

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COME TRATTARE I DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO A SCUOLA

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