DIDATTICA LABORATORIALE

Nell’ambito scolastico, la didattica laboratoriale non è una novità, infatti, le sue radici possono essere rintracciate nell’attivismo pedagogico, negli autori che hanno riflettuto sul ruolo della prassi negli apprendimenti come Dewey e Freinet, i quali hanno evidenziato l’importanza della scoperta personale nella produzione della conoscenza.

La didattica laboratoriale comporta una vera e propria esperienza di scoperta induttiva o ipotetico-deduttiva  “costruita”.

 

Essa ci offre come insegnanti  l’opportunità di ridefinire spazi e tempi didattici, promuovendo in ogni alunno la ricerca e l’azione e di capire in che modo organizzare e gestire il gruppo classe, pervenendo alla comprensione dell’importanza di coordinare attività di laboratorio ed esposizione didattica, poiché esse non vanno trattate separatamente.

Nella scuola di oggi, è fondamentale riuscire ad organizzare dei percorsi di insegnamento-apprendimento in cui l’organizzazione scolastica sia resa flessibile.

Uno degli aspetti fondamentali di questa flessibilità è dato dal modo in cui viene gestitiamo il tempo e le forme del nostro insegnamento per renderli sempre più vicini a quelli dei nostri alunni.

 

La didattica laboratoriale ha un grande vantaggio e cioè  quello di poterla inserire in tutti gli ambiti disciplinari, poiché nel laboratorio i saperi disciplinari diventano strumenti per verificare le conoscenze e le competenze che ciascun allievo acquisisce per l’effetto dell’esperienza di apprendimento all’interno del laboratorio stesso.

 

Tale didattica ci induce a  riconsiderare tempi  e modi dell’apprendimento e passare da un modello di scuola basato su apprendimenti formali verso un apprendimento basato su compiti e progetti da realizzare, nel quale l’alunno opera da protagonista in una dimensione concreta, significativa e collaborativa.

Nel laboratorio si abbandona la logica della ri-produzione del sapere per fare spazio alla ricostruzione, re-invenzione delle conoscenze (Frabboni, 2004).

Tutto ciò richiede che si operi in piccoli gruppi, che sia presente interattività fra insegnante e allievi e fra gli allievi stessi e che l’apprendimento sia cooperativo e condiviso.

Tramite l’utilizzo di una didattica laboratoriale si auspica a promuovere negli alunni competenze più complesse, si cerca di rispondere in modo vistoso ai loro bisogni, consentendogli di imparare facendo e di acquisire un metodo di lavoro personale.

Attraverso le situazioni di apprendimento create tramite la didattica laboratoriale si raggiungono diversi esiti:

  • si privilegia la costruzione della conoscenza e non la sua riproduzione;
  • si presentano compiti autentici;
  • viene predisposto un contesto didattico che offre l’opportunità di imparare ad applicare;
  • vengono consentite rappresentazioni multiple della realtà;
  • permette la disposizione uno spazio di creatività  e generatività di nuove idee;
  • favorisce la riflessione ed il ragionamento;
  • permette la costruzione cooperativa della conoscenza;
  • vengono proposti itinerari formativi significativi per l’allievo. Il laboratorio favorisce l’apprendimento pratico e situato: l’apprendimento del sapere insieme al fare dove il sapere teoretico non è disgiunto dal saper fare.

Tramite la didattica laboratoriale viene attivata un’operatività che è comunque cognitiva oltre che manuale: il saper fare attivato nella pratica laboratoriale non promuove solo abilità operative, ma stimola un sapere complesso che abbraccia il sapere della mano e quello della mente.

La pratica laboratoriale risulta inoltre motivante e gratificante per gli alunni perché consente di vedere concretamente il risultato del proprio lavoro, di percepire i risultati degli sforzi compiuti.

Il frutto del pensiero viene “esternalizzato” sotto forma di azione e/o prodotto.

Nell’ambito della didattica laboratoriale, l’utilizzo di strumenti e tecnologie promuove un insegnamento non più puramente trasmissivo di nozioni, ma propugnatore di capacità creative; non unicamente recettivo, ma che possa stimolare al ragionamento; cioè che da una parte porti al recupero totale di scoperta del sapere e dall’altra dell’importanza della scienza e della tecnologia.

Tali mezzi possono educare avendo come concezione quella  di creare, più che trasmettere, delle capacità che rendano  possibile il sapere. 

La nuova educazione tecnologica consente di reintrodurre la passione nell’animo dello studente,  enfatizzando la relazionalità e facilitando la collaborazione.

 

La didattica laboratoriale non è necessariamente quella che si fa in laboratorio  ma è quella in cui si parte da un “problema” cognitivamente interessante e lo si affronta insieme, in un “ottica di ricerca e di cooperazione tra studenti e insegnanti e tra pari“.

 

La didattica laboratoriale:

– procede per problemi e per ricerca;

– è attiva e centrata sullo studente;

– è un “fare insieme” per imparare;

– si basa sulla co-costruzione (ovvero elaborazione in comune) delle conoscenze;

– segue specifiche fasi di lavoro (posizione del problema, ricerca e discussione, presentazione

   di ipotesi di soluzione, messa in comune delle ipotesi, generalizzazione e “formalizzazione”

   finale);

– porta alla elaborazione/costruzione di un prodotto (cognitivo o materiale).

 

Applicato all’italiano ad esempio questo può voler dire che:

1. l’insegnante decide, insieme con gli studenti, di affrontare un tema/problema che   interessa alla classe (ad es. quello dei rapporti tra amici);

 

2. in una prima fase di brainstorming si raccolgono quelle che sono le idee che gli studenti già hanno intorno a questo tema e si costruisce una prima mappa “rapporti di amicizia” che raccoglie le conoscenze e le domande di tutti;

 

3. la domanda centrale (del tipo “che cosa significa essere amici? Perché spesso è difficile essere amici?”) può essere analizzata in una breve serie di 4-5 sotto-domande;

 

4. l’insegnante divide la classe in gruppi eterogenei al loro interno e assegna/fa scegliere ad ogni gruppo una sotto-domanda;

 

5. ad ogni gruppo viene fornito dall’insegnante materiale di lettura, significativo ma limitato come quantità (racconti, diari, indicazione di alcuni blog, ecc.) e i ragazzi vengono invitati a portare altro materiale a loro scelta (anche immagini, canzoni, ecc.);

 

6. ogni gruppo legge il materiale, se ha problemi di comprensione cerca di risolverli all’interno del gruppo o ricorre a risorse quali dizionario o anche chiede all’insegnante;

 

7. ogni gruppo prepara poi una presentazione (con modalità diverse: orale su scaletta, scritta, in forma di Power point, ecc.) per presentare agli altri gruppi come il materiale ha risposto, o no, alla domanda iniziale, ed eventualmente ha suscitato altre domande, ecc.

 

8. il lavoro si chiude con una discussione finale con tutto il gruppo classe e una revisione e completamento della mappa iniziale;

 

9. l’insegnante aiuta a stendere questa mappa finale, che resta come prodotto comune del lavoro, e formalizza le fasi del percorso in una sorta di “diario di bordo”, che può essere riprodotto e inserito nei quaderni dei ragazzi;

 

10. in quest’ultima fase, importantissima è la riflessione metacognitiva prima individuale, poi in comune con domande stimolo del tipo “Che cosa ho fatto? Cosa ho imparato di nuovo? Che cosa mi è piaciuto? Per quale ragione mi ha annoiato? Che cosa ho trovato particolarmente difficile?” ecc.

 

11. l‘insegnante, se lo ritiene opportuno, può poi proporre anche una verifica individuale scritta (ad esempio una relazione del lavoro svolto), la valutazione della quale dovrebbe andare a completare la valutazione già fatta dall’insegnante del lavoro di gruppo (processo e prodotto), sulla base di griglie di osservazione.

 

Spero che questo articolo possa esserti stato d’aiuto. 

RISORSE PER TE5 STRATEGIE DIDATTICHE CHE FORSE NON CONOSCI.

Se hai voglia di confrontarti con me contattami pure sulla mia pagina Facebook:
DIDATTICA PERSUASIVA

 

Corso di COMUNICAZIONE EFFICACE IN CLASSEDidattica laboratoriale

Sull'autore
5 Comments
  1. Nunzia

    Sarei felice di essere aggiornata su tutto ciò che riguarda la didattica laboratoriale e inclusiva

  2. Vorrei maggiori informazioni sulla didattica laboratoriale applicata alle lingue straniere e alla didattica inclusiva visto che è il primo anno che mi approccio al sostegno.
    Vorrei essere una brava docente creativa.
    Grazie.

  3. Ciao Adelaide al momento non prevediamo altri articoli relativi alla didattica laboratoiale ma se sei iscritta riceverai aggiornamenti mensili sui diversi articoli e probabilmente nei prossimi mesi ne riceverai alcuni. Buona continuazione.

  4. ivana

    Complimenti, blog interessantissimo e stimolante!

  5. Ciao Ivana grazie di cuore per il commento. 🙂

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