LA DIAGNOSI FUNZIONALE

LA DIAGNOSI FUNZIONALE.

“Per diagnosi funzionale si intende la descrizione analitica della compromissione funzionale dello stato psico-fisico dell’alunno in situazione di handicap” (D.P.R. 24/02/1994).

È quindi un documento che delinea le modalità di funzionamento delle abilità del soggetto sottoposto ad esame e che sintetizza queste informazioni all’interno di un “quadro” psicologico-funzionale che consenta di comprendere l’ambito della patologia riscontrata al momento della valutazione.

La D.F. diventa così uno strumento conoscitivo che, partendo dalla menomazione e dai suoi effetti sul soggetto, mira ad individuare:

 l’insieme delle disabilità e delle difficoltà, determinate dalla menomazione o indotte da modelli ed

atteggiamenti culturali e sociali;

 il quadro delle capacità (con riferimento a recuperabilità, residui funzionali, settori vicarianti,..);

 una prospettiva di tipo evolutivo che metta in evidenza le potenzialità di sviluppo per ciascun soggetto previsione estremamente significativa per il successivo intervento educativo.

 

COSA CONTIENE

La D.F. è strutturata per AREE, per consentire di rilevare in termini analitici il rapporto tra la minorazione e i seguenti aspetti del comportamento complessivo del soggetto:

1. cognitivo, esaminato nelle componenti: livello di sviluppo raggiunto e capacità di integrazione delle competenze;

2. affettivo-relazionale, esaminato nelle componenti: livello di autostima e rapporto con gli altri;

3. linguistico, esaminato nelle componenti: comprensione, produzione e linguaggi alternativi;

4. sensoriale, esaminato nelle componenti: tipo e grado di deficit con particolare riguardo alla vista, all’udito e al tatto;

5. motorio-prassico, esaminato nelle componenti: motricità globale e motricità fine;

6. neuro-psicologico, esaminato nelle componenti: memoria, attenzione e organizzazione spazio-temporale;

7. autonomia personale e sociale.

 

CHI LA REDIGE

Alla D.F. provvede l’unità multidisciplinare composta dal medico specialista nella patologia segnalata, dallo specialista in neuropsichiatria infantile, dal terapista della riabilitazione, dagli operatori sociali in servizio presso l’U.L.S.S. o in regime di convenzione con la medesima.

 

QUANDO FORMULARLA

La D.F. è formulata al momento in cui il soggetto in situazione di handicap accede alla struttura sanitaria per conseguire gli interventi previsti dagli articoli 12 e 13 della Legge 104/92.

Essa verrà presentata, all’inizio dell’anno scolastico,in sede di incontro interprofessionale, promosso dal Capo di Istituto che lo presiede direttamente o tramite un proprio delegato. All’incontro partecipano tutti gli operatori coinvolti nel progetto di integrazione: insegnanti di classe e di sostegno, insegnante psicopedagogista, operatori dell’equipe, genitori dell’alunno in situazione di handicap.(C.M.258/83).

 

A COSA SERVE

La D.F. serve a stabilire quali processi di apprendimento e/o adattamento vengono utilizzati da persone con problemi cognitivi e/o relazionali, quali strategie sono presenti, le abilità residue e/o compromesse, le potenzialità ed i livelli di sviluppo.

Oltre a questa finalità descrittiva e analitica degli aspetti evidenti delle difficoltà, essa dovrebbe elaborare una interpretazione delle cause che le hanno determinate ed eventualmente ne sono tuttora responsabili.

L’aspetto analitico e descrittivo dovrebbe dunque essere compresente e integrato in uno sforzo interpretativo ed eziologico utile per la stesura di una programmazione didattico-educativa che compete alla Scuola.

 

USO DELLA DIAGNOSI FUNZIONALE

Il documento, vincolato dalla normativa vigente in materia di segreto professionale per gli operatori e di consenso informato per gli utenti, si pone come obiettivo fondamentale la conoscenza più estesa ed approfondita possibile dell’alunno in difficoltà da parte dei Servizi Territoriali.

Questa conoscenza deve però essere “funzionale” in senso estensivo, e cioè utile alla realizzazione concreta e quotidiana di attività didattiche ed educative appropriate, significative ed efficaci.

In sintesi, la D.F. dovrebbe fornire, utilizzando un linguaggio condiviso dalle diverse figure professionali, un quadro clinico in grado di orientare eventuali decisioni riabilitative e/o terapeutiche ed educative-didattiche.

 

Il Profilo di Funzionamento, con decorrenza dal 1 settembre 2019, sostituirà la diagnosi funzionale e il profilo dinamico-funzionale.

 

RISORSE CONSIGLIATE PER TE: CHE COSA È IL PROFILO DI FUNZIONAMENTO.

Se hai voglia di confrontarti con me contattami pure sulla mia pagina Facebook: DIDATTICA PERSUASIVA

 

Buon lavoro! 🙂

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