COME AUMENTARE IL DECISION MAKING IN CLASSE

DECISION MAKING IN CLASSE

Capacità di prendere decisioni o DECISION MAKING

Gli esercizi sul decision making hanno l’obiettivo di lavorare sulla creazione di situazioni che prevedono lo sviluppo della competenza di rettifica delle decisioni prese, competenza da intendersi in continuum con le life skills precedenti (capacità di risolvere problemi e pensiero critico).

La capacità di rettificare una decisione presa, qualora questa sia ritenuta rischiosa o non funzionale al benessere psicofisico, ci sembra una competenza fondamentale per la promozione alla salute di un ambito così legato alla trasgressione e alla sperimentazione, quale quello dell’uso di sostanze psicoattive.

DECISION MAKING IN CLASSE

1. Che rebus!!!!!!

Obiettivi

Stimolare la capacità di ragionamento sugli eventi di vita quotidiana al fine di riconoscere il collegamento tra pensieri, emozioni e comportamenti poi agiti.

 

Materiale necessario: cartellone e pennarelli

 

Modalità di attuazione

Leggete ai bambini la storia di seguito riportata.

La festa.

Carlo si è trasferito da poco in Valtellina con la sua famiglia. E’ sempre vissuto a Milano, città nella quale i genitori, alcuni anni prima della sua nascita, si sono conosciuti. Da sempre desiderosi di lasciare la grande città i genitori hanno da poco richiesto e ottenuto il trasferimento.

Per Carlo però è un ambiente sconosciuto e pochi giorni dopo il trasferimento inizia anche il nuovo anno scolastico. Cambierà abitudini, amicizie… Fin dal primo giorno di scuola fa amicizia con Massimo.

Massimo è un ragazzo simpatico e disponibile e conosce molte persone. Dopo pochi giorni l’inizio della scuola Massimo invita Carlo ad un festa nella quale potrà presentare al nuovo compagno i suoi amici.

Carlo è contentissimo. Massimo dice però a Carlo in gran segreto che ci sono dei suoi amici che fumano. DECISION MAKING IN CLASSE

Carlo ha sempre pensato che fumare non è una cosa buona: rende i denti gialli, fa avere un cattivo alito e un cattivo odore ai vestiti. Non intende fumare, ma non vuole rovinare la sua amicizia con Massimo.

Non sa più cosa fare.

Chiedete ai bambini inizialmente cosa farebbero se fossero in Carlo; solleciterete in questo modo il loro processo di identificazione. Poi, a seguire, spostate l’accento su loro stessi: indagate cosa provano (emozioni), cosa pensano (pensieri) e infine cosa fanno (comportamenti) in una situazione come quella descritta.

Cercate di stimolare inizialmente il pensiero individuale, riportando tutte le risposte su un cartellone, e poi quello di gruppo indagando i pro e i contro della scelta. Se possibile sottolineate che l’esistenza di più soluzioni indica la diversità di comportamento di ogni singolo.

Cerchiamo una soluzione insieme!

DECISION MAKING IN CLASSE

Obiettivi

Approfondire gli aspetti positivi e negativi di ogni singola decisione al fine di chiarire i diversi punti di vista. Riuscire a prendere una decisione in gruppo.

Tempo: almeno 60 minuti.

 

Materiale necessario: cartellone e pennarelli o lavagna.

 

Modalità di attuazione

Preparate la descrizione di un problema, cercando magari spunto da qualcosa che sta a cuore ai vostri alunni. Potete indagare le aree di interesse qualche giorno prima.

Chiedete poi ai ragazzi di compilare su un cartellone o alla lavagna la tabella di seguito riportata, pensando al problema concreto individuato. Chiedete loro di riflettere su come risolverlo.

Inizialmente è opportuno far emergere il pensiero del singolo, al fine di elencare tutte le possibile soluzioni pensate. Decidete quindi, in base al vostro gruppo classe, se privilegiare fin da subito il lavoro di gruppo o se richiedere prima una riflessione individuale.

In gruppo si dovranno poi pensare i possibili aspetti positivi e negativi delle soluzioni individuate.

Solo a fine esercizio sempre il gruppo proverà a fare una graduatoria in ordine di importanza delle soluzioni individuate come maggiormente funzionali, magari utilizzando il metodo della votazione.

E’ importante la partecipazione di tutti. L’insegnante, vista la complessità del lavoro, dovrà cercare non tanto di indirizzare il lavoro quanto piuttosto di mediare affinché tutti possano contribuire alla decisione. DECISION MAKING IN CLASSE

Solo a fine lavoro è funzionale che l’insegnante rimandi alla classe il suo punto di vista rispetto all’efficacia della soluzione trovata.

Asl della provincia di Sondrio Dipartimento Dipendenze “So dire di si, so dire di no…”

Modulo di promozione alla salute nell’ambito delle Scuola Primaria

 

Spero questo articolo possa esserti stato d’aiuto. 

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