DIDATTICA PERSUASIVA

COSA POSSIAMO FARE IN CLASSE CON BAMBINI CON D.S.A.?

COSA POSSIAMO FARE IN CLASSE CON BAMBINI CON D.S.A.

Al centro delle ultime normative scolastiche c’è il concetto dell’individualizzazione del percorso formativo, che deve portare verso l’uguaglianza degli esiti, non solo delle opportunità.

A sostegno di ciò, il M.P.I. ha divulgato una circolare Prot. n° 4099/A/4 del 05.10.2004 in cui si invitano gli insegnanti all’uso di strumenti compensativi e dispensativi (vedi allegato) che colmino la discrepanza esistente tra un ragazzo normodotato e un ragazzo con D.S.A..

COSA POSSIAMO FARE IN CLASSE CON BAMBINI CON D.S.A.

Spiegare alla classe cosa sono i D.S.A.

Usare delle strategie mirate.

Inoltre: l’introduzione del computer ha dato notevole impulso ai programmi di riabilitazione, che

mirano ad esercitare e migliorare la velocità di decodifica fonologica. È opportuno incoraggiare la

scrittura dei testi al computer facendo però attenzione ad alcuni accorgimenti.

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Le linee-guida per scrivere testi al computer per un bambino con D.S.A.

La grafica:

1) Corredare il testo con immagini, schemi, tabelle, ma in modo chiaro e lineare, senza “affollare” le pagine.

2) Usare le intestazioni di paragrafo per i testi lunghi.

3) Usare se possibile lo stampato maiuscolo. E’ più facilmente leggibile (perchè stanca meno la vista) per chiunque!

4) Non usare l’allineamento giustificato: lo spazio variabile tra le parole non aiuta i loro movimenti saccadici.

5) Non spezzare le parole per andare a capo.

6) Andare spesso a capo, magari dopo ogni punto di sospensione (capoversi).

7) Distanziare sufficientemente le righe (usare un’interlinea abbastanza spaziosa).

8) Usare fonts del tipo “sans sarif, cioè “senza grazie”. Il Times New Roman, ad esempio, è quello che di default si utilizza in Word, ma non è indicato.

9) Impostare il font in un formato (“corpo“) abbastanza grande: se un corpo di 12 punti può essere accettabile per il Verdana maiuscolo, per altri tipi di font più piccoli potrebbero servire almeno 14/16 punti.

10) Se possibile, usare il grassetto e/o colori diversi per evidenziare le parole chiave ed i concetti più importanti, o per raggruppare (nel caso dei colori) concetti e contenuti tra loro correlati. Come per il punto 1, però, attenzione a non esagerare: il testo deve essere chiaro, “pulito”, senza inquinamento visivo.

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L’organizzazione dei testi e il lessico per i bambini con D.S.A.:

1) Usare frasi brevi, evitando le subordinate e preferendo, piuttosto, le coordinate.

2) Non usare doppie negazioni.

3) Fare attenzione alle frasi con troppi pronomi: costringono ad inferenze ed aumentano il carico

cognitivo, a scapito della strumentalità di lettura.

4) Nei testi informativi/di studio raggruppare le informazioni per blocchi tematici.

5) Nei testi narrativi sostituire gli eventuali flash-back con un più semplice ordine cronologico.

6) Cercare di evitare testi troppo lunghi: max 250 parole per pagina.

7) Per quanto possibile, usare forme attive e al modo indicativo.

8) Usare un lessico semplice, in base all’età e alle difficoltà dell’alunno.

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Un modello per Word già predisposto, (e le istruzioni per utilizzarlo) per scrivere su un file vuoto.

Nei soggetti in cui accanto alla lentezza di lettura si riscontra anche un numero elevato di errori,

risultano utili interventi che mirano all’integrazione di stimoli visivi ed orali mediante una

presentazione simultanea oppure trattamenti metacognitivi.

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Per quanto concerne il trattamento il primo problema che deve essere affrontato è la riabilitazione del tratto grafico e successivamente quello legato agli specifici errori ortografici rilevati, enfatizzando l’importanza dell’acquisizione di strategie metacognitive e del controllo delle stesse.

 

Sono possibili diversi interventi mirati a singoli livelli del processo di scrittura:

Per quanto concerne la discriminazione, l’analisi e segmentazione fonemica è utile un’educazione metafonologica con lo scopo di stabilizzare la capacità percettiva del linguaggio e può essere attuata mediante la proposta di filastrocche con giochi di parole e rime che esercitano il bambino sulla musicalità del linguaggio, o di esercizi di segmentazione in sillabe o di ricerca delle parole che cominciano o finiscono con un dato suono sillabico o ancor meglio fonemico, giochi di elisione o di aggiunta di sillabe o fonemi.

Per esercitare invece l’abilità di attribuzione del valore sonoro alle lettere si dovrà evidenziare i caratteri grafici di ogni lettera ed il loro corrispondente valore sonoro ed in questo senso molto utile risulta collegare la dimensione uditive e visiva delle lettere con il movimento e gli schemi prassici. COSA POSSIAMO FARE IN CLASSE CON BAMBINI CON D.S.A.

A livello lessicale risulta utile proporre esercizi con le parole omofone/non omografe (es. l’etto e letto) o con le parole dove vi è una eccezione alla regola ortografica (es. cucina e non qucina), al fine di stabilizzarne una rappresentazione ortografica.

Accanto alla sviluppo di tecniche di consapevolezza fonetico-fonologica, occorre sviluppare anche una attenzione alla globalità visiva delle singole parole e del testo in toto con esercizi di esplorazione e ricognizione visiva del testo (es. sottolineare la stessa parola all’interno del brano), di memorizzazione delle parole irregolari, di consolidamento delle caratteristiche grammaticali di parole, articoli, preposizioni.

L’intervento psicomotorio mira a migliorare gli aspetti di organizzazione, controllo e rappresentazione del movimento nella realizzazione del tratto grafico.

Come è possibile dedurre da quanto esposto questi interventi sono utilizzabili soprattutto nella fase iniziale di apprendimento e quindi alla base dei trattamenti riabilitativi.

Nelle età successive l’intervento diviene sempre meno diretto ed affidato quasi interamente all’insegnante che nell’ambito della programmazione scolastica deve tener conto delle difficoltà strumentali specifiche e quindi sottolineare soprattutto il valore del contenuto e dell’efficacia comunicativa piuttosto che del livello formale delle produzioni scritte.

Nelle scuole secondarie risulta estremamente utile l’introduzione dei sistemi informatici di correzione automatica degli errori ortografici del testo, che sono di grande aiuto nel permettere al soggetto di presentare un lavoro finito corretto e quindi soddisfacente anche dal punto di vista dell’autostima e della motivazione.

L’uso dei programmi informatici permette nella maggior parte dei casi di sostenere la curiosità e la motivazione ad apprendere, di favorire la concentrazione ed un certo grado di autocontrollo

 

Come ci dobbiamo comportare noi insegnanti con il resto della classe se questa lamenta un trattamento di favore nei confronti dei compagni con D.S.A.?

Spiegare alla classe cosa sono i D.S.A. parlandone in modo scientifico e facendo esempi (che non riguardino i presenti). Far capire che questi alunni hanno bisogno di strumenti compensativi per

seguire meglio la programmazione della classe (come un miope ha bisogno degli occhiali).

Cercare di evitare inutili polemiche e discriminazioni spesso frequenti nel gruppo classe.

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Come possiamo fare noi insegnanti per non rallentare lo svolgimento del regolare programma ministeriale e quindi non penalizzare il resto della classe?

I bambini con D.S.A. non rallentano il programma; non chiedono generalmente all’insegnante

ulteriori spiegazioni bloccando l’intera classe. A volte può essere utile dare un compito su di un

argomento per loro interessante, anche se al di fuori della materia, poiché comunque ci saranno

lezioni di recupero nelle varie materie.

 

Il recupero potrebbe essere organizzato in vari modi:

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È necessario l’insegnante di sostegno per un bambino con D.S.A.?

La legislazione attuale permette ai bambini dislessici di essere aiutati da un insegnante di

sostegno solo nel caso vengano segnalati e certificati ai sensi della legge 104/92. Negli altri casi

l’alunno può essere diagnosticato ma non certificato ai sensi della legge e non ha diritto ad un

insegnante di sostegno.

 

La presenza di un insegnante di sostegno di classe può essere preziosa, nel ruolo di:

 

Le modalità di lavoro con l’insegnante di sostegno dovranno essere valutate e precisate con gli

altri insegnanti della classe.

 

Un bambino con D.S.A. può essere redarguito e/o bocciato?

Sì, può essere redarguito, dipende dalla “sensibilità dell’insegnante” che dovrà capire fino a che

punto il bambino si approfitta di questa situazione di agevolazione o si trova davvero in difficoltà.

Sì, può essere bocciato, qualora esista una programmazione individualizzata per tutte le materie e

non siano stati raggiunti gli obiettivi prefissati e nel corso dell’anno siano state utilizzate tutte le

strategie di cui sopra.

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Come possiamo organizzare le verifiche scritte e orali per i bambini con D.S.A.?

Prove scritte:

Matematica:

 

Inglese:

 

Italiano:

Per tutte le altre materie, qualora si facciano delle verifiche scritte, dare più tempo oppure un minor numero di domande e permettere l’uso del computer.

Prove orali:

          – Tabelle (date, eventi, nomi, categorie grammaticali, ecc.)

          – Linea del tempo, cartine geografiche fisiche, politiche, grafici e strumenti di calcolo come                 calcolatrice, linea dei numeri relativi, formulari di figure geometriche e algoritmi.

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Come può essere aiutato un bambino con D.S.A.?

In presenza di un D.S.A., soprattutto se il bambino è nel primo ciclo di scuola elementare, si consiglia una terapia di linguaggio o una terapia neuropsicologica.

È molto importante la precocità dell’intervento: quanto più esso è precoce, tanto più si può intervenire sulla difficoltà del bambino, cercando, sia di ridurla, sia di stimolare strategie cognitive per “aggirare l’ostacolo“, prevenendone anche le pesanti conseguenze sul piano psicologico.

La terapia è utile, però, anche con i bambini più grandi: cambiano, naturalmente, gli obiettivi ed i metodi. Con essi, infatti, essendosi le funzioni neuropsicologiche stabilizzate ed essendo quindi meno modificabili, è più utile potenziare le strategie di compenso, le strategie metacognitive e rinforzare, per quanto possibile, gli automatismi.

È altrettanto importante, però, che anche l’ambiente familiare e/o scolastico vada incontro alle difficoltà del bambino, aiutandolo nella ricerca delle strategie di compenso e nella costruzione di un’immagine di sé non fallimentare.

È poi indispensabile un adattamento della didattica alle difficoltà di apprendimento del bambino, con l’adozione di strategie compensative o dispensative del compito.


È essenziale, inoltre, un collegamento tra psicologo e medico, che fanno la diagnosi, e il terapista e gli insegnanti, in modo tale da costituire una rete intorno al bambino e adottare un approccio omogeneo.

 

Spero che questo articolo ti sia stato utile.

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