COSA FARE PER PREVENIRE IL CYBERBULLISMO

COSA FARE PER PREVENIRE IL CYBERBULLISMO
Per prevenire il cyberbullismo è necessario educare gli adolescenti e tutti i giovani che navigano in internet a riflettere sul fatto che, prima o poi, qualcuno verrà a conoscenza del comportamento deviante da lui messo in atto. PREVENIRE IL CYBERBULLISMO

E’ necessario, per esempio, che colui che entra in una chat o colui che filma le violenze effettuate nel mondo della vita reale con un cellulare (per poi trasmettere il video ad altri o pubblicarlo sul web), sia consapevole che non è assolutamente protetto dall’anonimato e che le “tracce” del suo comportamento non potranno essere cancellate.

Deve altresì esser conscio del fatto che può essere (anche se non facilmente) rintracciato.

E’ quindi essenziale che la figura dei genitori, nel loro ruolo sia affettivo, sia educativo sia sempre presente nella testa di colui che sta per atteggiarsi in modo antinormativo.

 

Il cyberbullo non è altro che un soggetto che indossa una sorta di maschera virtuale, e che sfrutta questa nuova situazione per compiere dei comportamenti disinibiti e aggressivi.

 

E’ importante sottolineare che non solo il bullo ha l’impressione di essere invisibile ma anche che è la stessa vittima ad apparire tale: entrambi infatti assumono identità virtuali e nickname.

Se da un lato perciò il bullo si crede invisibile e quindi non accusabile e non scopribile, dall’altra parte la vittima appare al bullo non come una persona vera e propria, bensì come un’entità semi-anonima priva di emozioni e sentimenti.

Mancano cioè nel rapporto tra cyberbullo e cybervittima, tutta quella serie di feedback che fanno capire al bullo che la vittima sta soffrendo. A tal riguardo gli studi di psicologia sociale hanno stabilito che la “distanza sociale” possa esser la causa di atti violenti ed orribili. “Distanza sociale” che negli scambi comunicativi eseguiti tramite computer viene amplificata.

Infatti vengono a mancare il linguaggio del corpo, il suono della voce e tutti gli aspetti della comunicazione che sono presenti nel mondo reale e conseguentemente il bullo non capisce che il dolore, la frustrazione e l’umiliazione, generati nei confronti della vittima, sono tutti sentimenti
reali. PREVENIRE IL CYBERBULLISMO

Uno dei casi più famosi di cyberbullismo è senza dubbio quello di Megan Taylor Meier vittima statunitense del fenomeno morta suicida nel 2006 all’età di quattordici anni. Secondo le informazioni date alla stampa dalla mamma e dai suoi conoscenti, Megan Meier aveva come hobby il nuoto e la musica rap ed amava i cani ed i ragazzi educati.

Tuttavia non ebbe un’infanzia facile: alta circa 167 centimetri, pesava 95 kg e questo l’obbligava a sottostare ad una serie di diete ferree che con il tempo la resero triste e taciturna. Le vennero diagnosticate anche la sindrome da deficit di attenzione e iperattività ed una depressione abbastanza acuta.

Megan aprì un account in MySpace e nel sito ricevette un messaggio da Josh Evans: Josh asseriva di essere un sedicenne carino, simpatico ed irresistibilmente attratto da lei. Egli inoltre affermava di vivere in un paese chiamato O’Fallon, di essere uno studente e di non possedere un numero telefonico personale. PREVENIRE IL CYBERBULLISMO

Il 16 ottobre 2006 Josh cambiò tono nei confronti di Megan e scrisse frasi ingiuriose del tipo “Tutti sanno chi sei. Sei una persona cattiva e tutti ti odiano. Che il resto delle tua vita sia schifoso”;
Megan sei una prostituta”; “Megan è grassa” e soprattutto “il mondo sarebbe un posto migliore senza di te”.

Disperata, la ragazza si tolse la vita impiccandosi in camera sua.

Successivamente si è scoperto che Josh Evans non esiste: ad inventarsi questo personaggio erano stati due vicini di casa ed in particolare una signora di nome Lori Drew: a scoprirlo fu una vicina di casa, cha ammise la responsabilità della propria figlia (rea, a suo dire, di aver mandato l’ultimo infamante messaggio).

Di certo alcuni accorgimenti per difendersi dal cyberbullismo potrebbero essere:

cambiare indirizzo di posta elettronica e non frequentare più, o per un po’, siti e chat in cui opera il cyberbullo; PREVENIRE IL CYBERBULLISMO

non dare corda al persecutore: supplicarlo di smettere, rispondergli per le rime o mostrarsi arrabbiati a volte non fa che aumentare il suo interesse;

• si può inviare un unico messaggio con scritto che i genitori sono stati informati e hanno sporto denuncia alla Polizia;

• se i fatti sono prolungati e gravi contattare la Polizia Postaledelle Comunicazioni o i Carabinieri;

segnalare il cyberbullo ai moderatori delle chat e dei forum o ai proprietari di blog e siti internet. Nelle comunità virtuali si può contattare il webmaster.

Naturalmente parlare con i genitori o con un adulto di riferimento precede tutte queste azioni, quindi aprirsi alla comunicazione.

 

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Approfondimento qui

 

Spero questo articolo possa esserti stato d’aiuto. 

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