PEER EDUCATION

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Devi sapere che l’idea base della PEER EDUCATION o dell”aiuto reciproco è molto semplice: un alunno insegna a un compagno.

“C’è poi un corollario, secondo Mazzeo, che può essere difficile da accettare per molti insegnanti: spesso capita che le capacità di un alunno di insegnare a un compagno siano più elevate di quelle dell’insegnante stesso, o, se preferiamo, che i risultati conseguiti siano migliori. Questo non avviene a causa della maggiore competenza disciplinare del ragazzo rispetto all’adulto, ma perché la comunicazione che si instaura tra due coetanei è spesso qualitativamente migliore di quella che si riesce a instaurare tra adulto e bambino”.

 

PEER EDUCATION

 

Le prime sperimentazioni di insegnamento reciproco risalgono all’Inghilterra industriale di fine Ottocento e, in particolare, a due ricercatori, Lancaster e Bell, che volevano risolvere il problema del sovraffollamento delle classi popolari e della scarsità di insegnanti professionisti.

In Italia Don Milani utilizzò moltissimo l’aiuto reciproco nella sua scuola di Barbiana, intuendo in maniera molto lucida come a imparare fossero contemporaneamente sia il docente che l’alunno. I risultati conseguiti, non ultimo la pubblicazione del libro, Lettera ad una professoressa, sono stati a dir poco eccezionali, se si tiene presente che la maggior parte dei ragazzi di Barbiana erano stati respinti dalla scuola ufficiale perché non adatti allo studio.

Sempre secondo Mazzeo, nei confronti degli alunni, l’aiuto reciproco agisce contemporaneamente su due piani differenti: PEER EDUCATION

 

1. Il livello cognitivo e disciplinare di tutti i bambini coinvolti.

Chi apprende infatti può migliorare le proprie conoscenze e le proprie strategie di studio e di risoluzione dei problemi, soprattutto grazie all’identificazione con il tutor e al modellamento su di esso.

Anche chi insegna ha modo di rinforzare le proprie conoscenze, dovendole ripercorrere e illustrare a un’altra persona. Tutto questo aiuta l’alunno tutor a migliorare le proprie strategie di apprendimento. PEER EDUCATION

 

2Il livello dell’autostima.

Entrambi i soggetti coinvolti traggono vantaggio da questa attività. L’alunno più grande si trova valorizzato e responsabilizzato dal proprio ruolo di tutor riconosciuto come persona abile dalla figura dell’insegnante. Tenderà così a sviluppare un atteggiamento positivo nei confronti della struttura scolastica e dell’apprendimento più in generale.

Se l’alunno più grande viene selezionato tra quelli che, nella propria classe, si trovano spesso in difficoltà (la differenza di età consente di operare questa scelta), i risultati in termini di aumento dell’autostima possono essere davvero notevoli.

Anche l’autostima di chi apprende migliora; il fatto di dover lavorare con un altro alunno più grande della scuola, in una situazione protetta, fa sentire maggiormente a proprio agio anche l’alunno discente.

 

PEER EDUCATION

 

Un altro livello di azione di questa attività è costituita dalla diversa funzione svolta dall’istituzione scolastica e dal ruolo assunto dagli adulti. A livello istituzionale, si assiste a un’effettiva riorganizzazione degli spazi, a un cambio di ruoli che altrimenti vengono vissuti in modo rigido, a una reale apertura delle classi. PEER EDUCATION

Applicando l’aiuto reciproco imparerai a rivedere il tuo  ruolo di unico dispensatore di conoscenze, potendo «metterti da parte» per lasciare un effettivo spazio di azione agli alunni. La miglior posizione per te che assisti è porti in fondo alla stanza, dietro agli studenti (in modo tale da non essere guardata continuamente).

Le prime volte sarà difficile per te restare in silenzio rinunciando al ruolo a cui sei abituata. Non dobbiamo preoccuparci di momenti di silenzio, di qualche piccolo errore o se qualche sezione dell’esercizio da svolgere viene saltata.

È importante ricordarsi che l’obiettivo principale di questa attività non è soltanto quello di terminare l’esercizio per bene, ma anche quello di rinforzare l’autostima delle due persone che vi prendono parte.

Ogni intervento dell’adulto rischia di compromettere il raggiungimento di questa finalità.

 

Un buon insegnante è uno che si rende progressivamente superfluo.

Thomas Carruthers

 

APPROFONDIMENTO:  LINEE-GUIDA-PEER-EDUCATION.pdf (652 download)

Se hai voglia di confrontarti con me contattami pure sulla mia pagina Facebook: DIDATTICA PERSUASIVA.

BUON LAVORO! 

 


Corso di COMUNICAZIONE EFFICACE IN CLASSE

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3 Comments
  1. Marika

    Grazie Leonardo Povia per questi splendidi articoli ricchi di professionalità e gioia di insegnare!

  2. Antonio Colasonno

    Con questo articolo ci trasmetti la voglia di insegnare. Grazie

  3. Grazie a voi per essere passati di qui ed esservi uniti a noi. 🙂

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