CHE COSA È L’ICD-10

CHE COSA È L’ICD-10?

La ICD-10 è la decima revisione della classificazione ICD, ossia la classificazione internazionale delle malattie e dei problemi correlati, proposta dall’OMS.

Sono classificate oltre 2000 malattie. La traduzione ufficiale in lingua italiana, effettuata a cura dell’ISTAT e dell’Ufficio di Statistica del Ministero della Salute, è stata pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità a Ginevra nel 2000 e a Roma nel 2001.

Le differenze rispetto alla revisione precedente, denominata ICD-9, sono l’aumento dei settori portati da 17 a 19, e l’utilizzo di un codice alfanumerico in sostituzione del precedente codice numerico. Non vi è una corrispondenza tra settori e lettere dell’alfabeto, poiché alcuni capitoli ne utilizzano più di una. CHE COSA È L’ICD-10

Il capitolo V include disturbi psichici e comportamentali di natura organica (F00-F09), dovuti all’uso di sostanze psicoattive (F10-F19), affettivi (F30-F39), nevrotici (F40-F48), legati a disfunzioni fisiologiche (F50-F59), disturbi della personalità (F60-F69), dello sviluppo psicologico (F80-F89) e comportamentali (F90-F98).

Sono elencate tra le malattie la schizofrenia (F20) e vari ritardi mentali (F70-F79).

Il capitolo VI elenca le malattie del sistema nervoso e comprende malattie infiammatorie del sistema nervoso centrale (G00-G09), disturbi episodici e parossistici (G40-G47), disturbi dei nervi, delle radici e dei plessi nervosi (G50-G59), polineuropatie (G60-G64) e paralisi cerebrale (G80-G83). CHE COSA È L’ICD-10

Nella categoria figurano la malattia di Huntington (G10), il morbo di Parkinson (G20), il morbo di Alzheimer (G30), la sclerosi multipla (G35), l’epilessia (G40), l’emicrania (G43), l’emiplegia (G81) e l’idrocefalo (G91).

Il capitolo XVII comprende malformazioni e deformazioni congenite ed anomalie cromosomiche. Sono divise per area d’interesse: sistema nervoso (Q00-Q07), occhio, orecchio, viso e collo (Q10-Q18), apparato circolatorio (Q20-Q28), apparato respiratorio (Q30-Q34), sistema digerente (Q38-Q45), apparato genitale (Q50-Q56) ed apparato urinario (Q60-Q64).

Vi sono elencate la microcefalia (Q02), la spina bifida (Q05), l’ipospadia (Q54), la polidattilia (Q69), la sindattilia (Q70), l’ittiosi (Q80), l’epidermolisi bollosa (Q81), la sindrome di Down (Q90), la sindrome di Edwards (Q91.0-Q91.3), la sindrome di Patau (Q91.4-Q91.7) e la sindrome di Turner (Q96).

Le Classificazioni Internazionali elaborate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: ICD e ICIDH

A partire dalla seconda metà del secolo scorso l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha elaborato differenti strumenti di classificazione inerenti l’osservazione e l’analisi delle patologie organiche, psichiche e comportamentali delle popolazioni, al fine di migliorare la qualità della diagnosi di tali patologie. CHE COSA È L’ICD-10

La prima classificazione elaborata dall’OMS, “La Classificazione Internazionale delle malattie” (ICD, 1970) risponde all’esigenza di cogliere la causa delle patologie, fornendo per ogni sindrome e disturbo una descrizione delle principali caratteristiche cliniche ed indicazioni diagnostiche. L’ICD si delinea quindi come una classificazione causale, focalizzando l’attenzione sull’aspetto eziologico della patologia. Le diagnosi delle malattie vengono tradotte in codici numerici che rendono possibile la memorizzazione, la ricerca e l’analisi dei dati.

EZIOLOGIA –> PATOLOGIA –> MANIFESTAZIONE CLINICA

L’ICD rivela ben presto vari limiti di applicazione e ciò induce l’OMS ad elaborare un nuovo manuale di classificazione, in grado di focalizzare l’attenzione non solo sulla causa delle patologie, ma anche sulle loro conseguenze: “la Classificazione Internazionale delle menomazioni, delle disabilità e degli handicap” (ICIDH, 1980).

L’ICIDH non coglie la causa della patologia, ma l’importanza e l’influenza che il contesto ambientale esercita sullo stato di salute delle popolazioni. Con l’ICIDH non si parte più dal concetto di malattia inteso come menomazione, ma dal concetto di salute, inteso come benessere fisico, mentale, relazionale e sociale che riguarda l’individuo, la sua globalità e l’interazione con l’ambiente.

L’OMS dichiara l’importanza di utilizzare l’ICD (in Italia si fa riferimento alla versione 10 del 1992) e l’ICIDH in modo complementare, favorendo l’analisi e la comprensione delle condizioni di salute dell’individuo in una prospettiva più ampia, in quanto i dati eziologici vengono integrati dall’analisi dell’impatto che quella patologia può avere sull’individuo e sul contesto ambientale in cui è inserito.

L’ICIDH è caratterizzato da tre componenti fondamentali, attraverso le quali vengono analizzate a valutate le conseguenze delle malattie: – la menomazione, come danno organico e/o funzionale;

– la disabilità, come perdita di capacità operative subentrate nella persona a causa della menomazione; CHE COSA È L’ICD-10

– svantaggio (handicap), come difficoltà che l’individuo incontra nell’ambiente circostante a causa della menomazione.

MALATTIA O DISTURBO –> MENOMAZIONI –> DISABILITA’ –> HANDICAP

La presenza di limiti concettuali insiti nella classificazione ICIDH ha portato l’OMS ad elaborare un’ulteriore strumento, “La Classificazione Internazionale del funzionamento e delle disabilità” (ICIDH-2, 1999), che rappresenta l’embrione del modello concettuale che sarà sviluppato nell’ultima classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: “La Classificazione Internazionale del funzionamento,disabilità e salute (ICF, 2001).

La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF)

Il 22 maggio 2001 L’Organizzazione Mondiale della Sanità perviene alla stesura di uno strumento di classificazione innovativo, multidisciplinare e dall’approccio universale: “La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute”, denominato ICF.

Questo documento ha promosso un cambiamento sostanziale nell’approccio alla condizione, definendo un quadro di riferimento rivoluzionario e un linguaggio unificato per descrivere lo stato di salute di una persona si assiste ad un rovesciamento dei termini di riferimento, parlando in positivo di funzioni, strutture, attività e partecipazione anziché di impedimenti, disabilità, handicap.

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