BRAINSTORMING A SCUOLA

Come si prepara una seduta di brainstorming. BRAINSTORMING A SCUOLA

§ Individuare un argomento da approfondire o un problema da risolvere di particolare interesse per gli studenti (l’interesse va eventualmente provocato anticipandone i termini e la problematicità).

§ Circoscrivere l’argomento o il problema da affrontare: se troppo vasto va suddiviso ed affrontato un solo segmento per volta.

§ Scrivere la definizione del problema in termini chiari e precisi,

comprensibili dalla maggior parte degli allievi.

§ Preparare una traccia delle possibili ramificazioni di sviluppo

dell’argomento o delle strategie risolutive del problema.

§ Predisporre l’ambiente, con le sedie e i banchi in forma ovale o

circolare, in modo che ciascuno possa vedere chi parla.

§ Procurarsi dei fogli giganti, per riportare gli interventi degli allievi. In alternativa si possono utilizzare la lavagna luminosa o la tradizionale lavagna a muro.

 

Come si conduce una seduta di brainstorming?

Nella versione classica, sospendendo le molteplici varianti, un’attività di brainstorming procede secondo alcune azioni:

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§ La proposta del problema.

L’argomento e/o il problema da affrontare possono anche partire dal docente, ma, per rendere più motivante ed interessante il lavoro, è opportuno che la necessità di sviluppare un particolare argomento o di ricercare valide soluzioni ad uno specifico problema, emergano direttamente dagli studenti.

 

§ La ripartizione in gruppi.

La classe, specialmente se numerosa, va suddivisa in gruppi . È utile che ogni gruppo non sia inferiore alle otto unità o superiore alle dodici. Si possono utilizzare gruppi con dimensioni diverse utilizzando varianti al metodo classico.

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§ I ruoli interni.

Tra i partecipanti di ciascun gruppo vanno individuati due studenti che assumono i ruoli rispettivamente di coordinatore e di segretario. (Le prime volte, e in particolare con gli studenti più giovani, il ruolo di coordinatore potrà essere svolto direttamente dal docente: per motivi spiccatamente formativi, tale ruolo dovrà essere al più presto delegato ad uno studente).

I compiti primari del coordinatore sono di custodire il compito e di far rispettare le regole di base. Il compito del segretario è di riportare in forma sintetica o per parole chiave, sui fogli o sulla lavagna, i concetti espressi da ciascun partecipante. I ruoli di coordinatore e di segretario, nelle successive sedute di brainstorming saranno sostenuti da altri studenti.

Va precisato che il segretario può intervenire come tutti gli altri partecipanti al gruppo; invece è opportuno che il coordinatore, data la natura dei suoi compiti, si astenga dall’esprimere le sue idee.

 

§ La successione degli interventi.

I gruppi si riuniscono disponendosi in modo da non disturbarsi vicendevolmente; il coordinatore ripete la consegna e avvia la prima raccolta di idee. Si può usare la tecnica della rotazione , dove inizia lo studente che sta a fianco del coordinatore, continua il compagno vicino, e così via. Se qualcuno non ha niente da dire “passa”. Coloro che rinunciano a parlare saranno invitati dal collaboratore ad esprimersi alla conclusione del giro. In alternativa alla tecnica della rotazione, si può utilizzare la tecnica libera dove parla chi vuol dire qualcosa. In questo caso sarà premura del coordinatore ripartire gli interventi, dando la priorità a coloro che non hanno mai parlato – eventualmente stimolandoli – e badando che tutti esprimano le loro idee.

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§ La verbalizzazione. Appena un partecipante ha concluso il proprio intervento, il segretario sintetizza oralmente l’idea espressa in una breve frase o in due o tre parole chiave. Se il primo accetta la sintesi proposta del segretario, costui la scriverà sui fogli o sulla lavagna, facendo sì che tutti la possano leggere. In caso contrario sarà il partecipante a proporre le parole chiave da scrivere (in pochissimi secondi, senza ripetere l’intervento).

 

§ Il punto della situazione.

Dopo il primo giro di tavolo si effettua lo spoglio: il segretario riepiloga le idee espresse leggendo le sintesi riportate. Il coordinatore richiama la consegna ed enfatizza i concetti manifestati, quelli che a suo avviso possono ulteriormente essere sviluppati. Quindi avvia la seconda tornata. È opportuno riservare sempre una seconda possibilità di intervento .

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§ La sintesi aperta.

Alla conclusione del secondo giro, si ripete lo spoglio e il coordinatore procede alla selezione delle idee: richiama i punti emersi articolandoli nei possibili e diversi percorsi di soluzione del problema o di sviluppo dell’argomento. Con la sintesi del coordinatore si conclude l’attività di brainstorming vera e propria, ma si apre il confronto tra i gruppi.

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§ Il confronto.

Tutti i gruppi si riuniscono sotto la direzione dell’insegnante; i coordinatori ed i segretari di ciascun gruppo riportano le tesi salienti e, alla fine dei resoconti, si avvia la discussione conclusiva. In questa fase gli studenti non devono più rispettare le regole del brainstorming, sono invece chiamati ad esercitare il giudizio critico, l’argomentazione e la confutazione, esprimendo pareri, opinioni, dubbi, valutazioni.

La tecnica è particolarmente utile per gli studenti con difficoltà comunicative (dovute, per esempio, a timidezza) o con povertà lessicale, poiché ciascuno può dire quello che vuole e come lo vuole, protetto dalla rigorosa regola dell’esclusione della critica. Per altro verso è utile anche agli studenti eccessivamente loquaci e prolissi che, costretti nei limiti di tempo a disposizione, sono invitati a sviluppare capacità di sintesi e a rispettare le regole della comunicazione sociale.

Se non svolge il ruolo di coordinatore di gruppo, il docente fungerà da supervisore e da osservatore delle attività svolte dai diversi gruppi.

La presenza del docente dovrà essere discreta, stimolante e sicura: discreta affinché gli studenti siano centrati sul problema e non sull’insegnante; stimolante perché deve introdurre, se necessario, gli opportuni stimoli per incoraggiare e rinvigorire un gruppo; sicura perché ogni studente deve sentire che il docente garantisce erga omnes l’applicazione delle regole del brainstorming durante i lavori, e perciò le sue idee non sono esposte alla derisione altrui.

Alla conclusione dell’attività dei gruppi, il docente governerà la discussione conclusiva, valorizzando il lavoro di ogni gruppo e di ogni studente.

Fonte: brainstorming-cooperative-learning.pdf (139 download)

 

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