DIDATTICA PERSUASIVA

I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI A SCUOLA SPIEGATI IN 10 PUNTI.

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI A SCUOLA

1. Che cos’è il Bisogno Educativo Speciale? BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI A SCUOLA

Il Bisogno Educativo Speciale rappresenta qualsiasi difficoltà evolutiva di funzionamento in ambito educativo e/o apprenditivo che necessita di educazione speciale individualizzata finalizzata
all’inclusione. 

 

2. Chi sono i BES? BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI A SCUOLA

Dalla direttiva del 27 dicembre 2012:

“… ogni alunno, in continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta.”

 

3. Chi sono i BES?

Possiamo distinguere tre grandi categorie:

– DISABILITÀ (L. 104/1992).
– DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI (da distinguere in DSA/deficit del linguaggio, delle abilità non verbali della coordinazione motoria, disturbo dell’attenzione e dell’ iperattività).
– SVANTAGGIO SOCIO-ECONOMICO, LINGUISTICO E CULTURALE

 

4. Perché parliamo di BES?

Perché c’è una normativa ben precisa che… ci fa capire che è ora di attuare una SCUOLA INCLUSIVA.

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI A SCUOLA

5. Cosa dice la normativa?

Tenendo bene a mente la Costituzione Italiana  nella fattispecie l’art. 34  in cui si dice testualmente “La scuola è aperta a tutti”si apre e costruisce la  Direttiva MIUR del 27 Dicembre 2012 che sostiene gli Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica” e si traduce operativamente nel C.M. n.8 del 6 marzo 2013 con le Indicazioni operative.

 

Direttiva MIUR del 27 Dicembre 2012

“Ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta.

Va quindi potenziata la cultura dell’inclusione, e ciò anche mediante un approfondimento delle relative competenze degli insegnanti curricolari, finalizzata ad una più stretta interazione tra tutte le componenti della comunità educante.”

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Il C.M. n.8 del 6 marzo 2013 che descrive le Indicazioni operative specifica che:

La Direttiva del 27 dicembre 2012 ridefinisce e completa il tradizionale approccio all’integrazione scolastica, basato sulla certificazione della disabilità, estendendo il campo di intervento e di responsabilità di tutta la comunità educante all’intera area dei Bisogni.

Educativi Speciali (BES), comprendente:

– svantaggio sociale e culturale,

– disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non
conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse.
In oltre il C.M. n.8 del 6 marzo 2013 specifica che:

 

La Direttiva del 27 dicembre 2012 estende a tutti gli studenti in difficoltà il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento, richiamandosi espressamente ai principi enunciati dalla Legge 53/2003.

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Il C.M. n.8 del 6 marzo 2013 prefigura:

L’attivazione del Gruppo di lavoro e di studio d’Istituto (GLHI) che assume la denominazione di
Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (GLI), con il preciso compito di elaborare una proposta di Piano
Annuale per l’Inclusione (PAI) riferito a tutti gli alunni con BES.

L’inserimento nel POF della scuola di un concreto impegno programmatico per l’inclusione C.M. n.8 del 6 marzo 2013 prefigura:

Il compito doveroso dei Consigli di classe è indicare in quali altri casi sia opportuna e necessaria l’adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o dispensative, nella prospettiva di una presa in carico globale ed inclusiva di tutti gli alunni.

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Il C.M. n.8 del 6 marzo 2013 si prefigura come:

Strumento privilegiato è il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un Piano Didattico
Personalizzato (PDP), che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare, secondo un’elaborazione collegiale, corresponsabile e partecipata, le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti.

 

6. Chi sono i protagonisti?

 

7. Cosa è richiesto alla scuola? BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI A SCUOLA

 

8. Come individuare un alunno con BES?

Decisione del C.d.C. o team docenti partendo dalle informazioni fornite dalla famiglia attraverso una
diagnosi o altra documentazione clinica. La scuola può accettare qualsiasi diagnosi (anche emessa da privati) riservandosi però di valutare l’effettiva ricaduta sui bisogni educativi.

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI A SCUOLA

La scuola si attiva autonomamente, co decisione del C.d.C. o team docenti, partendo dai bisogni

educativi emersi e dalla necessità di formalizzare un percorso
personalizzato.

 

9. Cosa è richiesto alla scuola? BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI A SCUOLA

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«È necessario che l’attivazione di un percorso individualizzato e personalizzato per un alunno con Bisogni Educativi Speciali sia deliberata in Consiglio di classe – ovvero, nelle scuole primarie, da tutti i componenti del team docenti – dando luogo al PDP, firmato dal Dirigente scolastico (o da un docente da questi specificamente delegato), dai docenti e dalla famiglia. Nel caso in cui sia necessario trattare dati sensibili per finalità istituzionali, si avrà cura di includere nel PDP apposita autorizzazione da parte della famiglia.»

 

Il GLI dovrà: BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI A SCUOLA

• Trattare le questioni relative a tutti gli alunni con BES certificati e non.

0
• Programmare un utilizzo funzionale delle risorse presenti nella scuola (laboratori,
strumenti, risorse umane..) per la realizzazione di un progetto di inclusione condiviso con
docenti, le famiglie e i servizi socio sanitari.

0

• Predisporre un piano di intervento per gli alunni con disabilità.

0
• Predisporre un piano di intervento per gli alunni con DSA.

0
• Predisporre un piano di intervento per gli alunni con DDAI (disturbi di attenzione e iperattività –
inglese ADHD).

0
• Coordinarsi con i vari Consigli di classe per stendere un piano di intervento per gli alunni con
BES non certificati o certificabili.

 

Compiti dei Consigli di classe:

• Individuare gli alunni con BES nell’area dello svantaggio socio-economico, linguistico, culturale.

Nella circ.8/13 si legge:

“tali tipologie di BES dovranno essere individuate sulla base di elementi oggettivi (ad es. segnalazioni da parte dei servizi sociali, ma anche su ben fondate considerazioni
pedagogiche e didattiche”.

10 DOMANDE E RISPOSTE SUI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

Predisporre un PDP. BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI A SCUOLA

Il consiglio di classe, individuati gli alunni con BEScollegialmente e individua le carenze/problemi/bisogni educativi dell’alunno, programma gli interventi/attività/laboratori.

Ogni docente si impegna per quanto riguarda la sua area disciplinare e per quanto riguarda gli
obiettivi trasversali a “attivare” quanto programmato e nei tempi previsti.

Il Consiglio di classe verifica e valuta l’efficacia degli interventi programmati e di conseguenza prosegue o modifica e/o amplia la tipologia di interventi.

Il GLI incontrerà, periodicamente, i coordinatori/docenti delle classi con alunni con BES per una verifica e valutazione su quanto fatto e sui risultati degli interventi relativi agli alunni con disabilità con DSA con altri bisogni speciali.

 

10. Quali strategie adottare? BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI A SCUOLA

Le metodologie e le strategie didattiche devono essere volte a:

 

Spero questo articolo possa esserti stato d’aiuto.

RISORSE PER TE: COOPERATIVE LEARNING COMPENSATIVO PER BES

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