ACQUISIZIONI DELLA LETTO-SCRITTURA

ACQUISIZIONI DELLA LETTO-SCRITTURA

Non di rado mi è capitato di incontrare bambini che all’inizio della scolarità leggevano e scrivevano lettere, in modo anche forzato, ma non sapevano disegnare. La loro carriera scolastica in molti casi si è fermata alla lettura e alla scrittura strumentali.

Tengo, perciò,  a fare un po’ di chiarezza sulla necessità di curare la fase del disegno soprattutto e non solo nella scuola dell’InfanziaACQUISIZIONI DELLA LETTO-SCRITTURA

 

Intorno ad un anno, il bambino, scopre la matita che fa parte di tutti quegli oggetti del mondo reale che vengono manipolati non perché abbiano un proprio uso convenzionale ma perché attivano  reazioni circolari gradevoli o ubbidiscono a mere necessità imitative. 

I  primi segni fatti con questo strumento,  sono il prodotto di colpi che il bambino dà sul foglio,  come avviene quando scopre che può lanciare oggetti o può prenderli e lasciarli andare. La  volontà di produrre dei segni grafici intenzionali si svilupperà  dopo, quando il controllo motorio si svilupperà gradualmente. ACQUISIZIONI DELLA LETTO-SCRITTURA

Intorno ai ventidue mesi, anche in relazione con lo sviluppo completo della “permanenza dell’oggetto”, di piagettiana memoria, matura  l’idea dell’intenzionalità legata all’acquisizione di una maggior padronanza delle capacità visive e motorie: il gesto grafico viene adattato in relazione allo spazio. ACQUISIZIONI DELLA LETTO-SCRITTURA

In questa fase dello sviluppo, in cui è presente anche il gioco simbolico,  vi è la volontà di imitare le “cose” attraverso la loro  rappresentazione grafica e l’immagine può sostituire l’oggetto.

Il tratto, il gesto, la disposizione degli elementi nello spazio e l’ordine temporale con cui le parti sono realizzate risultano caratteristiche determinanti quando si voglia fare l’analisi di un disegno infantile.

In realtà esistono dei veri e propri test di intelligenza o test proiettivi che possono essere somministrati attraverso il disegno per avviare la conoscenza del bambino, oppure soltanto per una sempre necessaria personalizzazione didattica. ACQUISIZIONI DELLA LETTO-SCRITTURA

 

Ricordiamo a proposito:

  • Test del pupazzo e dell’omino (Harris, Goodenoughd);
  • Il test della figura umana (S. Levy, K. Machover);
  • Test dell’albero (Koch);
  • Test della famiglia (L. Corman).

 

Ma cosa è il grafismo?   

Il tratto grafico è  la semplice produzione di “un graffio” che piano piano acquista significato per il bambino prima e per l’intera umanità poi, quando assume caratteristiche di  simbolo di qualcosa di altro da sé. ACQUISIZIONI DELLA LETTO-SCRITTURA

I simboli della realtà in quanto tali  formano codici e quando i tratti grafici diventano segni convenzionali servono per codificare e decodificare essenzialmente il linguaggio.

 

Questo però avviene dopo un lungo e necessario percorso che coinvolge sistemi complessi quali:

  • Controllo visivo.
  • Comportamento motorio.
  • Esperienza del sé.
  • Competenza comunicativa interpersonale.
  • Linguaggio verbale interiore compreso e poi espresso.
  • Autostima e riconoscimento delle proprie capacità da parte dell’adulto.

 

L’esercizio grafo-motorio coinvolge,  infatti,  nel momento della produzione  la sfera cognitiva attraverso:  le capacità percettive, ed in particolare quella visiva,  in quanto idea dello spazio topologico-euclideo-proiettivo; la capacità  motoria per l’impugnatura dello strumento grafico; le capacità  prassiche  e psicomotorie, in quanto coordinamento  di occhio e mano che agiscono nello spazio determinato da direzioni. ACQUISIZIONI DELLA LETTO-SCRITTURA

A tutto questo si aggiunge una raggiunta dominanza emisferica con conseguente lateralizzazione. Il linguaggio interiore governa il tutto dettando schemi ed idee.

Quindi, inizialmente,  il bambino è in grado di tracciare segni su una superficie con qualsiasi mezzo appuntito, ovvero è in grado di punteggiare per un  mero piacere motorio e percettivo.

Successivamente, quando l’articolazione della spalla si coinvolge nel movimento, secondo la legge di maturazione cefalo-caudale e prossimo-distale,  è capace di prolungare in modo informe la punteggiatura, eseguendo una sorta di  tratti informi che ricoprono le superfici scelte.

 

Prima del disegno saranno importanti  gli scarabocchi, che sono in costante evoluzione secondo almeno tre fasi:

  • Quello che si sviluppa dai 2 anni circa come  linea che si chiude, ma che non ha  alcun significato;
  • scarabocchio a cui si assegna un significato a posteriori mutevole in base alla gestalt figurativa percepita in tempi diversi; ACQUISIZIONI DELLA LETTO-SCRITTURA
  • intenzionalità figurativa che appare dai 2/6 ai 4/5 anni circa;
  • scarabocchiare con intenzionalità di rappresentazione figurata secondo il livello di percezione visiva raggiunto e a secondo della simbologia personale maturata.

 

Per quanto riguarda l’evoluzione delle linee il bambino è in grado di eseguire in questa sequenza:

  • verticale, in relazione ai movimenti delle spalle pronti per accompagnare il movimento del polso dall’alto verso il basso;
  • obliqua, un tratto intermedio verso l’alto per raggiungere la capacità di traccia orizzontale;
  • orizzontale, da sinistra a destra per i destri e da destra a sinistra per i mancini;
  • aperta, traccia curva non chiusa;
  • chiusa, (a tre anni circa), in corrispondenza con i primi concetti topologici di aperto-chiuso,  dentro-fuori, sopra-sotto; ACQUISIZIONI DELLA LETTO-SCRITTURA
  • la chiusura di forme tendenzialmente circolari anche in relazione con lo sviluppo neurologico e quindi dello schema corporeo. In questo periodo la rappresentazione dell’omino è cefalo-caudale con la presenza della testa e arti a lei attaccati e mal orientati nello spazio;
  • l’incrocio di linee, per creare direzioni spaziali.

Quando il bambino, finalmente, saprà  realizzare il semicerchio, saprà  imitare i tratti, riuscirà  a controllare tutto lo spazio grafico, sarà capace di chiudere il cerchio, saprà eseguire un disegno che rispetterà rapporti topologici e dal quale potrà essere dedotta la funzione narrativa dettata dal linguaggio verbale, si potrà avviare la vera e propria scrittura.

Volutamente nell’evoluzione delle linee sono state omesse le età di riferimento, perché ogni docente per meglio personalizzare l’azione didattica, sia nella scuola dell’Infanzia, sia nei primi anni della scuola primaria, deve partire dalla capacità presente negli alunni per avviarli alla fase successiva. ACQUISIZIONI DELLA LETTO-SCRITTURA

È veramente sbagliato pretendere che tutti sappiano fare le stesse cose e, per esempio nella scuola Primaria,  avviare la scrittura con i tre caratteri contemporaneamente se non è presente la capacità di tracciare correttamente linee verticali, oblique, orizzontali, o se i bambini non sanno disegnare  rispettando almeno i principali parametri  spaziali.

Nella scuola primaria per necessità legate ai compiti di alfabetizzazione,  ci sarà una diminuzione della parte figurativa; toccherà, allora, principalmente alla scuola dell’Infanzia educare al disegno,  il quale riveste più funzioni:

  • La funzione riproduttiva che ha valore cognitivo in quanto permette l’approccio alla rappresentazione della realtà così come il bambino la percepisce e così come il bambino la sa riprodurre; in questa fase è anche presente l’intellettualismo infantile, in quanto nel disegno sono presenti elementi che nella realtà non si percepiscono: le case hanno muri trasparenti e tutti i suoi elementi sono visibili.
  • La fase narrativa nella quale la rappresentazione oggettuale, completata,  permette  l’espressione fantastica di luoghi, personaggi avvenimenti. ACQUISIZIONI DELLA LETTO-SCRITTURA
  • La fase proiettiva grazie alla quale sarà possibile, attraverso il disegno,  scoprire i sentimenti più profondi che il bambino ha vissuto o sta vivendo.
  • La  fase espressiva nella quale il bambino sarà capace di usare liberamente tutti gli elementi rappresentativi della realtà fatti di forme e colori.

Se si darà molto spazio al disegno, sia nella scuola dell’Infanzia che nella scuola primaria sicuramente saranno meno incidenti i fenomeni di disgrafia e dislessia o anche di discalculia, perché il disegno sviluppa il pensiero verbale interiore, sviluppa l’intelligenza, avvia al pensiero astratto, sviluppa le abilità muscolari del braccio e della mano, permette il dialogo con se stessi, permette l’espressione di un eventuale disagioACQUISIZIONI DELLA LETTO-SCRITTURA

Autrice: Dott.sa Rosaria Troiso

Pedagogista e Logopedista

INSEGNAMENTO DELLA LETTO-SCRITTURA

Spero questo articolo possa esserti stato d’aiuto.

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